croce processionale, opera isolata - manifattura lombarda (sec. IX, sec. XIV)
Croce processionale astile con bracci espansi che si allargano alle estremità su cui si inseriscono medaglioni lobati tempestati di gemme che incorniciano le figure centrali. Il fondo della croce è in diaspro rosso bordato in ogni parte in filigrana d'oro, interrotta agli spigoli e nel contorno da diciassette tondi in cui si inseriscono cammei ed elementi su vetro verde opaco, i più piccoli riempiti posteriormente. La croce si imposta su nodo sfaccettato di forma poliedrica sottolineato agli spigoli da filigrana d'oro con pietre dure ai vertici; sulla lamina d'oro dei sei rombi maggiori sono sbalzati i simboli dei quattro Evangelisti e di due profeti (figure di re con la mano sinistra alzata mostrando la palma. Nel medaglione superiore, un santo, in unica e mantello che ride dietro lo spalle, tiene tra le mani una medaglia liscia (Giovanni Battista?). Nel braccio trasverso il medaglione destro reca busto di Madonna addolorata, a quello sinistro S.Giovanni con una mano sugli occhi e l'altra abbandonata
- OGGETTO croce processionale
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MATERIA E TECNICA
gemma
ARGENTO
diaspro rosso
oro/ filigrana
- AMBITO CULTURALE Manifattura Lombarda
- LOCALIZZAZIONE Milano (MI)
- NOTIZIE STORICO CRITICHE Pezzo più importante del Tesoro della chiesa, è fatta risalire dalla tradizione al sec. IX e precisamente all'anno 822, donata forse da Lodovico il Pio alla metropolitana milanese in segno di riconciliazione, secondo Giulini, Mongeri, Fumagalli (MAGGI, p. 212).Considerata dal BARBIER DE MONTAULT (3) prototipo dell'arte dell'alto medioevo, effettivamente non ha nulla dell'arte carolingia, ma piuttosto si avvicina a quella greco- bizantina (MAGGI, 213). La faccia anteriore pare essere, secondo M.Courajod, riferibile al sec. XI o al XII, quella posteriore al sec. XIII o al XIV, datazione che il BARBIER DE MONTAULT (8) non accetta senza riserve.Un manoscritto dell'archivio di Chiaravalle attesta la donazione di essa all'Abbazia da parte di Ottone Visconti, arcivescovo di Milano, come ringrazia mento per le cure ricevute in quel luogo dove morì (MAGGI, 213; VALSECCHI,76; TEA, 36). Rubata a Chiaravalle nel 1521, fu ritrovata nel 1539; soppressa l'Abbazia nel 1797, la croce fu comprata, l'8 luglio 1799 dal Capitolo di S.Celso (MAGGI, p. 213). La Tea conferma la difficile lettura del prezioso cimelio e per facilitarla è bene "procedere per eliminazione delle successive aggiunte" (37).La croce è stata restaurata più volte: pare appartengano al sec. XIII "le lamine d'argento cesellate della parte posteriore e il fondo e le gemme dell'anteriore" (MAGGI, p. 213; VALSECCHI, p. 76) la Tea, invece le riferisce al sec. XIV (37). Un secondo restauro fu compiuto nel sec. XVI, a cui apparterrebbe la figura del Cristo Crocefisso (VALSECCHI, 76) e pure la Madonna, S.Giovanni Evangelista della parte anteriore e forse anche quella del Battista (MAGGI, p. 213). La cornice della parte posteriore è dovuta al sec. XVIII (MAGGI, p.213)
- TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
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CONDIZIONE GIURIDICA
proprietà Ente religioso cattolico
- CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0300030410-0
- ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Soprintendenza per i beni storici artistici ed etnoantropologici per le province di Milano Bergamo Como Lecco Lodi Monza Pavia Sondrio Varese
- ENTE SCHEDATORE Soprintendenza per i beni storici artistici ed etnoantropologici per le province di Milano Bergamo Como Lecco Lodi Monza Pavia Sondrio Varese
- DATA DI COMPILAZIONE 1976
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DATA DI AGGIORNAMENTO
2006
- LICENZA METADATI CC-BY 4.0