Madonna con Bambino

statua

Gruppo a tuttotondo poggiante su un breve basamento poligonale, su cui sono stati dipinti fregi e volute, applicato sopra a una cassa di legno quadrangolare rivestita di carta dipinta. La Madonna con capelli biodo-castani e velo bianco è coperta da una manto blu rifinito da un bordo inciso dorato, su cui sono state impresse stelle dorate. Scende lunga a coprire i piedi che calzano semplici sandali una veste rossa. Col capo volto verso destra, ha la mano destra sollevata e la corrispondente gamba flessa mentre con il braccio sinistro sorregge il Bambino benedicente, coperto solo da un velo dorato

  • OGGETTO statua
  • MATERIA E TECNICA CARTA
    legno/ scultura/ doratura/ pittura
  • AMBITO CULTURALE Bottega Piemontese
  • LOCALIZZAZIONE Torino (TO)
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE Alla statua è stata accostata in anni imprecisati una gruppo scultoreo raffigurante anime purganti (0100142146), che ne ha modificato l'originaria definizione iconografica. Non è da escludere che si trattasse di una statua processionale. Ora ha applicata un'aureola a stelle illuminata elettricamente, così come risulta posticcio il basamento quadrangolare, aggiunto forse in concomitanza al gruppo scultoreo delle anime purganti, che avrebbe occultato altrimenti la parte inferiore della statua.La Confraternita della SS. Trinità fu fondata nel 1577 nella chiesa di S. Pietro del Gallo, trasferita nel 1598 presso la chiesa di S. Agnese. In questi anni la moglie del pittore Carracha aveva donato alla chiesa di S. Pietro la tavola della Madonna del Popolo, poi rivendicata dalla parrocchia di S. Pietro e dalla Confraternita della SS. Trinità, e ora conservata presso l'altare sinistro della chiesa. In questa stessa epoca la Confraternita bandì un concorso per la costruzione della chiesa, ma non essendo rimasta soddisfatta dell'esito attribuì l'incarico ad Ascanio Vitozzi, già iscritto alla Confraternita e successivamente sepolto nella chiesa. Nel 1606 la chiesa fu aperta al culto, anche se mancante ancora della cupola. Nel 1627 furono immessi i Teatini, secondo il desiderio del Card. Maurizio, priore della compagnia, e tre anni dopo furono costretti ad andarsene. Nel 1635 si iniziò la sistemazione dell'altare della Madonna del Popolo, finanziata dal confratello Silvestro Monteoliveto, sepolto nella chiesa, che incaricò dei lavori Carlo Castellamonte. L'anno precedente la cappella antistante, dedicata ai SS. Stefano e Agnese, era stata concessa all'astigiano Marcantonio Gambetta. La cupola fu compiuta soltanto nel 1664. Nel 1699 fu iniziato l'altare maggiore, eseguito dal luganese Francesco Aprile sul modello di Giovanni Valle. Nel 1707 fu eseguito il pavimento, su disegno dell'ingegner Bertola, sostituito poi tra il 1848 e il 1850. Entro i primi due decenni del XVIII secolo venne eseguita la decorazione a stucco del coro, destinata a fungere da cornice ad una galleria di dipinti, con l'ovato della Trinità di Daniel Seiter e due sculture di Carlo Antonio Tantardini. (segue in OSS)
  • TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0100142145
  • ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la citta' metropolitana di Torino
  • LICENZA METADATI CC-BY 4.0

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