maschera di Okina e ventaglio
tessuto
post 1800 - ante 1900
Fukusa in seta verde stagno con cordonetto passante in seta bianca. Al centro è raffigurata la maschera Okina, proveniente dal contesto teatrale del nō, accanto un ventaglio Entrambe le immagini sono realizzate attraverso la tecnica yūzen (tintura a mano libera). È inoltre presente, nell’angolo in alto a destra, una scritta in tinta bianca. (Ghezzi L.)
- OGGETTO tessuto
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MATERIA E TECNICA
oro/ filatura
seta/ crêpe de Chine
seta/ ricamo
- AMBITO CULTURALE Manifattura Giapponese
- LUOGO DI CONSERVAZIONE Museo d'Arte Orientale
- LOCALIZZAZIONE Ca' Pesaro
- INDIRIZZO Santa Croce 2076, Venezia (VE)
- NOTIZIE STORICO CRITICHE I fukusa sono tessuti utilizzati per ricoprire i contenitori di legno o in lacca che contengono regali. Possono essere monocolore, o esibire immagini, come è il caso dell’oggetto preso in esame, che presenta un legame con l’occasione per cui il regalo viene donato, e reca un messaggio ulteriore alla persona che riceve il dono. In questo caso, per esempio, considerando la scelta del colore bianco per il cordino che incornicia l’immagine dell’oggetto e la raffigurazione della maschera di Okina, il messaggio che esprime è purezza e longevità. Riguardo la raffigurazione presentata, si tratta di una delle tre figure di anziano che si esibiscono nell’omonimo dramma nō. Oggi, Okina è uno spettacolo cerimoniale che viene eseguito in occasioni particolari o durante le celebrazioni di inizio anno, tuttavia nasce come rito dal forte valore sacro e propiziatorio. Anticamente, Okina costituiva solo una parte di uno spettacolo chiamato shikisanban (i tre riti), eseguito nei santuari shintoisti, il quale prevedeva una serie di danze rituali in cui venivano rappresentati tre uomini anziani: Chichi no jō (successivamente scomparso nel repertorio nō), Okina e Sanbasō; queste tre figure di anziani erano viste come manifestazione del divino. Oggi, le tre danze sono eseguite da Okina, Senzai e Sanbasō. (Noel J. Pinnington 2019, pp. 27, 40-41, 44; 1998, p. 492, 496). Okina viene considerato “nō che non è nō”: pur essendo tra gli elementi fondativi del nō codificato da Kan’ami e Zeami (XIV-XV secolo), appartiene a una categoria a sé stante e non presenta una trama vera e propria, configurandosi a tutti gli effetti come un rito. Riguardo il mon rappresentato nel ventaglio: considerando il frequente utilizzo della paulonia e delle spighe di riso da diverse famiglie giapponesi in periodo premoderno, è difficile dire se si tratti di un mon che documenta l’unione, politica o matrimoniale, tra due famiglie, o se si tratti semplicemente di un mon decorativo. (Ghezzi L.)
- TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
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CONDIZIONE GIURIDICA
proprietà Stato
- CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0500275743
- NUMERO D'INVENTARIO 1255
- ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Museo d'Arte Orientale - Polo Museale del Veneto
- ENTE SCHEDATORE Museo d'Arte Orientale - Polo Museale del Veneto
- DATA DI COMPILAZIONE 1998
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DATA DI AGGIORNAMENTO
2006
2026
- ISCRIZIONI Lungo il lato destro partendo dall'alto - 千秋万歳の喜びの舞なれば、一舞まはう萬歳楽 (senshū manzai raku no yokorobi no mai nareba / hito mai maō manzai raku) Traduzione: “Celebrate la longevità di mille autunni e diecimila anni, danzate con gioia. Eseguirò la danza manzai-raku” - ideogrammi - a pennello - giapponese
- LICENZA METADATI CC-BY 4.0