RELIQUIARIO - A TECA, opera isolata - ambito italiano (prima metà sec. XIX)
Il reliquiario è formato da una cornice in legno verniciato di nero. La teca è circolare ed è sottolineata da un bordo in bronzo dorato decorato con una teoria di palmette stilizzate; al di sotto di una sottile lastra di vetro, sono presenti le due reliquie, identificabili grazie al nome dei santi scritto su cedula, applicate su una base in.... Il bordo è impreziosito da perle finte e da un'incorniciatura, creata da carta dorata piegata con un andamento a zig-zag, dalla quale dipartono palmette stilizzate create da carta arrotolata su se stessa. Sul rvescio, la teca, ricoperta da uno strato di vernice nera, è sigillata dagli stemmi vescovili posti sopra una coppia di sottili nastri in seta rossa e verde, che si incrociano formando una "X". Il manufatto è provvisto di un gancio circolare in bronzo dorato
- OGGETTO reliquiario a teca
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MATERIA E TECNICA
bronzo/ cesellatura
filo di seta/ ricamo
bronzo/ doratura
carta/ doratura
legno, intaglio
legno/ verniciatura
perla finta
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MISURE
Diametro: 5.2 cm
Altezza: 11 cm
Spessore: 2.2 cm
- AMBITO CULTURALE Ambito Italiano
- LUOGO DI CONSERVAZIONE Palazzo Chiablese
- INDIRIZZO Piazza San Giovanni, 2, Torino (TO)
- NOTIZIE STORICO CRITICHE Grazie alle informazioni presenti nell'inventario redatto nel 1880, veniamo a scoprire che in data 30 luglio 1896 viene consegnata al "Signor Prefetto di Sagrestia T. G. O. Bosio" la "reliquia contenente un pezzo di manica di S. Francesco di Sales, ed un pezzo d'osso di S. Cornelio, entro piccola cornice di legno verniciato nero" conservata nella Camera n. 29 dell'Archivio della Real Casa, posta al secondo piano di Palazzo Reale (SBAA TO, Reale Palazzo di Torino. Inventario Mobili di Dotazione della Corona. Volume VI, fol. 1013). Sfortunatamente in occasione dell'attuale revisione non è stato rintracciato l'inventario relativo all'etichetta presenti sul retro del manufatto, sul quale è segnato il n. 29, assai simili a quello dell'inventariazione del 1880 (E. COLLE (a cura di), Gli inventari delle corti. Le guardarobe reali in Italia dal XVI al XX secolo, Firenze 2004, p. 296, fig. 12). Altrettanto infruttuosa è stata la ricerca sugli stemmi presenti sul sigillo che non è stato sfortunatamente rintracciato. In assenza di precise testimonianze documentarie appare assai arduo poter collocare il manufatto: la cornice, dalla linea semplice ed essenziale, appare accostabile a quella di una miniatura, realizzata da Joseph Bordes e datata 1818, conservata presso il Museo Civico d'Arte Antica di Torino (Miniature della collezione Bruni Tedeschi, Torino 2005, p. 105, scheda n. 39 di I. Bezin; C. BERTOLOTTO, V. VILLANI (a cura di), Giuseppe Maria Bonzanigo. Intaglio minuto e grande decorazione, catalogo della mostra di Asti, Torino 1989, pp. 63, 65-69, 71-73, 77, 79-81, 200-202, 205, 209-211; ), ma tali modelli appaiono diffusi per tutto l'Ottocento. Altrettanto comuni sono i motivi ornamentali dei "paperoles" che si ripetono invariati per decenni ( sui "paperoles" si veda in particolare L. BORELLO, P. P. BENEDETTO, Paperoles. Le magnifiche carte, Torino 1998; per un ampio repertorio si rimanda a Reliquien. Verehrung und Verklärung, catalogo della mostra, Colonia 1989). In assenza di precisi riferimenti documentari, si colloca il manufatto alla prima metà del secolo e lo si attribuisce ad ambito italiano.||
- TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
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CONDIZIONE GIURIDICA
proprietà Stato
- CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0100087834
- NUMERO D'INVENTARIO 19472/ 13607
- ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Musei Reali - Palazzo Reale
- ENTE SCHEDATORE Soprintendenza per i Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici del Piemonte
- DATA DI COMPILAZIONE 1993
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DATA DI AGGIORNAMENTO
2005
2016
- ISCRIZIONI nella teca/ in alto/ su cedula - Manche de l'habit de St. François - caratteri numerici - a penna/ nero - francese
- LICENZA METADATI CC-BY 4.0