motivi decorativi vegetali

bussola d'ingresso

Bussola d'ingresso divisa in due parti da due volute formanti cornici: la parte superiore a vetri infissi su un telaio e l'inferiore a due battenti. La parte inferiore è decorata da motivi curvilinei, volute, fogliami, conchiglie. Festoni e foglie d'acanto si trovano sugli stipiti della parte superiore, su quelli della parte inferiore sono conchiglie

  • OGGETTO bussola d'ingresso
  • MATERIA E TECNICA legno, intaglio
    VETRO
  • AMBITO CULTURALE Bottega Piemontese
  • LOCALIZZAZIONE Torino (TO)
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE Bertini aveva datato la porta e la bussola alla metà del secolo XVIII per analisi stilistica, non essendo pervenute notizie documentarie. Le affinità dell'intaglio della bussola con quello dei mobili da sacrestia, riscontrabili nei motivi decorativi, in particolare le conchiglie entro una cornice con volute e festoni lungo gli stipiti, e nelle specchiature dei riquadri, confermano la datazione già data dal Bertini (i disegni degli arredi di sacrestia di Agliaudi di Tavigliano sono datati 1755 circa; i mobili furono eseguiti nel sesto decennio del sec. XVIII). Bertini ricorda segni di doratura attualmente non riscontrabili.La Confraternita della SS. Trinità fu fondata nel 1577 nella chiesa di S. Pietro del Gallo, trasferita nel 1598 presso la chiesa di S. Agnese. In questi anni la moglie del pittore Carracha aveva donato alla chiesa di S. Pietro la tavola della Madonna del Popolo, poi rivendicata dalla parrocchia di S. Pietro e dalla Confraternita della SS. Trinità, e ora conservata presso l'altare sinistro della chiesa. In questa stessa epoca la Confraternita bandì un concorso per la costruzione della chiesa, ma non essendo rimasta soddisfatta dell'esito attribuì l'incarico ad Ascanio Vitozzi, già iscritto alla Confraternita e successivamente sepolto nella chiesa. Nel 1606 la chiesa fu aperta al culto, anche se mancante ancora della cupola. Nel 1627 furono immessi i Teatini, secondo il desiderio del Card. Maurizio, priore della compagnia, e tre anni dopo furono costretti ad andarsene. Nel 1635 si iniziò la sistemazione dell'altare della Madonna del Popolo, finanziata dal confratello Silvestro Monteoliveto, sepolto nella chiesa, che incaricò dei lavori Carlo Castellamonte. L'anno precedente la cappella antistante, dedicata ai SS. Stefano e Agnese, era stata concessa all'astigiano Marcantonio Gambetta. La cupola fu compiuta soltanto nel 1664. Nel 1699 fu iniziato l'altare maggiore, eseguito dal luganese Francesco Aprile sul modello di Giovanni Valle. Nel 1707 fu eseguito il pavimento, su disegno dell'ingegner Bertola, sostituito poi tra il 1848 e il 1850. Entro i primi due decenni del XVIII secolo venne eseguita la decorazione a stucco del coro, destinata a fungere da cornice ad una galleria di dipinti, con l'ovato della Trinità di Daniel Seiter e due sculture di Carlo Antonio Tantardini. (segue in OSS)
  • TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0100142090
  • ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la citta' metropolitana di Torino
  • LICENZA METADATI CC-BY 4.0

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