pianeta, opera isolata - manifattura piemontese (primo quarto sec. XVIII, sec. XIX)
La pianeta è composta da quattro frammenti di tessuto di varie diemsioni ed è interamente foderata; i galloni non sono applicati bensì realizzati a ricamo sul fondo del tessuto, ad eccezione d'un basso galloncino ribordante il contorno. Denom. tecnica: Gros de Tours ricamato. Disegno: il pannello centrale, delimitato dal gallone a ricamo imitante un'alternanza di piccole medaglie ovali e frammenti di nastro con margini lobati, presenta nel mezzo una conchiglia trilobata entro cartigli, sovrastata da due steli recanti tre grandi corolle carnose; sopra e sotto detto motivo centrale sono due composizioni di frutti diversi (mele, pere, prugne, uva). Le fasce laterali del parato sono percorse da nastri ad andamento spezzato e snelle volute sinuose e presentano motivi analoghi di fiori e frutta con ordine invertito: nel mezzo di ognuna da un contenitore a conchiglia strabocca una composizione di frutta, sopra e sotto la quale sono tralci con grandi infiorescenze (anemoni, peonie, tulipani, campanule) con orientamento destro nella fascia destra e viceversa. Fondo bianco avorio, disegno policromo e oro. Analisi tecnica: ordito e trama in seta avorio lavorano in gros de Tours. Ricamo in seta policroma, oro lamellare, oro filato (Continua al campo OSSERVAZIONI)
- OGGETTO pianeta
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MATERIA E TECNICA
filo metallico
seta/ gros de Tours
seta/ ricamo
seta/ taffetas
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MISURE
Altezza: 109
Larghezza: 70
- AMBITO CULTURALE Manifattura Piemontese
- LOCALIZZAZIONE Alessandria (AL)
- NOTIZIE STORICO CRITICHE Nelle Risposte al questionario per una visita pastorale non datata il parroco della Cattedrale monsignor Amato riferiva di sette pianete bianche "con ricami vari del 1600 riportati su fondo nuovo di seta": l'ipotesi del riutilizzo di ricami antichi (sicuramente databili però al XVIII secolo anzichè al XVII) recuperati da paramenti evidentemente logori ed applicati su pianete di confezione recente è attendibile e senz'altro valida nel caso della pianeta in esame, come altre cinque rinvenute negli armadi della sacrestia ornata da ricami in parte realizzati su altro tessuto e indi riportati. Fiori e frutti sono qui ben riconoscibili, pur prevalendo l'aspetto decorativo e cromatico su quello mimetico e realistico. Il ricamo è in linea col gusto naturalistico diffuso agli inizi del XVIII secolo, con evidenti echi seicenteschi nelle corolle di grandi dimensioni e nell'importante ruolo svolto dalle campiture in oro filato a punto steso. La Cattedrale di Alessandria, a cura di C. Spantigati, Alessandria, 1988, tav. XXIII A; G. Amato, La Cattedrale di Alessandria. Storia e descrizione, Alessandria, 1986, p. 56; Risposte del parroco della cattedrale G. Amato al questionario per una visita pastorale non datata (in M. Ammone, Lo stato degli arredi sacri nell'antica Cattedrale di Alessandria, Tesi di laurea, Università degli Studi di Torino, Facoltà di Magistero, relatore G. Romano, a.a. 1980-1981)
- TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
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CONDIZIONE GIURIDICA
proprietà Ente religioso cattolico
- CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0100107769
- ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Alessandria, Asti e Cuneo
- ENTE SCHEDATORE Soprintendenza per i Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici del Piemonte
- DATA DI COMPILAZIONE 1988
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DATA DI AGGIORNAMENTO
2006
- LICENZA METADATI CC-BY 4.0