Ritratto di Guido della Torre, duca di Milano

dipinto

Il dipinto, inserito in una cornice a stucco, decora una delle pareti della sala dei Cavalieri del castello, e raffigura Guido della Torre che ricoprì la carica di duca di Milano dal 1302 al 1311. Il condottiero è immortalato mentre procede a cavallo verso destra: sotto di lui troviamo delle bocche di cannone e diverse figure femminili incatenate, probabilmente inserite per sottolineare la potenza militare del ducato

  • OGGETTO dipinto
  • MATERIA E TECNICA tela/ pittura a olio
  • AMBITO CULTURALE Ambito Italia Settentrionale
  • LOCALIZZAZIONE Duino-Aurisina (TS)
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE Il dipinto fa parte di un ciclo di quattordici tele di diverso formato dal chiaro carattere celebrativo aventi per soggetto illustri antenati della famiglia Della Torre, vissuti tra il tredicesimo e il diciassettesimo secolo. Nell'inventario dei beni presenti nel castello redatto nel 1746 alla morte di Giovanni Filippo della Torre, si legge come nel corridoio tra le due scale fossero appesi: "9 quadri grandi, ritratti di cardinali, patriarchi e duchi di Milano, autori dell'eccellentissima casa senza stima / 4 quadri piccoli, ritratti di generali e ambasciatori, senza stima" (Delneri 2007, p. 144), a testimonianza di come i dipinti durante il Settecento non fossero esposti nella Sala dei Cavalieri, dove vennero sistemati in un momento successivo. Interessante segnalare l'esistenza di due fotografie firmate "Corte Sebastianutti Trieste", quindi verosimilmente eseguita dal celebre Guglielmo Sebastianutti (1824-1881): una raffigura un dipinto dalla composizione identica a quello qui schedato, che differisce solo per il volto dell’effigiato e per il colore del destriero. La didascalia recita: "Pagano della Torre Signore di Milano". La seconda immortala lo stesso dipinto appeso alla parete della sala dei Cavalieri, che aveva un aspetto molto diverso da quello attuale, con il soffitto decorato dagli stemmi di famiglia e le opere appese alle pareti e non inserite in cornici a stucco. È possibile si tratti delle testimonianze visive di un dipinto della serie andato perduto, che viene descritto anche da G.C. Bottura nel 1877: "Pagano II che baldo e non curante fa caracollare il proprio destriere sul dorso dei vassalli. Non è meraviglia se il popolo alla vista di tale dipinto s'abbia abboracciato una storia a suo modo che finiva per dire che il potente signore avesse crudelmente calpestato i soggetti dalle zampe del proprio cavallo, non potendo arrivare a comprendere come il pittore nella poco felice allegoria altro non avesse avuto in animo di figurare che il diritto di dominio dell'alto personaggio ivi ritratto" (1877, p. 179)
  • TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0600179714
  • ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio del Friuli Venezia Giulia
  • ISCRIZIONI Sulla tela in centro a destra - CVIDVS TVRRIANVS / MEDIOLANI DVX / ANNO DOMINI / MCCCVI - capitale - a pennello - latino
  • LICENZA METADATI CC-BY 4.0

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