gruppo di shōjō

coppa 1850 - 1889

Sakazuki in lacca urushi pigmentata di colore rosso, con raffigurazione centrale in hiramakie (leggero altorilievo) di sei shōjō. I personaggi sono realizzati in kirikane (foglia d’oro tagliata in piccoli frammenti, posizionati l’uno di fianco all’altro)

  • OGGETTO coppa
  • MATERIA E TECNICA legno/ laccatura/ laccatura in argento/ laccatura in oro
  • MISURE Diametro: 12.5 cm
  • AMBITO CULTURALE Ambito Giapponese
  • LUOGO DI CONSERVAZIONE Museo d'Arte Orientale
  • LOCALIZZAZIONE Ca' Pesaro
  • INDIRIZZO S. Croce 2076, Venezia (VE)
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE Il sakazuki è una particolare tazza per il consumo del sake, disponibile in diverse dimensioni e realizzata in materiali differenti, tra cui legno laccato, ceramica, vetro e metallo. Il sakazuki viene generalmente utilizzato in riti shintoisti, come il rituale sansankudo in occasione di un matrimonio, in cui la nuova coppia beve da tre sakazuki che rappresentano il passato, il presente e il futuro. Shōjō è uno yōkai (creature soprannaturali) popolare giapponese con origini cinesi. Il termine “shōjō” è associato al primate noto come “orango”. possiamo infatti trovare delle similarità tra questo animale e il modo in cui veniva rappresentato questo essere: viso e capelli rossi, scompigliati, amante del sake, che vive in prossimità del mare o lungo i corsi fluviali. Viene rappresentato come un essere dalle fattezze umane e dal fare e l’aspetto giovanile. Poiché è amante dell’alcol, in antichità veniva considerando anche lo spirito del sake. (T. Volker 1975, p. 141) Questo yōkai è protagonista di leggende folkloriche che lo vedono associato al sakè, nonché dell’omonimo dramma nō. Ambientato in Cina, il dramma racconta di un uomo di nome Kōfū che, dopo aver fatto un sogno, inizia a vendere liquore nel proprio villaggio, diventando ricco. Nota che tra i suoi clienti un uomo, che pure beveva molto alcol, non si ubriacava mai. Kōfū gli chiede chi sia e la figura svela di essere uno shōjō. Una sera si incontrano, bevono e danzano insieme e lo shōjō gli dona una brocca di saké. Tutto questo si rivela essere un sogno alla fine del dramma, ma al momento del risveglio la brocca che gli era stata donata era effettivamente presente. È soprattutto attraverso il dramma nō che la figura folklorica di shōjō si diffonde nelle iconografie degli oggetti di uso quotidiano dell’aristocrazia militare, come è il caso di questo sakazuki. Infatti, l’aristocrazia militare era particolarmente appassionata al teatro nō, tanto che raffigurazioni di personaggi e temi del teatro nō sono frequenti nella cultura materiale di questa classe sociale
  • TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
  • CONDIZIONE GIURIDICA proprietà Stato
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0500248193
  • NUMERO D'INVENTARIO 6563
  • ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Museo d'Arte Orientale - Polo Museale del Veneto
  • ENTE SCHEDATORE Museo d'Arte Orientale - Polo Museale del Veneto
  • DATA DI COMPILAZIONE 1996
  • DATA DI AGGIORNAMENTO 2006
    2026
  • LICENZA METADATI CC-BY 4.0

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