Per l’Idea. presentazione del bozzetto di Leonardo Bistolfi per il Monumento al Principe Amedeo di Savoia, Duca d’Aosta
dipinto
1892 - 1892
Garino Angelo (1860/ 1945)
1860/ 1945
Il dipinto raffigura la presentazione del bozzetto di Leonardo Bistolfi al concorso torinese del 1892 per il monumento equestre ad Amedeo di Savoia, Duca d’Aosta. Alla proposta di Bistolfi fu tuttavia preferita quella di Davide Calandra, la cui opera venne inaugurata nel 1902 al Parco del Valentino. La tela di Angelo Garino restituisce il clima vivace del giorno dell'apertura della competizione, cogliendo con uno sguardo fotografico e una sensibilità di ispirazione impressionista le reazioni del pubblico davanti al gesso dell'artista
- OGGETTO dipinto
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MATERIA E TECNICA
tela/ pittura a olio
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ATTRIBUZIONI
Garino Angelo (1860/ 1945)
- LUOGO DI CONSERVAZIONE Palazzo Carignano
- INDIRIZZO Via Accademia delle Scienze, 5, Torino (TO)
- NOTIZIE STORICO CRITICHE Il dipinto, di ampie dimensioni, firmato e datato 1892, ritrae la presentazione ufficiale del bozzetto dello scultore simbolista Leonardo Bistolfi (1859-1933), avvenuta nel 1892, in occasione del concorso per la realizzazione del monumento equestre al Principe Amedeo di Savoia, Duca d’Aosta, promosso dalla città di Torino nel 1891, un anno dopo la morte improvvisa del duca per una polmonite fulminante. I bozzetti (ventinove in totale) furono esposti nella sala della Promotrice delle Belle Arti in via Zecca 25 a Torino dal 1° al 15 febbraio 1892; alla selezione parteciparono alcuni dei più noti scultori dell’epoca (Ficano 2004, pp. 91-92). Bistolfi intitolò il suo progetto "Per l’Idea" (Berresford 1984, p. 253, cat. III.11), che era il motto con il quale lo scultore si presentava alla giuria del concorso, dovendo – com’era prassi – mantenere l’anonimato. I giurati, tra le polemiche della stampa, si riunirono più volte per eleggere il vincitore, senza riuscire, tuttavia, a prendere una decisione, ma furono concordi nel considerare le opere di Bistolfi e Davide Calandra (che aveva presentato il suo bozzetto con il motto sabaudo «Sans fourvoyer sa-voye», Senza smarrirsi) le migliori, anche se le più onerose dal punto di vista della realizzazione. Per risolvere le difficoltà di giudizio, si decise di indire un secondo concorso ma tale decisione suscitò nuove polemiche (Ficano 2004, pp. 96-97). La seconda e ultima fase della gara si tenne nel novembre 1892 quando soltanto cinque artisti (tra cui Bistolfi e Calandra) furono chiamati a presentare dei nuovi bozzetti: Bistolfi ne espose due nella Quinta Sala della Promotrice (ivi, p. 98). I nuovi bozzetti degli artisti furono più accademici e suscitarono un nuovo acceso dibattito tra conservatori e avanguardisti. Al progetto di Bistolfi fu, infine, preferito quello di Calandra (1856-1915), insegnante all’Accademia Albertina di Torino, che fu giudicato avere saputo unire tradizione e progresso (ivi, p. 104). Il monumento di Calandra fu inaugurato ufficialmente nel Parco del Valentino a Torino il 7 maggio 1902, alcuni anni dopo l’espletamento del concorso. La contrapposizione Bistolfi-Calandra che si venne inevitabilmente a creare durante la gara suscitò aspre polemiche nella stampa dell’epoca: Calandra fu considerato un ‘geniale volgarizzatore’ di idee che già altri avevano avuto prima di lui, Bistolfi uno degli artisti più ‘arditi e all’avanguardia’ del secolo (cfr. Stella 1893, pp. 581-583, 609). Calandra fu addirittura accusato di avere copiato il progetto di Bistolfi per il monumento a Giuseppe Garibaldi (Thovez 1898, p. 308) con il quale, nel 1888, l’artista aveva partecipato al concorso indetto dal Comune di Milano. Nella letteratura si ricorda che Bistolfi fece due bozzetti per il monumento equestre al Principe Amedeo di Savoia (Lombroso 1899, p. 14; Berresford 1984, p. 253, cat. III.11). Del primo non si hanno notizie certe (Lombroso 1899, p. 14). Tuttavia, dalle ricerche effettuate in occasione della presente relazione, risulta che la Gipsoteca Leonardo Bistolfi di Casale Monferrato conserva, nel Fondo Carrara (donato al Museo nel 2008), due fotografie storiche che documentano sia la prima sia la seconda versione del progetto. Una fotografia del primo progetto, scattata dal fotografo Giovanni Battista Berra (1811-1894), è conservata presso la Fototeca Storica dell’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano. Sul passepartout la fotografia reca la scritta: «XXIII / Per l’Idea». Nel dipinto di Angelo Garino, sul tavolo di appoggio del bozzetto è riportato proprio il titolo-motto «PER L’ID[EA]» con sotto lo stesso numero «XXIII», che era quello assegnato alla scultura durante la prima fase del concorso. Il primo bozzetto di Bistolfi fu pubblicato anche sulla copertina del periodico «L’Illustrazione italiana» (21 febbraio 1892, n. 8). I due bozzetti di Bistolfi (su cui cfr. anche Sobrero 1892 [B2000017]; «L’Elettore» 1892; Sobrero 1892 [B2000019]; Ziavari 1896; Studio-Talk. Turin 1901; Cinelli-Lamberti 1978; Berresford 1984, p. 253, cat. III.11) sono andati forse distrutti o sono comunque di ubicazione ignota, ancora oggi. Il dipinto di Garino sembra alludere, con un fare ironico, al clima concitato e febbrile del concorso. La tela ritrae, infatti, l’episodio della presentazione del bozzetto di Bistolfi nelle sale della Promotrice delle Belle Arti di Torino nel 1892 catturando le diverse pose e reazioni del pubblico, come se si trattasse di un’istantanea fotografica, seguendo i dettami della pittura impressionista e post-impressionista francese. Alcuni astanti sono intenti a visionare il bozzetto con particolare interesse. Altri sono decisamente più distratti e rivolgono lo sguardo altrove nella sala o verso di noi. In particolare, la donna al centro della composizione sembra fungere da trait d’union tra noi spettatori (ci guarda accennando a un sorriso) e la scena rappresentata. Al centro della composizione svetta la scultura bianca che contrasta con il fondo uniforme scuro. Sono anche rappresentate figure di età ed estrazioni sociali diverse. Il bozzetto di Bistolfi raffigurato nel quadro è con ogni probabilità da identificare con quello presentato al concorso di primo grado, in quanto presenta la Maestà di Casa Savoia che scende a passi lenti lungo la scalinata frontale al duca. Questo motivo sarà poi eliminato nel secondo grado del concorso (Fergonzi 2004, pp. 28-29). L’opera "Per l’Idea" venne esposta, nel 1892, presso la Società Promotrice delle Belle Arti di Torino (Società Promotrice 1892, Sala VII, n. 332), ove fu presentata con una stima di 2.000 lire, e risulta particolarmente significativo che Garino abbia deciso di intitolare la tela con lo stesso titolo che Bistolfi aveva dato alla sua opera scultorea, come se questo dipinto rappresentasse un omaggio al bozzetto di Bistolfi nello stesso anno e luogo in cui era stato esposto. Le date dell’esposizione del dipinto di Garino (aprile-luglio 1892) confermano che la tela registra la prima fase del concorso [testo tratto e riadattato dalla relazione storico-critica, per l'acquisto coattivo, redatto nel luglio 2024 dalla dott.ssa Paola Strada]
- TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
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CONDIZIONE GIURIDICA
proprietà Stato
- CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0100465463
- NUMERO D'INVENTARIO RRS-2025-1
- ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Palazzo Carignano
- ENTE SCHEDATORE Palazzo Carignano
- DATA DI COMPILAZIONE 2026
- ISCRIZIONI in alto, a sinistra - AGarino 1892 - Garino Angelo - a pennello - italiano
- LICENZA METADATI CC-BY 4.0