maschera di Okina
fermaglio
1700 - 1899
Yoshioki (notizie Sec. Xix)
notizie sec. XIX
Netsuke in legno raffigurante una maschera di Okina. (Ghezzi L.)
- OGGETTO fermaglio
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MATERIA E TECNICA
legno, intaglio
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MISURE
Altezza: 4 cm
- AMBITO CULTURALE Ambito Giapponese
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ATTRIBUZIONI
Yoshioki (notizie Sec. Xix): scultore
- LUOGO DI CONSERVAZIONE Museo d'Arte Orientale
- LOCALIZZAZIONE Ca' Pesaro
- INDIRIZZO S. Croce 2076, Venezia (VE)
- NOTIZIE STORICO CRITICHE I netsuke sono lavorazioni in miniatura in legno o avorio, nati originariamente per impedire che gli oggetti da portare alla cintura, come borse per il tabacco o inrō (scatoletta in cui venivano conservate erbe medicinali e, talvolta, tabacco) scivolassero dall’obi del kimono maschile, svolgendo dunque un ruolo funzionale. L’alto livello artistico raggiunto da molti di questi pezzi attirò profondamente l’interesse degli occidentali giunti in Giappone i quali, date le dimensioni ridotte dei netsuke, poterono trasportarne facilmente grandi quantità in Occidente. I soggetti raffigurati in queste vere e proprie opere d’arte potevano essere animali, scene di vita quotidiana o di racconti popolari, personaggi folklorici, maschere o altri riferimenti al teatro nō, come nel caso dell’oggetto qui analizzato. Okina è una delle tre figure di anziano che si esibiscono nell’omonimo dramma nō. Oggi, Okina è uno spettacolo cerimoniale che viene eseguito in occasioni celebrative particolari o durante le celebrazioni di inizio anno, tuttavia nasce come rito dal forte valore sacro e propiziatorio. Anticamente, Okina costituiva solo una parte di uno spettacolo chiamato shikisanban (i tre riti), eseguito nei santuari shintoisti, che prevedeva una serie di danze rituali in cui venivano rappresentati tre uomini anziani, Chichi no jō (successivamente scomparso dal repertorio nō), Okina e Sanbasō; queste tre figure di anziani erano viste come manifestazione del divino. Oggi, le tre danze sono eseguite da Okina, Senzai e Sanbasō. (Noel J. Pinnington, A New History of Medieval Japanese Theatre: Noh and Kyōgen from 1300 to 1600, Palgrave Macmillan, Londra, 2019, pp. 27, 40-41, 44; dello stesso autore “Invented Origins: Muromachi Interpretations of ‘okina sarugaku’”, in Bulletin of the School of Oriental and African Studies, University of London, Vol. 61, No. 3, 1998, p. 492, 496) Okina viene considerato “nō che non è nō”: pur essendo tra gli elementi fondativi del nō codificato da Kan’ami e Zeami (XIV-XV secolo), appartiene a una categoria a sé stante e non presenta una trama vera e propria, configurandosi a tutti gli effetti come un rito. (Ghezzi L.)
- TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
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CONDIZIONE GIURIDICA
proprietà Stato
- CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0500301726
- NUMERO D'INVENTARIO 7792
- ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Museo d'Arte Orientale - Polo Museale del Veneto
- ENTE SCHEDATORE Museo d'Arte Orientale - Polo Museale del Veneto
- DATA DI COMPILAZIONE 1969
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DATA DI AGGIORNAMENTO
2006
2026
- ISCRIZIONI YOSHIOKI - ideogrammi - a solchi - giapponese
- LICENZA METADATI CC-BY 4.0