Dio Padre e angeli
dipinto
1725 - 1749
La composizione è dominata dalla figura imponente di Dio Padre, che, a braccia spalancate, si sporge da una nuvola candida e sembra venire incontro al battezzato. Alla sua destra, un piccolo angioletto regge un lembo del panneggio della sua veste, che,ampia, svolazza dietro di Lui. Sullo sfondo, quasi nascosti nell'azzurro pallido del cielo, si intravedono alcuni angioletti che accompagnano il Padre
- OGGETTO dipinto
-
MATERIA E TECNICA
rame/ pittura a olio
- AMBITO CULTURALE Ambito Piemontese
- LOCALIZZAZIONE Torino (TO)
- NOTIZIE STORICO CRITICHE Nonostante la pluralità delle fonti, che a partire dalla metà del Settecento fino ad arrivare ai giorni nostri, si sono occupate di descrivere e trattare della Chiesa e dell'Oratorio di San Filippo Neri in Torino, nessuno sembra aver preso in considerazione la cappella con il Battistero, che si apre sulla sinistra dell'Oratorio, con un accesso privilegiato anche dal chiostro chiuso inferiore dei Padri della Congregazione. La piccola cappella, interamente decorata con stucchi e dipinti ad olio su rame, si presenta come un piccolo spazio a se stante, separato dal resto dell'Oratorio e, questo può, forse, in parte spiegare il silenzio delle fonti. L'unica a prendere in considerazione tale spazio è stata la Griseri, che attribuisce a Ignazio Gian Piero Agliaudo barone di Tavigliano (1705/1769) alcuni lavori all'interno della "Chiesa di San Filippo e nell'Oratorio con il fonte battesimale, su disegno raffinatissimo di Juvarra (1723)" (A. Griseri, Le metamorfosi del barocco, Torino 1967, p. 321, n. 26). Tuttavia, tra i disegni realizzati da Filippo Juvarra, che testimoniano il suo lavoro di progettazione per la congregazione dell'Oratorio, pubblicati nel 1758, dallo stesso Tavigliano, non compare alcun disegno riferibile alla cappella o alla disposizione dei dipinti su rame sulle pareti (Modello della chiesa di S. Filippo per li PP dell'Oratorio di Torino inventato e disegnato dall'abate e cavaliere D. Filippo Juvarra primo architetto di sua maestà, dato in luce dal conte Gian Pier Baroni di Tavigliano e dal medesimo consecrato a S.S.R.M. Carlo Emanuele Re di Sardegna, Torino 1758). Una relazione del 1749-1750, trasmessa dal parroco di Sant'Eusebio secondo l'Ordine dell'Istruzione inviata da S. E. Gianbatta Roero, Arcivescovo di Torino, definisce la chiesa grande di San Filippo ancora da consacrare, precisando che "le funzioni parrocchiali ordinarie venivano espletate nell'Oratorio piccolo"( L. Tamburini, Le chiese di Torino da Rinascimento al Barocco, Torino 1968, p. 326). Possiamo, quindi, dedurre che nel 1749 la cappella del fonte battesimale dell'Oratorio fosse già realizzata, e con essa lo stesso dipinto su rame con Dio Padre collocato sul soffitto, eseguito dallo stesso maestro di quello con i Cori Angelici, di cui è ideale prosecuzione
- TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
- CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0100203375
- ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la citta' metropolitana di Torino
- LICENZA METADATI CC-BY 4.0