resurrezione di Cristo (dipinto, opera isolata) di Caccia Guglielmo detto Moncalvo (primo quarto sec. XVII)

dipinto

Tela entro cornice modanata. Nella parte alta, fra le nubi luminose, si staglia la figura di Cristo con il manto rosa mosso dal vento e il vessillo retto con la mano destra. Nella zona inferiore, davanti al sepolcro, si muovono impaurite le figure dei soldati e dei carnefici. Da sinistra si osservano la figura che fugge reggendo lo scudo, con il manto rosa e quella del soldato piegato in avanti con la tunica verde. Al centro è il soldato inginocchiato con elmo e calzari; seguono il soldato con il mantello giallo oro e la veste rosa acceso e celeste, quella dell'uomo che tenta di coprirsi con il mantello viola, il carnefice in ginocchio. Sulla destra é raffigurata la scenetta con le tre Marie

  • OGGETTO dipinto
  • ATTRIBUZIONI Caccia Guglielmo Detto Moncalvo (1568/ 1625)
  • LOCALIZZAZIONE Asti (AT)
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE Il dipinto, secondo G. Romano (1972) è ascrivibile al periodo 1608 - 1613. E'probabile committenza della famiglia Asinari, patrona già nel 1588 di un altare e relativa pala dedicati alla Resurrezione di Gesù Cristo. L'altare e l'icona furono in seguito trasferiti nella chiesa di S. Stefano. Intorno al periodo sopra indicato per il dipinto cacciano, Alfonso Asinari, canonico della Cattedrale e protonotario apostolico si fece promotore di alcuni lavori di abbellimenti all'interno della chiesa di S. Stefano documentati dalla Visita pastorale del 1619. A seguito delle vicende, la tela del Caccia potrebbe essere una committenza del protonotario apostolico (Bologna I. 1992)
  • TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0100176050
  • DATA DI COMPILAZIONE 2000
  • DATA DI AGGIORNAMENTO 2006
  • LICENZA METADATI CC-BY 4.0

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