Auxilium Christianorum. sacra famiglia

dipinto murale 1575 - 1599

Affresco staccato e riportato su supporto lligneo. Maria è seduta e tiene sulle ginocchia il Bambino nudo che protende le braccia a sinistra. Sopra la veste rossa la madre porta un largo manto turchino con cappuccio teso sul capo. San Giuseppe appare a mezza figura, appoggiato al suo bastone: è vecchio, barbuto, avvolto in un ampio mantello giallo. Alla vivacità espressiva del Bambino si contrappone l'atteggiamento solenne, quasi ieratico, della Madre. Alle figure sono state aggiunti ornamenti argentei ottocenteschi: alla Vergine una corona e ornamenti ai polsi, a S. Giuseppe un nimbo, al Bimbo un semicerchio di raggi

  • OGGETTO dipinto murale
  • MATERIA E TECNICA muratura/ pittura
  • AMBITO CULTURALE Ambito Emiliano-romagnolo
  • LOCALIZZAZIONE Faenza (RA)
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE Per i prodigi compiuti, l'immagine divenne oggetto di culto e fu trasferita nella chiesa di S. Stefano dal vicino "vicolo Diavoletto", dove era incastonata nel muro, nel 1818, e sistemata nella prima cappella a sinistra. Più tardi, riportata col solo intonaco dipinto su tavola di legno, fu incoronata (ornamenti argentei furono aggiunte anche alle altre figure), racchiusa in un'ancona dorata e spostata nella seconda cappella a sinistra, dove è ancora oggi collocata. L'ancona o "custodia" fu eseguita nel 1867, quando, dopo aver fatto restaurare la cappella e l'altare, e dopo avervi sistemato l'immagine, si inaugurò tutto con festa solenne, il 14 maggio 1867 (Golfieri). Il Righi è il primo degli storici faentini a ricordare l'Ausiliatrice di S. Stefano e il suo trasferimento dal muro. Il Marchetti esprime il giudizio di "non valore artistico" dell'immagine e ricorda che il suo supporto murario fu conservato fino al 1862. Savioli fa notare che non c'è relazione diretta tra l'iconografia e il titolo Auxilium Christianorum, che ritiene dato proprio in occasione del trasferimento dell'pimmagine in S. Stefano, nel 1818, quando l'istituzione della festa liturgica in onore di Maria Ausiliatrice nel 1816, ne aveva favorito la divulgazione del culto. Ripropone poi come datazione il tardo Cinquecento: "Il pittore non è certo un artista eccelso, ma aggiornato sui modelli che si usa chiamare manieristici, correnti allora, dei quali a Faenza non mancano esempi, come la B.V. del Popolo in Cattedrale e della Provvidenza in S. Margherita (....). Il telaio compositivo è tendenzialmente a chiasmo, quindi di ascendenza accademica, con l'anomalia della testa della Vergine (..) una commistione di cultura e istinto, tipica del manierismo tardocinquecentesco" (Savioli). Esistono dell'opera quattro riproduzioni calcografiche, non datate, ma secondo il Savioli tutte eseguite intorno alla metà dell'800. Sono firmate dal Marabini (due), dal Maccolini, dal Petroncini. Curiosamente le stampe presentano tipologie diverse: soltanto una delle stampe del Marabini e quella del Petroncini sono fedeli all'attuale tipologia. Trattandosi di riproduzioni divulgatrici, si può supporre la fedeltà dell'artista al prototipo, almeno per quanto riguarda posizioni e gesti delle figure: dunque, due delle stampe, coeve alle altre, riproducono una tipologia diversa. Se ne deduce che ci fu davvero un massiccio intervento modificatore della stesura originaria dell'affresco e che le stampe del Marabini riproducano l'opera addirittura prima e dopo l'intervento. Dunque, l'intervento avvenne prima della morte del Marabini e il termine ad quem è il 1857. Le stampe appartengono a tre raccolte faentine: l'Album Marabini della Biblioteca Comunale di Faenza (n. 111), la collezione del sig. Moschini, quella dello stesso Savioli
  • TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
  • CONDIZIONE GIURIDICA proprietà Ente religioso cattolico
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0800031584
  • ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini
  • ENTE SCHEDATORE Soprintendenza per i Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici per le province di Bologna Ferrara Forli'-Cesena Ravenna e Rimini
  • DATA DI COMPILAZIONE 1986
  • LICENZA METADATI CC-BY 4.0

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