velo di calice, opera isolata - manifattura italiana (seconda metà sec. XIX)

velo di calice 1850 - 1899

Il velo, privo di fodera, è confezionato con un pannello di damasco di seta viola. Il tessuto è decorato con rami fronzuti e fioriti che si dispongono, con andamento a meandro, sullo sfondo impreziosito con un motivo di triangoli tangenti disposti in obliquo. I bordi sono rifiniti con un gallone in oro filato e seta giallo, ornato con palmette contrapposte

  • OGGETTO velo di calice
  • MISURE Altezza: 57
    Larghezza: 53
  • AMBITO CULTURALE Manifattura Italiana
  • LOCALIZZAZIONE Mondovì (CN)
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE Nelle manifatture lionesi, agli inizi degli anni Trenta del Settecento, venne introdotta la tecnica del "point rentré" grazie alla quale fu possibile rappresentare sul tessuto la tridimensionalità (si rimanda in particolare a A. Jolly. Seidengewebe des 18. Jahrhunderts. II. Naturalism, Riggisberg 2002). Con tale sistema di tessitura ogni limitazione veniva a cadere: quasi a voler gareggiare con il ricamo, l'arazzo e la pittura, dalle stoffe emergevano, con vigore plastico, non solo fiori, frutti o motivi vegetali, ma anche veri e propri brani di natura morta, sculture, elementi architettonici e paesaggi. Questi decori si esplicano non solo in sontuose stoffe, cariche di trame supplementari, ma anche su manufatti meno opulenti, fra cui il damasco ( fra i molteplici esempi si veda Markowsky, Europäische Seidengewebe des 13.-18. Jahrhunderts, Colonia 1976, p. 324, scheda n. 565; C. Aribaud, Soieries en Sacristie. Fastes liturgiques XVII-XVIII siècles, catalogo della mostra di Tolosa, Parigi 1998, p. 153, scheda n. 56; G. Ericani, P. Frattaroli (a cura di), Tessuti nel Veneto e nella Terraferma, Verona 1993, p. 342, scheda n. 116 di C. Rigoni; L. Bovenzi, Il patrimonio tessile della Valle Grana: XVII e XVIII secolo, in Valle Grana. Una Comunità tra arte e storia, Peveragno 2004, pp. 167-168; A. Jolly, 2002, pp. 190-195, schede nn. 100-104). Tale tipologia decorativa venne prodotta, spesso senza alcuna variante, fino al XX secolo ( sulla ripresa dei motivi decorativi in campo tessile si veda D. Davanzo Poli, Il tessile a Venezia tra '800 e '900, in Mercato e travestimento. L'artigianato d'arte e Venezia fine '800 inizi '900, catalogo della mostra, Venezia 1984, pp. 13-14; A. Jolly, 2002, pp. 384-386; D. Davanzo Poli (a cura di), Il genio della tradizione. Otto secoli di vellutti a Venezia; la Tessitura Bevilacqua, catalogo della mostra, Venezia 2004), come illustra il parato preso in esame: la tecnica di tessitura col telaio meccanico e una certa rigidità nel decoro sono elementi fondamentali per datare il tessuto intorno alla seconda metà del XIX secolo
  • TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0100208871
  • ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Alessandria, Asti e Cuneo
  • ENTE SCHEDATORE Soprintendenza per i Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici del Piemonte
  • DATA DI COMPILAZIONE 2004
  • DATA DI AGGIORNAMENTO 2007
  • LICENZA METADATI CC-BY 4.0

ALTRE OPERE DELLO STESSO PERIODO - 1850 - 1899

ALTRE OPERE DELLA STESSA CITTA'

ALTRE OPERE DELLO STESSO AMBITO CULTURALE