scultura di Marinali, Angelo - produzione veneta (XVII)
Le raffigurazioni allegoriche di Apollo e Diana sembrano riflettere caratteri stilistici e tipologici del linguaggio maturo di Angelo Marinali, in particolare raffrontabili con la produzione del maestro della metà dagli anni Ottanta, a partire dalle divinità mitologiche per il castello di Montegalda, come pure con le figure muliebri e maschili di Villa Pisani a Stra e con le statue in pietra tenera custodite a Palazzo Piovene (ora Leoni Cappelletti) a Vicenza. Le due sculture, raffiguranti Apollo e Diana, ornano i pilastri del cancello di ingresso al vasto parco di Palazzo Boschetti, caratterizzato da piante ad alto fusto, che si estende in contiguità rispetto alla facciata posteriore della dimora, fino alla retrostante via Arnaldo Fusinato. L’edificio è situato a Schio, in via Cavour n. 5 (Dati catastali: F. 12, m. 643 / 645), e appartenne nei secoli a diverse proprietà: Nogarola, Boldù, Loredan Ruzzini, Loredan Ruzzini Priuli, Rudella, Boschetti, Parrocchia di San Pietro. La dimora infatti accolse i Nogarola intorno al 1395 (come segnalato anche da una lapide con blasone murata sulla parete nord); a questo periodo deve risalire anche la struttura sopraelevata simile a una torretta posta a est, che completa il corpo padronale. Alla fine del secolo XVI la residenza passò in eredità ai nobili veneziani Boldù, protagonisti di radicali interventi di trasformazione dell’edificio: lo stemma della famiglia sussiste al centro del timpano di facciata. E’ stato ipotizzato che proprio ai Boldù si debba riferire anche la commissione delle due sculture marinaliane in esame. Dopo essere appartenuta ai Loredan-Ruzzini e ai Priuli, la villa fu acquistata da Baldassarre Rudella di Vicenza all’esordio del secolo XIX: nel pavimento del salone d’onore è ancora visibile il millesimo 1804 sottostante alle iniziali “B R”; la figlia Maria, sposa di Francesco Boschetti, attuò nuovi lavori di sistemazione sul fronte strada (con l’ausilio dell’ingegnere Pietro Beltrame); quindi l’edificio fu ceduto ai figli. Per volontà testamentaria dell’ultima erede Boschetti, la dimora fu infine donata alla Parrocchia di San Pietro nel 1956. (Per le statue e il loro contesto, vedasi anche: R. Cevese, Ville della Provincia di Vicenza, II, Milano 1971, pp. 595-596; V. Saccardo, Palazzo Boschetti. Due statue di Angelo Marinali, in “Bollettino del Duomo S. Pietro”, 4, 1992, pp. 16-17; Ville venete: la provincia di Vicenza, a cura di D. Battilotti, Venezia 2005, p. 472; M. De Vincenti, Angelo Marinali, in Dizionario Biografico degli Italiani, vol. 70, Roma 2007, ad vocem; F. Temporin, in M. De Vincenti, Scultura nei giardini delle ville venete. Il territorio Vicentino, Venezia 2014, pp. 258-259, cat. 62). Le due sculture in esame si ascrivono al corpus di Angelo Marinali (Angarano, 24 maggio 1654 – Vicenza, 28 luglio 1702), figlio d’arte (il padre Francesco fu scultore e intagliatore), appartenente alla famiglia degli “illustri scultori” Marinali e formatosi sotto l’egida del fratello Orazio, insieme all’altro fratello Francesco. Avviatosi dunque nell’ambito della bottega di famiglia, dopo essersi con questa trasferito a Vicenza fra il 1666 e il 1667 Angelo si separò infine dai fratelli entro il 21 aprile 1684, pur continuando a collaborare con loro, distinguendosi per il “tono aristocratico” riscontrabile nel comune sostrato classicista di matrice albanesiana. La fortuna incontrata dall’arte di Angelo è scandita da molteplici impegni e commissioni da parte di importanti casate venete e da un articolato numero di collaboratori di bottega
- OGGETTO scultura
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MATERIA E TECNICA
pietra di Vicenza
- AMBITO CULTURALE Produzione Veneta
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ATTRIBUZIONI
Marinali, Angelo (angarano, 24 Maggio 1654 - Vicenza, 28 Luglio 1702)
- LOCALIZZAZIONE Schio (VI)
- NOTIZIE STORICO CRITICHE Le due sculture di Angelo Marinali raffiguranti Artemide e Apollo (vedasi scheda corrispondente) sono state oggetto di restauro (11/04/2024 - 18/05/2024; restauratrice Eva Corte, Schio, Vicenza; ente responsabile: Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le Province di Verona, Rovigo e Vicenza; ente finanziatore: Parrocchia di San Pietro, Schio, Vicenza). Prima dell'intervento sussistevano depositi polverulenti, attacco microbiologico e degrado superficiale. Il restauro è stato conservativo, con pulitura superficiale dalle incrostazioni sovrammesse, stuccatura e reintegrazione di piccole parti lacunose, e stesura del protettivo finale
- TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
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CONDIZIONE GIURIDICA
proprietà Ente religioso cattolico
- CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0500730666
- ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Verona, Rovigo e Vicenza
- ENTE SCHEDATORE Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Verona, Rovigo e Vicenza
- ISCRIZIONI Sul tronco di sostegno della scultura raffigurante Artemide - "ANGELI / MARINALI / [...]" - maiuscolo -
- LICENZA METADATI CC-BY 4.0