paramento liturgico, insieme - manifattura italiana (secondo quarto sec. XIX)

paramento liturgico 1825 - 1849

Paramento liturgico composto da pianeta, stola, manipolo, velo di calice e due borse per corporale. Sono stati utilizzatti tessuti di provenienza diversa. I tessuti, tutti in damasco di seta rosso granata, sono tre. Il primo, più antico degli altri, compone il retro e le due fasce laterali frontali della pianeta. Presenta una serie di cornici mistilinee con andamento verticale e sinuoso su cui si sviluppano rami con foglie e fiorellini. Tra le cornici si dispiegano due mazzi di fiori disposti per fasce parallele alternate. Il secondo tessuto compone la fascia centrale frontale della pianeta, il velo di calice e la stola. Presenta un disegno a maglie ovali definito da foglie d'acanto e reca all'interno un medaglione vegetale. Il terzo tessuto compone la stola e il manipolo. Il disegno è impossibile da definire. Il gallone ha un disegno a onde definite da foglie alternate a grappoli d'uva. Fodera in tela di lino cerata bordeaux. La pianeta ha un collare rosso recente

  • OGGETTO paramento liturgico
  • MATERIA E TECNICA lino/ tela/ ceratura
    seta/ damasco
  • AMBITO CULTURALE Manifattura Italiana
  • LOCALIZZAZIONE Torino (TO)
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE Il primo tessuto, con decorazione mistilinea, rimanda per le forme dinamiche e arricciate alla produzione tessile di moda verso la metà del sec. XIX. Si tratta verosimilmente di un tessuto da arredamanto usato impropriamente con scopi liturgici. Il secondo tessuto, a maglie ovali, definite da foglie e medaglione al centro, presenta una ripresa del motivo decorativo di origine cinquecentesca ma schematizzato e impoverito.La Confraternita della SS. Trinità fu fondata nel 1577 nella chiesa di S. Pietro del Gallo, trasferita nel 1598 presso la chiesa di S. Agnese. In questi anni la moglie del pittore Carracha aveva donato alla chiesa di S. Pietro la tavola della Madonna del Popolo, poi rivendicata dalla parrocchia di S. Pietro e dalla Confraternita della SS. Trinità, e ora conservata presso l'altare sinistro della chiesa. In questa stessa epoca la Confraternita bandì un concorso per la costruzione della chiesa, ma non essendo rimasta soddisfatta dell'esito attribuì l'incarico ad Ascanio Vitozzi, già iscritto alla Confraternita e successivamente sepolto nella chiesa. Nel 1606 la chiesa fu aperta al culto, anche se mancante ancora della cupola. Nel 1627 furono immessi i Teatini, secondo il desiderio del Card. Maurizio, priore della compagnia, e tre anni dopo furono costretti ad andarsene. Nel 1635 si iniziò la sistemazione dell'altare della Madonna del Popolo, finanziata dal confratello Silvestro Monteoliveto, sepolto nella chiesa, che incaricò dei lavori Carlo Castellamonte. L'anno precedente la cappella antistante, dedicata ai SS. Stefano e Agnese, era stata concessa all'astigiano Marcantonio Gambetta. La cupola fu compiuta soltanto nel 1664. Nel 1699 fu iniziato l'altare maggiore, eseguito dal luganese Francesco Aprile sul modello di Giovanni Valle. Nel 1707 fu eseguito il pavimento, su disegno dell'ingegner Bertola, sostituito poi tra il 1848 e il 1850. Entro i primi due decenni del XVIII secolo venne eseguita la decorazione a stucco del coro, destinata a fungere da cornice ad una galleria di dipinti, con l'ovato della Trinità di Daniel Seiter e due sculture di Carlo Antonio Tantardini. (segue in OSS)
  • TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
  • CONDIZIONE GIURIDICA proprietà Ente religioso cattolico
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0100142235
  • ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la citta' metropolitana di Torino
  • ENTE SCHEDATORE Soprintendenza per i Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici del Piemonte
  • DATA DI COMPILAZIONE 1996
  • DATA DI AGGIORNAMENTO 2007
  • LICENZA METADATI CC-BY 4.0

ALTRE OPERE DELLO STESSO PERIODO - 1825 - 1849

ALTRE OPERE DELLA STESSA CITTA'

ALTRE OPERE DELLO STESSO AMBITO CULTURALE