Paesaggi prestati. Astratto
L’opera è il risultato di un successivo intervento di Pengo su un proprio lavoro degli anni sessanta, in una stratificazione di materiali, tecniche e tempi di esecuzione, che aprono a una molteplicità di interpretazioni e danno vita a quello “shock tecnologico”, teorizzato dall’artista sul finire del secolo scorso. Sul vetro del dipinto una colatura di acrilico suggerisce una mascheratura, ma anche lo svelamento di ciò che si trova al di là: un piccolo ritaglio di forma quadrata da un paesaggio realizzato dallo stesso Pengo nel 1966 mediante tre semplici fasce colorate sovrapposte, una ocra, una rossa e una marrone, che rimandano ai colori della terra. Il contrasto tra la regolarità della prima opera e la dimensione informale dell’aggiunta colorata è netto, foriero di ulteriori letture critiche da parte dello spettatore. Il quadro è firmato e datato sul retro, in basso a destra
- OGGETTO dipinto
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MATERIA E TECNICA
Tela
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ATTRIBUZIONI
Renato Pengo (xx-xxi Secolo): pittore
- LOCALIZZAZIONE Padova (PD)
- NOTIZIE STORICO CRITICHE Donato dall’artista nel 2004, è oggi appeso nell’atrio dell’ingresso principale alla palazzina, di fronte all’opera di Flarer
- TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
- CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0500726406-0
- NUMERO D'INVENTARIO 573
- ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Padova, Treviso e Belluno
- LICENZA METADATI CC-BY 4.0