cornice, opera isolata di Conti Domenico (fine sec. XVIII)

cornice ca 1790 - ca 1799

La cornice contiene un'oleografia raffigurante: Cristo, con lunghi capelli, veste e manto, mostra il cuore fiammante con crocetta apicale, tenuto nella mano sinistra

  • OGGETTO cornice
  • MATERIA E TECNICA LEGNO
  • ATTRIBUZIONI Conti Domenico (1740 Ca.-1742/ 1818): pittore
  • LOCALIZZAZIONE Mantova (MN)
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE Il busto di Cristo, visto di tre quarti, è impaginato in modo alquanto largo così da farlo apparire di particolare volume. Il tentativo di assegnare una corporeità evidente alla figura di Gesù non mi sembra riuscito anche per una conseguente artificiosità nel suo modo di porsi sia con il volto, in obliquo, ma con lo sguardo quasi assente, per così dire estraniato sia con la mano, di cui mostra il palmo con la piaga. L'articolazione ne risulta alquanto forzata. Il dipinto è da relazionare alla adorazione rituale del Cuore di Gesù che cresce alla fine del secolo XVII. Ha un riconoscimento liturgico di festività solenne nel venerdì che segue la seconda domenica dopo Pentecoste. L'iconografia del cuore fiammante contornato dalla corona di spine e con crocetta apicale propone la lettura iconografica dell'amore celeste e terreno, della carità; la corona di spine e la piaga rimandano al Cristo che ha liberato l'umanità col suo sangue; le fiamme che hanno sorgente in quel cuore appartengono alla simbologia della luce e, quindi, della libertà e della redenzione (G. Heinz - Momr, 1984, Advocem). Il dipinto della cattedrale era sino a circa dieci anni fa collocato nella cappellina di San Giovanni Bono che si apre, a sinistra, entrando nella cappella dell'Incoronata. L'iconografia del Cristo con il Sacro Cuore risponde nella gestualità delle mani, nella delineazione del cuore e, in gran parte, anche nella impostazione della figura al "Sacro Cuore" effigiato da Pompeo Gerolamo Batoni, uno dei massimi protagonisti del primo neoclassicismo romano, la cui pittura è caratterizzata, tra il 1770 e il 1780, da un ritorno all'arte di Raffaello e dei Carracci. Le sue numerose composizioni religiose sono a Brera e il suo autoritratto è agli Uffizi di Firenze. E' ipotizzabile che il dipinto del Duomo, indicato da R. Brunelli "donato alla Cattedrale da Domenico Conti" senza citarne la fonte (R. Brunelli, la Cattedrale di Mantova, Mantova, 1997, pag. 94) possa effettivamente essere del Conti, figlio di un nipote di Giuseppe Bazzani, che in quegli anni aveva affinato la propria pittura nell'ambiente romano. La tela è inquadrata da un'importante cornice dorata, modanta, con due rigonfie foglie d'acanto che, in basso, fanno da mensola e piede e, in alto, cimasa con palmetta centrale, volute con elementi fogliacei e rosette bottonate. E' comunque da considerarsi copia dal Batoni
  • TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
  • CONDIZIONE GIURIDICA proprietà Ente religioso cattolico
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0300145694
  • ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Cremona, Lodi e Mantova
  • ENTE SCHEDATORE Soprintendenza per i Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici per le province di Mantova Brescia e Cremona
  • DATA DI COMPILAZIONE 2001
  • DATA DI AGGIORNAMENTO 2006
  • LICENZA METADATI CC-BY 4.0

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