Fiasca da pellegrino

fiasca di pellegrinaggio post 1501 - ante 1600
Anonimo
1878

L'oggetto era innestato, con ogni probabilità, su un antico bordone in dotazione ad una delle tante statue di S. Giacomo, dove il santo veniva effigiato con i comuni attributi iconografici: mantelletta con conchiglia, cappello a tracolla, bastone da pellegrino con fiasca; questa solitamente era ricavata da una piccola zucca vuota ricalcando le ben più grandi fiasche da pellegrinaggio portate da Romei e dai Palmieri. Si tratta di una piccola zucca scavata dotata di un'imboccatura d'osso e decorata da scene evangeliche. Quest'oggetto era spesso ricavato da una zucca lagenaria dalla classica forma ad ampolla, ovvero l'unica zucca presente in Europa prima della scoperta dell'America. Prima di essere lavorata, la zucca è di colore verde scuro. Viene lasciata essiccare affinché la corteccia si indurisca. In questo esemplare la decorazione viene eseguita tramite pirografia, tecnica che permetteva di scrivere o disegnare con una punta metallica incandescente. la decorazione riporta scene su due livelli. Nel registro superiore: l'Agonia di Gesù e Cristo alla Colonna. Nel registro inferiore: la Coronazione di Spine, la Salita al Calvario e la Crocifissione. Ogni scena è intervallata, come una quinta teatrale, da alberi dalle fitte foglie che riprendono i più caratteristici motivi vegetali tipici di questo genere di oggetti. La scelta delle scene raffigurate crea un legame profondo, come una sorta di conforto e sostegno, tra la Passione di Cristo e le difficoltà affrontate dal pellegrino durante il suo cammino

ALTRE OPERE DELLO STESSO AUTORE - Anonimo

ALTRE OPERE DELLO STESSO PERIODO - post 1501 - ante 1600

ALTRE OPERE DELLA STESSA CITTA'

ALTRE OPERE DELLO STESSO AMBITO CULTURALE