Le fatiche di Ercole
stampa di invenzione
ca 1640 - ca 1680
Personaggi: Ercole; Atlante. Animali: leone; toro. Animali fantastici: Idra
- OGGETTO stampa di invenzione
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MATERIA E TECNICA
carta/ acquaforte
- AMBITO CULTURALE Ambito Emiliano
- LUOGO DI CONSERVAZIONE Museo di Palazzo Reale
- LOCALIZZAZIONE Palazzo Reale
- INDIRIZZO Via Balbi 10, Genova (GE)
- NOTIZIE STORICO CRITICHE La stampa in esame raffigura una complessa allegoria incentrata su alcune delle fatiche di Ercole, articolate secondo una narrazione simultanea e paratattica: a sinistra si riconosce l’eroe nell’atto di domare il Toro di Creta, mentre accanto è rappresentato l’episodio del Leone di Nemea; sul lato destro è individuabile il combattimento contro l’Idra di Lerna, affiancato da una figura femminile distesa sopra un animale abbattuto, che potrebbe alludere alla conquista della cintura di Ippolita o ad un ulteriore episodio del ciclo erculeo. Al centro della composizione due figure sostengono un grande tondo in cui è inserito uno scarno paesaggio roccioso: una, nuda, è interpretabile come Atlante, l’altra, contraddistinta dalla pelle leonina e dalla clava posta in primo piano, come Ercole stesso. Il gruppo sembra alludere alla fatica delle Mele delle Esperidi, episodio nel quale Ercole sorregge temporaneamente il peso del cielo al posto di Atlante; tuttavia, la presenza di un disco contenente un paesaggio, anziché il consueto globo celeste, costituisce un elemento atipico e di non immediata decifrazione. Il tondo appare parte integrante dell’invenzione e non un semplice spazio destinato ad accogliere un ritratto o un’iscrizione, suggerendo piuttosto una possibile valenza simbolica connessa a un territorio o a un contesto civico. In sommità un putto reca lo stemma della città di Bologna, elemento che orienta l’interpretazione verso un ambito emiliano, dove l’iconografia erculea conobbe ampia fortuna tra il XVI e il XVII secolo. In tale contesto, l’impostazione del gruppo centrale con Ercole e Atlante trova un precedente significativo negli affreschi di Ludovico Carracci a Palazzo Sampieri, dove il tema è affrontato con analoga attenzione al rapporto plastico tra le due figure. Il modello di Ludovico potrebbe essere stato presente all’artista, sebbene parrebbe da escludersi una derivazione diretta. Sulla base dei suddetti caratteri iconografici e stilistici la stampa parrebbe da ricondursi all'ambito emiliano, con una datazione compresa indicativamente tra gli anni Quaranta e Ottanta del XVII secolo. In calce si rilevano tracce di spazi e segni che lasciano supporre la presenza originaria di indicazioni di responsabilità o di un motto o testo esplicativo volto a chiarire il complesso programma allegorico; tali iscrizioni risultano tuttavia oggi non leggibili, verosimilmente a causa di abrasioni della lastra o dell’usura della matrice. Non è tuttavia da escludere che il bene in oggetto rappresenti uno stadio di stampa precedente all’aggiunta di tali finiture. Infine, la disposizione simultanea delle scene, bruscamente interrotta ai margini del foglio, lascia ipotizzare che la stampa potesse essere stata concepita come parte di una composizione più ampia o di una serie dedicata alle fatiche di Ercole
- TIPOLOGIA SCHEDA Stampe
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CONDIZIONE GIURIDICA
proprietà Stato
- CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0700380835
- NUMERO D'INVENTARIO PAL-GE.INV. 5715
- ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Palazzo Reale di Genova
- ENTE SCHEDATORE Palazzo Reale di Genova
- DATA DI COMPILAZIONE 2026
- ISCRIZIONI Al recto: in cima: al centro - - 707 - - numeri arabi - a matita - non determinabile
- LICENZA METADATI CC-BY 4.0