RELIQUIARIO - A MEDAGLIONE, elemento d'insieme - ambito italiano (prima metà sec. XIX)

reliquiario a medaglione 1800 - 1849

Il reliquario a medaglione è formato da una teca ovoidale, col bordo decorato da un motivo a spirale, foderata in velluto tagliato ad un corpo rosso e protetta da una lastra di vetro. La teca è inserita entro una ricca incorniciatura, ad andamento speculare rispetto all'asse mediano centrale, in filigrana creata da foglie d'acanto stilizzate che si ripiegno in eleganti girali. La composizione è impreziosita da vetri colorati, imitanti gemme, nei colori del verde, rosa, viola, giallo e azzurro, trattenute da incastonature in argento. La reliquia, identificabile grazie alla scritta presente sulla cedula, è adagiata su carta dorata ritagliata a stella ed è circondata da spirali di canutiglia dorata che formano cornicette ovoidali

  • OGGETTO reliquiario a medaglione
  • MATERIA E TECNICA filo d'oro
    ARGENTO
    argento/ filigrana
    CARTA
    carta/ doratura
    VETRO
    vetro/ colorazione
  • MISURE Altezza: 13 cm
    Larghezza: 9.5 cm
  • AMBITO CULTURALE Ambito Italiano
  • LUOGO DI CONSERVAZIONE Palazzo Chiablese
  • INDIRIZZO Piazza San Giovanni, 2, Torino (TO)
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE Il prezioso manufatto è conservato in un reliquiario ad ostensorio, identificato, nell'Inventario degli oggetti mobili esistenti nella cappella della SS. Sindone, compilato nel 1966, col numero "1971". L'opera testimonia la predilizione per la raffinata tecnica della filigrana. In assenza di precise testimonianze documentarie, appare arduo poter attribuire ad uno specifico centro il manufatto: la tecnica della filigrana è infatti attestata in molteplici centri, quali la Sicilia, Genova, Venezia e il regno sabaudo, come attestano gli esempi conservati ad Oropa (Gli ori di Oropa riscoperta per il restauro, catalogo della mostra, Biella 1996, pp. 50-51, schede nn. 26-27 di M. C. Paolini; sulla filigrana si veda anche L. FACCHIN, Oreficerie tra Vercelli e Biella, in V. NATALE (a cura di), Arti figurative a Biella e Vercelli. Il Seicento e il Settecento, Candelo 2004, p. 171). Il pezzo, ispirato a soluzioni settecentesche (M. C. DI NATALE (a cura di), Ori e argenti di Sicilia dal Quattrocento al Settecento, catalogo della mostra di Trapani, Milano 1989, pp. 97-99, schede nn. I, 27-I, 28; F. BOGGERO, F. SIMONETTI (a cura di), Arte e tradizione dei "fadreghi", catalogo della mostra, Genova 1982, scheda n. 4, p. 35), , appare confrontabile con alcuni manufatti datati agli inizi dell'Ottocento ed ascritti ad ambito fiorentino (G. PESCE, Filigrana ieri e oggi, catalogo della mostra,Genova 1973, p. 40, scheda n. 131) e Liguria (ID., p. 43, n. 155), e con opere ad ambito napoletano o italiano, datate alla prima metà dell'Ottocento (A. PORZIO, Arte sacra di Palazzo. La Cappella reale di Napoli e i suoi arredi un patrimonio di arti decorative, Napoli 1989, pp. 109, 111, scheda n. 27g-27q, figg. 65-68).. Si data il reliquiario alla prima metà del XIX secolo e lo si attribuisce, in assenza di attestazioni documentarie, ad ambito italiano.||
  • TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
  • CONDIZIONE GIURIDICA proprietà Stato
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0100087830A
  • NUMERO D'INVENTARIO 1971
  • ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Musei Reali - Palazzo Reale
  • ENTE SCHEDATORE Soprintendenza per i Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici del Piemonte
  • DATA DI COMPILAZIONE 1993
  • DATA DI AGGIORNAMENTO 2005
    2016
  • ISCRIZIONI nella teca/ su cedola - S. Fortunati M - corsivo - a penna/ nero - latino
  • LICENZA METADATI CC-BY 4.0

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