abito

abito, costume teatrale, da passeggio, femminile - manifattura italiana (fine XIX)

Abito femminile da pomeriggio o da passeggio in tre pezzi, composto da gonna, corpino smanicato e giacchetto coordinati in taffetas di seta bordeaux. La gonna lunga con strascico (lunghezza davanti 101/ retro con strascico 137) e rigonfiamento nella parte posteriore in alto (con probabile impiego di una tournure), è allacciata in vita mediante gancetti posteriori in metallo ed è foderata da una tela di cotone marrone. Su tutta la parte inferiore corre una banda decorativa realizzata con l’applicazione di perline in vetro bronzo e bordeaux che creano motivi a goccia in successione continua, ciascuno ornato da un doppio filo di perline a pendente staccato dal fondo con fiocchi e nappine. Il corpino, senza maniche, con profonda scollatura quadrata, avvitato e con baschina, si allaccia sul retro, mediante una fila centrale sul dorso di 8 bottoni semisferici rivestiti in taffetas (diametro 1.5) con occhiello corrispondente. Il giacchetto, aperto sul davanti, senza colletto, con terminazioni anteriori leggermente a punta, avvitato e con baschina posteriore, ha maniche lunghe a palloncino sulle spalle, poi dritte e strette fino ai polsi. Sulla schiena al centro reca una fila di 12 bottoni analoghi a quelli del corpino, ma qui utilizzati solo in funzione decorativa, perché il capo si indossa dal davanti aperto. Corpino e giacchetto sono privi di decorazioni applicate e sono foderati da una saia di seta ocra

  • OGGETTO abito
  • MATERIA E TECNICA SETA
    tessuto
  • CLASSIFICAZIONE costume teatrale
  • AMBITO CULTURALE Manifattura Italiana
  • LUOGO DI CONSERVAZIONE Museo di Palazzo Reale
  • LOCALIZZAZIONE Palazzo Reale
  • INDIRIZZO Via Balbi 10, Genova (GE)
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE L’abito di foggia e gusto tardo ottocentesco, mostra riferimenti alla moda femminile degli ultimi due decenni del secolo, quali l’accentuazione della parte superiore del busto con maniche cosiddette a prosciutto (gonfie a palloncino sulle spalle e poi strette in basso), il punto vita stretto e rimarcato da baschina e gonne importanti con forma a campana, strascichi e rigonfiamenti posteriori sostenuti da sellini e da materiali di confezione esterni e interni pesanti per agevolare la caduta più rigida della stoffa, seguendo le suggestioni formalizzate e proposte all’alta borghesia e al bel mondo dallo stilista Charles Fredrick Worth negli anni Ottanta e Novanta del XIX secolo (si vedano ad esempio alcuni suoi modelli e creazioni in Morini E. 2010, fig. 95, p. 137, fig. 98, p. 141, figg. 99-100, p. 142). È noto come tra le clienti celebri dello stilista vi fossero anche attrici italiane di fama come Adelaide Ristori ed Eleonora Duse che commissionarono alla Maison Worth sia abiti per la vita quotidiana che costumi di scena (cfr. Davanzo Poli D., 2001, pp. 126-128). Stando alle informazioni di accompagnamento della donazione dell’abito Merlo nel 2014, anche l’abito di Palazzo Reale dovrebbe rientrare nell’ambito delle produzioni teatrali ed essere in origine appartenuto alla Duse. Secondo quanto riportato dall’attrice Lea Zanzi, colei che prima di morire fece omaggio dell’abito ai suoi amici Luigi Merlo e Enzo Ferrea poi donatori dello stesso alle raccolte della Soprintendenza, Eleonora Duse donò il costume teatrale alla sua guardarobiera signora Zanzi Bissi, madre della stessa Lea Zanzi
  • TIPOLOGIA SCHEDA Vestimenti antichi/contemporanei
  • CONDIZIONE GIURIDICA proprietà Stato
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0700378753
  • NUMERO D'INVENTARIO 1546T
  • ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Palazzo Reale di Genova
  • ENTE SCHEDATORE Palazzo Spinola di Pellicceria
  • LICENZA METADATI CC-BY 4.0

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