Madonna con il bambino. Madonna con il bambino

dipinto murale 1390 - 1399

Entro un medaglione quadrilobato trapunto di stelle e incorniciato da finti cassettoni illusionistici dipinti, si dispone la Madonna, in origine a figura intera, mentre regge il bambino. Quest'ultimo le si stringe affettuosamente al collo abbracciandola. La Madonna, leggermente inclinata all'indietro, indossa un'elegante veste rossa e il bambino una semplice tunica gialla che si apre sul davanti lasciando scoperte le gambe. Due fregi con quadrilobi a fondo rosso recano santi a mezzo busto. Nei medaglioni si riconoscono in alto un santo con cappuccio (Antonio abate o Benedetto) e un santo francescano (Antonio da Padova?) e in basso due sante, di cui una martire

  • OGGETTO dipinto murale
  • MATERIA E TECNICA intonaco/ pittura a affresco
  • AMBITO CULTURALE Ambito Veronese
  • LOCALIZZAZIONE Museo di Castelvecchio
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE I dipinti furono staccati in una casa in contrada San Paolo, ora di proprietà della famiglia Bevilacqua nel 1903 da Luigi Brocchi: l’operazione ha provocato la frammentazione dell'intonaco e la perdita di gran parte del colore. I due fregi con "Santi entro medaglioni" dovevano integrare la "Madonna con il bambino", probabilmente disponendosi nel sottarco di una nicchia cuspidata sul cui muro di fondo vi era l'immagine principale (Magagnato 1958): va immaginata dunque una destinazione per la devozione privata, secondo un uso ben attestato in ambito veronese (Piccoli 2010). Evelyn Sandberg Vavalà (1926, p. 258) individua nell'opera caratteri altichiereschi e qualche influsso di Martino da Verona, pur riconoscendovi "una esecuzione meno lineare e meno dura nei volti". Magagnato (1958) insiste invece sul ruolo svolto da Tommaso da Modena. Tra le opere imputabili alla bottega altichieresca, il polittico di Boi (inv. 26-1B2167) è forse quella che meglio si confronta con l'affresco in esame che, pur rivelando una mano diversa, mostra un'analoga finezza esecutiva, specie nella tenerezza del modellato, nella scioltezza compositiva e nel tono intimo e affettuoso: quest’ultimo aspetto riporta ad alcune soluzioni adottate da Martino da Verona o da Battista da Vicenza, spingendo a proporre una datazione attorno al 1390 (Guarnieri 2010). Alla parte pittorica della tomba di Aventino Fracastoro (in Castelvecchio) rinvia, inoltre, oltre il confronto stilistico, anche la ricercata impaginazione entro medaglioni quadrilobi dei santi nei sottarchi (Piccoli 2010)
  • TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
  • CONDIZIONE GIURIDICA proprietà Ente pubblico territoriale
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0500715136
  • NUMERO D'INVENTARIO 4675
  • ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Verona, Rovigo e Vicenza
  • ENTE SCHEDATORE Comune di Verona
  • LICENZA METADATI CC-BY 4.0

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