CRISTO CROCIFISSO
Croce latina con bracci lisci in legno verniciato di colore nero. Nella parte superiore del braccio maggiore è applicato cartiglio scolpito in avorio. Sulla croce è posto Cristo scolpito in avorio. Le braccia sono fissate da un chiodo per ciascuna mano; il volto, girato verso sinistra, si leva verso l'alto. Il perizzoma, con pieghe fittamente intagliate, è annodato ed un lungo lembo pende sulla destra. Le ginocchia, lievemente piegate, si volgono verso destra; i piedi sono appaiati, trafitti ciascuno da un chiodo. La croce è posta entro cornice in legno ebanizzato, centinata, con fondo rivestito in velluto tagliato ad un corpo in giallo seppia. Profili modinati e fascia centrale intagliata con motivo ad ovuli e due elementi vegetali in corrispondenza degli angoli inferiori. In alto, sono posti due ganci circolari metallici per la sospensione
- OGGETTO crocifisso da parete
-
MATERIA E TECNICA
avorio/ scultura
legno, intaglio
legno/ verniciatura
METALLO
seta/ velluto
-
MISURE
Altezza: 100 cm
Larghezza: 63 cm
- AMBITO CULTURALE Produzione Piemontese
- LUOGO DI CONSERVAZIONE Palazzo Chiablese
- INDIRIZZO Piazza San Giovanni, 2, Torino (TO)
- NOTIZIE STORICO CRITICHE L'oggetto non è stato rintracciato nell'inventario del 1911 con la stessa collocazione dell'inventariazione del 1966. L'assenza di ulteriori etichette, oltre a quella relativa all'inventariazione del patrimonio della Cappella della SS. Sindone ed ambienti attigui del 1966, non permette di accertare se l'esemplare in esame sia stato destinato sin dall'origine a tale sede. Tuttavia, nell'inventario del 1821, alla voce "Altre suppellettili e mobili diversi" è ricordata "Una croce in legno col Cristo d'avorio", senza ulteriori indicazioni. Si noti, inoltre, il pagamento di L. 500, nel 1829, allo scultore Giacomo Marchino, non altrimenti noto, per "aver eseguito un Crocifsso con un pezzo d'avorio dell'Elefante che si trovava vivente a Stupiniggi", fatto che attesta la possibile produzione locale di esemplari simili a quello in esame. La tipologia dell'oggetto, pertanto, appare descritta troppo genericamente negli inventari delle residenze sabaude per tentare una possibile identificazione, dal momento che esemplari simili si possono rintracciare presso la cappelle private annesse ai singoli appartamenti dei principi o di membri della corte, ma anche presso le sedi deputate al deposito degli arredi in attesa di una successiva ricollocazione. La ricerca documentaria non ha permesso, al momento, di individuare alcuna nota di pagamento per il crocifisso che, da un punto di vista stilistico, nella buona resa del modellato della figura del Cristo, piuttosto allungata con vaghi accenti manieristici, rimanda a prototipi largamente diffusi sia in area italiana che in quella francese dal XVII al XIX secolo, giocati sul contrasto del corpo eburneo con la croce in ebano o ebanizzata, cfr. O. Zarstrow, Musei e Gallerie di Milano. Museo di Arti Applicate. Gli avori, Milano, 1978, pp. 59, 189, 190, nn. 143-144, tavv. 356-358, 361, 362; nonché in Germania meridionale, cfr. Asta Finarte Semenzato. Antichi Arredi, catalgo d'Asta (Roma, 19-23 marzo 2003), Roma, 2003, n. 381. Per ulteriori confronti si vedano due crocifissi, datati al XVIII secolo e con l'analoga tipologia del Cristo "patiens", il primo, appartenuto al pontefice Pio IX (Senigallia, 1792-Roma, 1878) e donato alla principessa Teresa del Drago Massimo, moglie del conte Luigi Mastai-Ferretti, cfr. G. Flamini-A. Mariotti, Senigallia Museo Pio IX e Museo Diocesano, Roma, 1991, p. 136, n. 535; il secondo, conservato nel Tesoro di S. Pietro di Bologna, rimanda, come parzialmente anche l'esemplare in esame, ai modelli plastici di Alessandro Algardi (Bologna, 1595-Roma, 1654), scultore di grande fama già presso i contemporanei, che istituì dei canoni scultorei di ampia e lunga ripetizione e imitazione, cfr.F. Varignana (a cura di), Il Tesoro di San Pietro in Bologna e papa Lambertini, catalogo della mostra (Bologna, San Giorgio in Poggiale, 20 settembre-14 dicembre 1997), Bologna, 1997, p. 197, n. 46, tav. 60. La cornice con ornato a ovuli e il piano di fondo possono datarsi, con buona approssimazione, alla seconda metà del XIX secolo e potrebbero, pertanto, costituire un allestimento non originale per la croce che avrebbe potuto essere stata concepita autonomamente, di maggiore altezza e poggiante su un basamento liscio o ornato
- TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
-
CONDIZIONE GIURIDICA
proprietà Stato
- CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0100087939
- NUMERO D'INVENTARIO 2344
- ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Musei Reali - Palazzo Reale
- ENTE SCHEDATORE Soprintendenza per i Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici del Piemonte
- DATA DI COMPILAZIONE 1993
-
DATA DI AGGIORNAMENTO
2005
2016
- ISCRIZIONI cornice/ retro/ su etichetta rettangolare adesiva - 2344 - caratteri numerici - a penna/ nero - latino
- LICENZA METADATI CC-BY 4.0