Madonna con il bambino in trono. Madonna con il Bambino in trono
dipinto
1500 - 1549
La pittura murale, di carattere votivo, raffigura la Madonna con il bambino in trono. La Vergine leggente è posta entro un'abside con velario sullo sfondo, immersa in un paesaggio boschivo a simulare un capitello campestre
- OGGETTO dipinto
-
MATERIA E TECNICA
intonaco/ pittura a affresco
- AMBITO CULTURALE Ambito Veneto
- LOCALIZZAZIONE Museo di Castelvecchio
- NOTIZIE STORICO CRITICHE Non è nota la provenienza di questo affresco, che si presume fosse collocato sulla facciata esterna di un edificio, come lascia intuire la forte abrasione degli strati pittorici e dell'intonaco dovuta al dilavamento. Solamente le tracce dell’incisione del disegno consentono ancora di leggere la composizione. Purtroppo anche i due stemmi dipinti alle estremità del basamento del trono, che avrebbero potuto offrire un’importante chiave per identificare la committenza e quindi l’area di provenienza dell’affresco, sono illeggibili. L’ingresso dell’opera nelle collezioni civiche risale probabilmente alla fine dell’Ottocento, quando dalle carte dell’archivio museale si ha notizia di numerosi affreschi staccati da case di Verona e non solo, donati o offerti per l’acquisto al Museo, spesso senza specificare neppure il soggetto. La prima segnalazione che consente di identificare l’affresco con certezza risale al 18 ottobre 1903 ed è dovuta ad Adolfo Venturi, che riconduceva il dipinto all’ambito di Francesco Benaglio (comunicazione orale). Escluso dall’ambiente veronese da Luigi Simeoni (comunicazione del 27 maggio 1905), il dipinto, genericamente attribuito ad ignoto del XVI secolo da Trecca (1912, p. 182) ed infine assegnato da Avena all’ambiente dei Morone (1937, p. 29), è stato ignorato dalla letteratura artistica recente. Lo stato di conservazione dell’opera e la perdita di alcuni elementi essenziali per la sua decifrazione d’altra parte ne rendono incerta la lettura critica. La proposta benagliesca in ogni caso sembra da escludere perché troppo precoce. Secondo la ricostruzione di Chiara Rigoni (2010, pp. 220-221) l’affresco sarebbe, invece, un'opera più matura databile nei primi decenni del Cinquecento, come suggeriscono la rigorosa partitura architettonica del trono, il sicuro inserimento nello spazio del gruppo, la salda volumetria della Vergine, e soprattutto la figura del bambino dal modellato robusto e tornito. Di più difficile definizione è l’individuazione dell’area di provenienza dell’affresco. L’architettura del trono marmoreo, che in origine presentava una fitta decorazione a grottesche sulle paraste ed un motivo a rosoni nel catino dell’abside, oggi perduti, e che era ulteriormente ornata da due ricchi modiglioni con zampe leonine, rimanda genericamente a modelli derivati dall’ambiente centroitaliano quattro-cinquecentesco mediati forse attraverso la cultura lombarda, e a quelle date ormai assorbiti e diffusi in Veneto. Anche il gruppo della Vergine rivela lontane radici centroitaliane nella compostezza della figura e nella tipologia dell’acconciatura. Infine un più preciso ricordo raffaellesco sembra riaffiorare nella posa sciolta del bambino, che ricalca quello della "Madonna dell’impannata". Tuttavia, a causa della scarsa leggibilità dell’affresco, Rigoni (2010) ribadiva la difficoltà di individuare confronti convincenti in ambiente veronese, dove intorno al secondo-terzo decennio del Cinquecento, epoca cui sembra riferibile l’affresco, gli influssi centro italiani erano stati ormai assorbiti e originalmente interpretati. (da Chiara Rigoni 2010, pp. 220-221)
- TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
-
CONDIZIONE GIURIDICA
proprietà Ente pubblico territoriale
- CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0500717861
- NUMERO D'INVENTARIO 4743
- ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Verona, Rovigo e Vicenza
- ENTE SCHEDATORE Comune di Verona
- LICENZA METADATI CC-BY 4.0