L’agnizione del Conte d’Almaviva. scena tratta dal Barbiere di Siviglia

dipinto

Si tratta di due affreschi monocromi strappati, provenienti da Palazzo Treves de’ Bonfili. Entrambi rappresentano due momenti tratti da opere di Gioachino Rossini: il primo, dal Barbiere di Siviglia, raffigura verosimilmente la fine del primo atto, quando i vari personaggi rimangono esterrefatti nel vedere i gendarmi mettersi sull’attenti alla vista di quello che ritenevano un soldato ubriaco e si era appena rivelato invece quale conte d’Almaviva cammuffato. A restare stupito è in particolare don Bortolo (“Freddo ed immobile / come una statua / fiato non restami / da respirar”), che così viene additato e irriso da Figaro. Presente sulla sinistra si intravede don Basilio, maestro musica di Rosina, la quale invece si rivolge con aria complice allo stesso conte

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