San Girolamo. San Girolamo
dipinto
1512 - 1512
Melone Altobello (1480 Ca./ Post 1523)
1480 ca./ post 1523
Il dipinto raffigura san Girolamo nella grotta inginocchiato di profilo. Nella mano destra tiene il crocifisso e con la sinistra sostiene un lembo del panno che lo veste. Ai suoi piedi, in primo piano, il leone accucciato di profilo
- OGGETTO dipinto
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MATERIA E TECNICA
tavola/ pittura a olio
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ATTRIBUZIONI
Melone Altobello (1480 Ca./ Post 1523)
- LOCALIZZAZIONE Museo di Castelvecchio
- NOTIZIE STORICO CRITICHE La tavola, proveniente dalla collezione Bernasconi, entrò nel 1871 nelle collezioni del Museo con l’attribuzione a Girolamo Romanino ([Aleardi, Bernasconi] 1851; Ferrari 1871). L’attribuzione fu confermata da vari studiosi (Berenson, Trecca) sino a quando, accogliendo le indicazioni manoscritte di Longhi e quelle orali di Zeri, Mina Gregori (1955) la restituì ad Altobello Melone, supponendo che potesse essere un pannello laterale del trittico rappresentante la "Vergine con il bambino, san Prospero e san Girolamo" eseguito per la chiesa di San Prospero a Cremona. La tavola infatti, identificata come parte di un complesso del quale non si conosceva l’autore, è citata da Bresciani (1665), che la inseriva nel regesto di Boccaccino, e da Panni (1762) che, nel suo rapporto sulle opere esistenti nelle chiese di Cremona, si lamentava di non poterla attribuire né a Boccaccino né ad Altobello. Le citazioni proseguono con Bartoli (1776-1777) e Aglio (1794), che la ricordano nella chiesa cremonese, soppressa nel 1788. A seguito dello smembramento del trittico sono andate perdute le tracce della tavola centrale, mentre quella raffigurante "San Prospero" si trova attualmente in una collezione privata londinese (Frangi 1985) e quella raffigurante "San Girolamo" passò nella galleria Uberti di Brescia (Ferrari 1871) e poi nella collezione Bernasconi. Le due tavole con le figure dei santi sono speculari per il punto prospettico ribassato, per la posa del corpo, per il taglio del volto e ancora per il medesimo fondale di fronde dalle foglie lucenti e per gli elementi naturali, nei quali anche un piccolo brano viene indagato con minuzioso interesse. È stato notato che san Prospero si mostra in atteggiamento meditativo, con il libro aperto e con il pastorale, che tiene con forza, mentre san Girolamo, di tre quarti, dal corpo vigoroso, ha un atteggiamento concentrato e l’espressione del volto arcigna e pensierosa. Nella nostra tavola la luce proviene da sinistra e si sofferma sull’ampia fronte, sulla barba bianca, sul torso, sulla spalla e sulla gamba piegata a terra. Le pieghe del mantello dalle rigide profilature si accendono di bagliori: l’effetto è scenografico e aumenta l’intensità del personaggio. La pennellata, non estranea ad influssi sia veneti sia provenienti dalla cultura nordica, è generosa e luminosa. In questa tavola, più che nell’altra con san Prospero, Altobello si mostra debitore di Romanino e dell’ambiente cremonese del Cinquecento: i toni sono più caricati, l’espressione maggiormente caratterizzata, il corpo risente di un impianto vigoroso anche se l’impostazione generale è ancora legata a schemi iconografici precedenti. Si conferma una datazione intorno al 1512, precedente agli affreschi per il duomo di Cremona. (da Caterina Gemma Brenzoni 2010, pp. 425-426)
- TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
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CONDIZIONE GIURIDICA
proprietà Ente pubblico territoriale
- CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0500717763
- NUMERO D'INVENTARIO 1496
- ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Verona, Rovigo e Vicenza
- ENTE SCHEDATORE Comune di Verona
- LICENZA METADATI CC-BY 4.0