Crocifissione. crocifissione di Cristo con la Madonna, San Giovanni Evangelista e Santa Maria Maddalena
dipinto
1490 - 1499
De' Fedeli Matteo (1450 Ca./ 1502)
1450 ca./ 1502
Su un fondo d'oro, il dipinto raffigura la crocifissione di Cristo con la Madonna a sinistra, san Giovanni a destra e la Maddalena abbracciata alla croce. In basso, ai piedi della croce un teschio
- OGGETTO dipinto
-
MATERIA E TECNICA
tavola/ pittura a tempera
-
ATTRIBUZIONI
De' Fedeli Matteo (1450 Ca./ 1502)
- LOCALIZZAZIONE Museo di Castelvecchio
- NOTIZIE STORICO CRITICHE Entrata nel Museo nel 1892 con la collezione di Antonio Pompei e attribuita genericamente all’attività della bottega veronese del ‘maestro del cespo di garofano’ (Avena 1937), fu a lungo sospettata di falso. Venne infine ricondotta filologicamente al pittore lombardo Matteo de’ Fedeli (Zeri 1983), un artista della seconda metà del Quattrocento, conosciuto nei documenti (Shell 1995a) e magistralmente identificato da Federico Zeri, che ha stabilito un primo catalogo delle sue, per il momento poche, opere. La "Crocifissione" del Museo di Castelvecchio è stata avvicinata a un "San Cristoforo" della Christ Church Collection di Oxford e a una "Madonna in trono con il bambino" (allora in una collezione privata milanese, dal 1988 a Brera), unica tavola a recare la firma dell’artista e la data 1491. Le tre opere furono riunite da Zeri sia per i modi stilistici di derivazione umbra e ferrarese, carichi di «classicismo umbreggiante», sia per la tecnica di esecuzione. Si può ulteriormente osservare che nelle tre tavole il piano prospettico su cui poggiano le figure è molto rialzato, mentre il limite superiore è centinato. Entro questo spazio emergono le figure a tutto tondo, superando la tradizionale uniformità della doratura dei fondi per la particolare tecnica ad irraggiamento. L’artista unisce infatti elementi di tradizione gotica al gusto spaziale e prospettico nuovo, forse riflesso della cultura ferrarese o ancor più urbinate (Marani 1989). Quest’ultimo trova probabilmente una sua ragione nel rapporto che Matteo de’ Fedeli ebbe con Donato Bramante. Egli infatti commissionò a Bernardo Prevedari, nel 1481, la ben nota incisione su rame del bramantesco "Interno di tempio con figure" (Alberici 1984). L’artista dal 1481 risulta membro della Scuola di San Luca e a capo di una fiorente bottega, a giudicare dal numero di garzoni e aiutanti che assunse verso la fine degli anni ottanta (Shell 1995b), forse presenti anche nell’esecuzione del fondo oro finemente impresso nella tavola di Verona. La "Crocifissione" era la cimasa di un polittico di cui non sono note le vicende, e la sua alta qualità, evidente anche nella particolare tecnica con cui è stato eseguito il fondo oro, inciso e graffito con un segno radiale ‘a sprazzi’ che si diparte dalla mandorla centrale, suggerisce per Matteo de’ Fedeli e la sua bottega una possibile attività di miniatore. Il colore compatto e squillante è stato steso sul fondo metallico che ne è la base. La rappresentazione della Crocifissione è singolare e inusuale per l’assoluta sproporzione tra le figure degli astanti e quella di Cristo, quasi si trattasse dell’adorazione di un’icona prefigurata sottolineata dalla mandorla dietro la croce. Ne deriva un effetto straniante come d’una pittura metafisica. La tavola è opera di un artista non privo di abilità, dall’espressività particolare oscillante tra tendenze arcaicizzanti e rigidità formali da un lato e adesione a situazioni artistiche contemporanee dall’altro. Il suo linguaggio ancora di difficile definizione, dato lo scarno catalogo, rappresenta un aspetto inedito nel panorama milanese, certamente con richiami al primo Bramante ma anche ad artisti di cultura ferrarese che vanno collegati alla presenza a Milano di Beatrice d’Este, moglie di Ludovico il Moro. (da Caterina Gemma Brenzoni 2010, p. 422)
- TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
-
CONDIZIONE GIURIDICA
proprietà Ente pubblico territoriale
- CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0500715233
- NUMERO D'INVENTARIO 91
- ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Verona, Rovigo e Vicenza
- ENTE SCHEDATORE Comune di Verona
- LICENZA METADATI CC-BY 4.0