Michael Angelus Bonarota

stampa di traduzione post 1564 - ca 1570

Personaggi: Michelangelo Buonarroti

  • OGGETTO stampa di traduzione
  • MATERIA E TECNICA carta/ bulino
  • ATTRIBUZIONI Ghisi Giorgio (1520-1524/ 1582)
  • LUOGO DI CONSERVAZIONE Museo di Palazzo Reale
  • LOCALIZZAZIONE Palazzo Reale
  • INDIRIZZO Via Balbi 10, Genova (GE)
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE L’incisione in esame, come attestato dal monogramma in calce, è ad opera di Giorgio Ghisi e deriva probabilmente dal prototipo elaborato da Jacopino del Conte intorno al 1545, oggi perduto e noto soprattutto attraverso la versione dipinta da Marcello Venusti conservata presso Casa Buonarroti (Inv. 1890, 1708). Come già evidenziato da Paolo Bellini, le caratteristiche formali del bulino suggerirebbero tuttavia che Ghisi possa non aver lavorato direttamente dal dipinto, bensì da un modello grafico intermedio - verosimilmente un disegno preparatorio legato all’invenzione jacopiniana, oppure uno studio utilizzato da Venusti per la propria interpretazione pittorica - ipotesi coerente con il segno più rapido e spiccatamente disegnativo dell’incisione (Bellini, 1998). Non è noto con certezza attraverso quale tramite Ghisi abbia avuto accesso a tale modello; tuttavia i documentati legami di Venusti con l’ambiente mantovano e l’impiego, da parte dell’incisore, di disegni del medesimo artista per le tavole del Giudizio Universale rendono plausibile l’esistenza di un canale di trasmissione diretto o mediato. La cornice architettonica incisa, articolata in volute ornamentali e cartiglio epigrafico, potrebbe inoltre - come sottolineato da Suzanne Boorsch - riflettere l’originario inquadramento del dipinto, traducendone in forma grafica l’impostazione e rafforzando la lettura del bulino quale trasposizione di un modello pittorico (Boorsch, 1985). Un ruolo decisivo, tanto sul piano di lettura dell'opera quanto su quello cronologico, è svolto dall’iscrizione latina in calce, interpretabile come un encomio postumo: essa celebra Michelangelo quale vertice delle arti e lascia, allo stesso tempo, trasparire una velata presa di distanza nei confronti dell’arte successiva, quasi a suggerire che con la sua scomparsa si sia chiusa una stagione irripetibile. Proprio questo tono commemorativo consente di ipotizzare una datazione dell’incisione immediatamente successiva alla morte dell’artista (febbraio 1564), verosimilmente concepita in un clima di omaggio celebrativo. Tale cronologia renderebbe pertanto plausibile un’esecuzione in Francia, dove Ghisi si trovava in quegli anni, ipotesi avvalorata dalla natura delle prime tirature, impresse su carte con filigrane nordiche analoghe a quelle impiegate per le incisioni di Ghisi tratte dagli affreschi di Francesco Primaticcio a Fontainebleau. La matrice sarebbe stata successivamente ricondotta in Italia, verosimilmente dallo stesso Ghisi, per poi confluire nel circuito romano, dove conobbe ulteriori tirature e, in età più tarda, entrò nella disponibilità della famiglia di editori De Rossi. La lastra è nota in un solo stadio, e le differenze tra gli esemplari sarebbero da imputare all’usura della matrice e alle successive tirature, piuttosto che a modifiche strutturali dell’incisione. Bellini segnala inoltre la presenza, negli esemplari da lui esaminati, di un tratto diagonale inciso nella modanatura interna in alto a sinistra, interpretabile come danno della lastra; nel presente esemplare tale elemento non è valutabile a causa della mutilazione della porzione interessata. Sebbene il ritratto in oggetto sia stato letto come frontespizio della suddetta serie di dieci tavole ad opera di Ghisi raffigurante il Giudizio Universale, la documentazione materiale suggerirebbe che tale funzione non fosse originaria ma dipendente da abbinamenti editoriali posteriori (come avviene nel caso dell'esemplare custodito presso il British Museum, n. inv. 1896,0511.382.1-12), attestati soprattutto in alcune edizioni romane curate dalla Calcografia Vaticana. La persistenza dell’equivoco è stata probabilmente alimentata già da Bartsch che, descrivendo le tavole del Giudizio Universale di Ghisi, afferma che esso fosse composto da undici fogli e accompagnato da un ritratto dell’artista in ovale: in realtà Bartsch sembra confondere il ritratto in oggetto - di cui ne riporta l’iscrizione - con un altro ritratto di formato minore e con iscrizione differente, effettivamente presente in alcune edizioni del Giudizio. Ciò non esclude che tra le due imprese esistesse un rapporto: la quasi identicità della formula epigrafica che compare nel primo stadio del Giudizio Universale rispetto a quella incisa sotto il bulino in esame indurrebbe infatti a ipotizzare una consapevole coerenza celebrativa e una prossimità temporale tra le due imprese, entrambe probabilmente concepite in un contesto poco successivo alla morte di Buonarroti
  • TIPOLOGIA SCHEDA Stampe
  • CONDIZIONE GIURIDICA proprietà Stato
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0700380831
  • NUMERO D'INVENTARIO PAL-GE.INV. 5708
  • ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Palazzo Reale di Genova
  • ENTE SCHEDATORE Palazzo Reale di Genova
  • DATA DI COMPILAZIONE 2026
  • ISCRIZIONI Al recto: in fondo - MICHAEL ANGELUS BONAROTA/TUSCORUM FL[...] DELIBATUS/DUARUM ARTIUM PULCHERRIMARU/HUMANAE VITAE VICARIARUM/PICTURAE STATUARIAE QUE/SUO PENITUS SAECULO EXTINCTARU/ALTER INVENTORI FACIEBAT - capitale - a matita - italiano
  • LICENZA METADATI CC-BY 4.0

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