adorazione dei Re Magi
dipinto
1600 - 1649
dipinto con Cornice in stucco con motivo a fogliame trattenuto da un nodo al centro di ogni lato e con le punte convergenti verso gli angoli
- OGGETTO dipinto
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MATERIA E TECNICA
tela/ pittura a olio
- AMBITO CULTURALE Ambito Mantovano
- LOCALIZZAZIONE Mantova (MN)
- NOTIZIE STORICO CRITICHE Anche questo quadro, che fa da sovraporta fra le due camere del Capitolino, è ignorato o solo citato nella bibliografia e negli inventari della sagrestia. Eppure lo considero importante e significativo, forse di influenza bresciana (dal Savoldo a Bernardino da Asola) con derivazioni fiamminghe e conoscenze del manierismo mantovano (alludo, soprattutto nella costruzione delle figure, al Ghisi miniaturista). La scena si svolge secondo ponderate cadenze marrative in una natura un po' selvaggia, poeticamente immaginaria, risolta con tonalità pacate. Lo sguardo spazia, in un quieto degradare verso l'orizzonte, praticamente in una vallata delimitata, a destra, da una serie di montagne che vanno a concludere il paesaggio profilandosi contro un cielo azzurro percorso da nubi, anche cupe. Una capanna (in parte grotta) sul lato estremo di sinistra e un albero rinsecchito, verde solo nele propaggini più alte, fanno da quinta per partizioni compositive che si cadenzano nella profondità. Il presepe è proposto in primo piano, ma sul lato sinistro, il centro è definito da due re magi in piedi con le braccia enfaticamente aperte o alzate e, contro la muraglia dei monti, su due piani slittati in profondità si svolge il corteo di accompagnamento ai magi con figure varie e cammelli. Sul fondo, per così di dire, schizzate di chiaro, due altre figure e segni di case. L'episodio saliente vede la Madonna seduta con il Bambino sulle ginocchia, in risalto per l'intensità luministica, che guardano verso uno dei tre magi che sta inginocchiato davanti a loro, con un lungo manto, il cui strascico è sollevato da un paggio inginocchiato rivolto verso i due re più distanti. La foggia dell'abito e il suo fare disinvolto lo avvicinano (concettualmente) a quello dipinto dal Fetti nel quadro, ora in Palazzo Ducale, con "Antonio Maria Viani consegna il modello della chiesa di Sant'Orsola a Margherita Gonzaga". E' da notare la figura in ombra di S. Giuseppe nell'atto di guardare la scena col cappello e un piatto in mano e quella in piedi, toccata da una luce radente, forse della Maddalena visto che tiene con la mano sul petto qualcosa simile al vasetto per gli unguenti. L'ombra riservata a Giuseppe è decisa, mentre le altre figure del corteo sono toccate da luce radente o colte nel chiaroscuro. Il tema della Adorazione dei Magi, svolto in modo così inconsueto nell'ambito mantovano, si pone in uno sfondo apparentemente indifferente rispetto all'assunto narrativo e le due quinte già indicate sembrerebbero rispondere solo ad una esigenza di inquadratura teatraleggiante. Eppure la loro disposizione risponde ad una relazionalità precisa per la valenza simbolica di quell'albero spoglio. Si adombra infatti un significato cristologico: l'albero con rami secchi (una visibile analogia con la morte) germoglia in alto, simbolo di nuova vita, di redenzione, dopo la morte. L'albero del bene e del male (e si veda la forma ad Y dei due rami in primo piano), inaridito dopo il peccato originale, rifiorisce con Cristo dopo la redenzione (G. Hein-Monr, 1984, Ad Vocem)
- TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
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CONDIZIONE GIURIDICA
proprietà Ente religioso cattolico
- CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0300145724
- ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Cremona, Lodi e Mantova
- ENTE SCHEDATORE Soprintendenza per i Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici per le province di Mantova Brescia e Cremona
- DATA DI COMPILAZIONE 2001
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DATA DI AGGIORNAMENTO
2006
- LICENZA METADATI CC-BY 4.0