velo di calice, opera isolata - ambito italiano (seconda metà sec. XVII)
velo di calice
1650 - 1699
Il velo è confezionato con due pannelli di raso di seta color crema ricamato con seta policroma, nelle tonalità del bianco, crema, rosa, rosso,viola, giallo, arancio, blu, azzurro e celestre, in oro filato e cannuttiglia. Il disegno si compone di otto grandi fiori, descritti analiticamente, uno dei quali è retto da un'anfora, mentre un altro regge la corona di spine; negli angoli sono posti due garofani e due gigli. Sugli angoli del bordo sono collocati quattro fiocchi che reggono tralci fronzuti che si adagiano sinuosamente sulla fascia e che terminano con un tulipano. Tale fascia è sottolineato da un sottile bordo creato da un ricamo con oro filato imitante un sottile gallone
- OGGETTO velo di calice
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MISURE
Altezza: 58
Larghezza: 60.5
- AMBITO CULTURALE Ambito Italiano
- LOCALIZZAZIONE Mondovì (CN)
- NOTIZIE STORICO CRITICHE Fin dagli inizi del Seicento si assiste, in campo tessile, ad una maggior attenzione nella resa naturalistica dei motivi floreali (E. Bazani, Continuità e innovazione nei tessuti d'abbigliamento del Seicento, in D. Devoti e M. Cuoghi Costantini (a cura di), La Collezione Gandini. Tessuti dal XVII al XIX secolo, Modena 1993, pp. 67-71) come illustra lo straordinari parato, datato 1612-17 pubbblicato da B. Borkopp-Restle, Textile Schatze aus Renaissance und Barock, catalogo della mostra, Monaco 2002, pp. 118-124, scheda n. 47. Il manufatto preso in esame partecipa a questo clima, come si evince, ad esempio, dal confronto con il più antico velo, datato al secondo quarto del Seicento, conservato presso il Duomo di Casale Monferrato, datato al secondo quarto del Seicento (G. Romano e C. Spantigati (a cura di), Da Musso a Guala, catalogo della mostra di Casale Monferato, Savigliano 1999, pp. 232-233, scheda n. 48 di A. M. Colombo). Sebbene vi siano alcuni punti in comune fra i due pezzi, come il motivo dell'anfora, ad esempio, il velo di mondovì appare databile, alla seconda metà del secolo, per una maggior libertà nella resa dei motivi ornamentali, fra i quali spiccano tulipani e garofani, assai apprezzati in tale secolo. Si sottolinea, inoltre, che l'idea dell'elemento vegetale trattenuto e impreziosito da un fiocco è presente in una pianeta di Lectoure, datata ipoteticamente intorno al 1659 ( C. Aribaud, Soieries en Sacristie. Fastes liturgiques XVII-XVIII siècles, catalogo della mostra di Tolosa, Parigi 1998, pp. 136-137, scheda n. 9). Sfortunatamente il cattivo stato di conservazione dell'oggetto non permette una datazione più precisa, anche perchè, in ambito ecclesiastico, moduli compositivi e tecniche esecutive permangono invariate per decenni (si veda R. C. Proto Pisani (a cura di), Il Museo d'Arte Sacra a Certaldo, Antella 20001, pp. 74-75, schede nn.141-142, di T. Boccherini). Rimane sfortunatamente ancora insoluto il problema dell'attribuzione: data la diffusione, fin dai primi decenni del XVI secolo, di modelli (si veda C. Paggi Colussi, Alcune osservazioni sui modellari di ricami e merletti, in J. Guerin Dalle Mese (a cura di), Il vestito e la sua immagine, Atti del convegno in omaggio a Cesare Vecellio nel quarto centenario della morte (Belluno, 20-22 settembre 2001), Belluno 2002, pp. 159-176; L. Casprini, R. Lunardi (a cura di), Il filo degli angeli. Tessuti liturgici ricamati delle chiese del territorio di Bagno a Ripoli dal XVI al XX secolo, catalogo della mostra di Bagno a Ripoli, Siena 2004, pp. 205-224), non è possibile indicare, in assenza di testimonianze documentarie, una manifattura precisa
- TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
- CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0100208858
- ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Alessandria, Asti e Cuneo
- ENTE SCHEDATORE Soprintendenza per i Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici del Piemonte
- DATA DI COMPILAZIONE 2004
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DATA DI AGGIORNAMENTO
2007
- ISCRIZIONI In centro\ entro sole raggiato - I H S - lettere capitali - a ricamo - latino
- LICENZA METADATI CC-BY 4.0