maschera karashishi
maschera
1600 - 1868
Maschera lignea testa di leone con mascella mobile. (Pensa G.; Riva E.)
- OGGETTO maschera
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MATERIA E TECNICA
legno/ laccatura
SETA
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MISURE
Altezza: 12.5 cm
- AMBITO CULTURALE Ambito Giapponese
- LUOGO DI CONSERVAZIONE Museo d'Arte Orientale
- LOCALIZZAZIONE Ca' Pesaro
- INDIRIZZO Santa Croce 2076, Venezia (VE)
- NOTIZIE STORICO CRITICHE La figura mitologica del leone shishi giunse in Giappone dalla Cina intorno all’VIII secolo. In origine era strettamente legata ai rituali buddhisti, nei quali svolgeva una funzione apotropaica, proteggendo il buddhismo dalle forze maligne. Queste maschere venivano indossate da una coppia di ragazzi, i quali precedevano i monaci buddhisti in processione durante le cerimonie itineranti gyōdō, con il compito di purificare la strada da spiriti maligni. In seguito, il leone venne integrato anche nei rituali shintoisti, nel cui ambito assunse simbolicamente un ruolo di salvaguardia per la comunità. Presto, la figura del leone e la sua maschera entrarono a far parte di diversi repertori performativi e festivi del Giappone, tra cui il dengaku (intrattenimento della risaia), in cui la shishi mai (la danza del leone), tuttora praticata durante il nuovo anno, aveva una funzione purificatrice e propiziatoria per un buon raccolto. Pur non impiegando questa specifica tipologia di maschera, lo shishi compare anche nel teatro nō come avatar del Bodhisattva Monju (Manjusri), ad esempio nel dramma Shakkyō (Il ponte di pietra), nel kabuki e nel teatro di figura ningyō jōruri (noto anche come bunraku). (Herbert Pultschow 2013, pp. 132-133)
- TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
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CONDIZIONE GIURIDICA
proprietà Stato
- CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0500272418
- NUMERO D'INVENTARIO 7467
- ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Museo d'Arte Orientale - Polo Museale del Veneto
- ENTE SCHEDATORE Museo d'Arte Orientale - Polo Museale del Veneto
- DATA DI COMPILAZIONE 1998
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DATA DI AGGIORNAMENTO
2006
2026
- LICENZA METADATI CC-BY 4.0