CUSCINO FUNEBRE, opera isolata - ambito piemontese (fine sec. XVII)
CUSCINO FUNEBRE
1690 - 1699
Il cuscino è realizzato con due pannelli di raso di seta color aragosta; lungo i bordi è stato applicato un gallone in seta gialla, oro filato e oro lamellare, decorato con un motivo a losanghe. I quattro angoli sono impreziositi con altrettanti fiocchi in oro filato e seta aragosta. Su un lato è applicata l'autentica della reliquia, scritta su un un foglio di carta rettangolare
- OGGETTO CUSCINO FUNEBRE
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MISURE
Altezza: 52 cm
Spessore: 5 cm
Larghezza: 38 cm
- AMBITO CULTURALE Ambito Piemontese
- LUOGO DI CONSERVAZIONE Palazzo Chiablese
- INDIRIZZO Piazza San Giovanni, 2, Torino (TO)
- NOTIZIE STORICO CRITICHE La figura del Beato Angelo Carletti (1414 ca.-1495), il cui vero nome era Antonio, è assai venerata nel Piemonte e, specificatamente, dai Savoia, come attestano numerosi documenti sia scritti che iconografici (per la fortuna iconografica si vedaG. BERTOLINO, Defenso et protector: sull'iconografia cuneese del Beato Angelo fra '500 e '700, in La Madonna degli Angeli. Defendente Ferrari, Juvarra e le altre testimonianze d'arte a Cuneo, Cuneo 1998, pp. 77. 93), e fu oggetto di una forte venerazione fin dalla sua morte (si veda S. PEZZELLA, Carletti Angelo, in Dizionario Biografico degli Italiani, Vol. XX, Roma 1977, pp. 136-138; R. COMBA, M. CORDERO (a cura di), Angelo Carletti tra storia e devizione nel 5° centenario della morte, catalogo della mostra, Cuneo 1995; ed in particolare i saggi di Griseri (G. GRISERI, Il culto del beato Angelo Carletti a Cuneo tra devozione e mito (1495-1853), pp. 115-128) e di Cerutti (G. CERUTTI, Cronaca di una devozione 1495-1691, pp. 129-149); Frate Angelo Carletti osservante nel V centenario della sua morte (1495-1995), atti del convegno ( Cuneo, Chiasso 7-8 dicembre 1996), in "Bollettino della Società per gli Studi Storici, Archeologicied artistici della Provincia di Cuneo", 1998, n. 118 ed in particolare G. GRISERI, La fama e il culto di Angelo Carletti in età moderna, pp. 199-225). Come si legge dall'autentica, il cuscino venne prelevato dalla cassa entro la quale si custodiva il corpo del Beato, i cui primi processi per la beatificazione vennero istituiti già nel 1625 e terminarono solo 1753, anno durante il quale Benedetto XIV confermò il culto, per riporlo nella nuova urna, donata da Carlo Emanuele III, eseguita su disegno di Andrea Boucheron, di Francesco Ladatte e di Benedetto Alfieri (sull'urna, andata dispersa, si veda in particolare A. BELLINI, Benedetto Alfieri, Milano 1978, p. 204, n. 43; G. SPIONE, L'urna e l'altare del Beato Angelo, in La Madonna degli Angeli... 1998, pp. 145-146; W. CANAVESIO, La cappella del Beato Angelo, in La Madonna degli Angeli...1998, p. 135). Le complesse vicende della sua salma che subì numerose traslazioni, rende lo studio del manufatto in oggetto alquanto complesso. Già diciassette mesi dopo la sua morte, il corpo, precedentemente sepolto nel convento di S. Antonio, nella cappella di patronato dei signori di Beinette, fu tumulato in un mausoleo fatto costruire nella medesima cappella; con la distruzione del convento, avvenuto molto probabilmente intorno al 1537, la cassa fu trasferita presso S. Maria degli Angeli e collocata prima nell'attuale cappella del Crocifisso e, dal 1595, in quella di S. Antonio. Nel 1599 "per maggiore venerazione e devozione", i padri della Madonna degli Angeli "avevano fatto fare una nuova e bellissima cassa e una nuova tonaca di seta per rivestire la salma del Beato Angelo". Nel 1630, per sconfiggere la peste che infestava Cuneo, la comunità fece voto di far costruire una nuova cappella in onore del Carletti. In tale anno si svolse anche una ricognizione della salma e fu traslata prima nella Cappella dell'ospizio dei Padri Minori Riformati e successivamente nella chiesa di S. Croce, dove rimase fino al 1631, quando ritornò nella Chiesa della Madonna degli Angeli. Nel 1639 nella Cappella dell'Ospizio nel 1639 e vi rimase fino al 1643, anno di conclusione dei lavori della Cappella dedicata al beato. Nuovamente nel 1690 si svolse un'altra traslazione, dal momento che l'urna fu trasportata nella cappella dell'ospizio: in tale occasione fu esaminato il corpo che era vestito con l'abito di seta grigia,con stola bianca di tela d'argento, guarnita di pizzo d'oro e con il suo cordone alla cintura" (G. CERUTTI, 1995, p. 145). Nel 1691 Cuneo fece voto di ampliare la cappella del Beato nella chiesa della Madonna degli Angeli, dove la salma del Carletti ritornò nel 1700, ma ancora nel 1744 l'urna fu nuovamente trasportata nella cappella dell'Ospizio. Si potrebbe ipotizzare che proprio in una di queste traslazioni che venne eseguito il cuscino. Nel 1753, ad esempio, Carlo Pellegrino scriveva che: un'altra volta estratto dall'urna, esaminato dai periti (...) come nel 1696. Spogliato un'altra volta della veste, cappuccio e cordone (non risulta a chi fossero distribuite e consegnate dette reliquie) fu rivestito in un nuovo abito e cappuccio di seta (...). La veste fu provvista questa volta dalla Città, e la ricca e magnifica stola che allor primamente gli venne accollata fu dono della piissima principessa Maria Atonia Ferdinanda", moglie di Vittorio Amedeo III" (G. GRISERI, 1995, p. 124). E si può ipotizzare che, proprio nel 1696, venne realizzato anche il cuscino preso in esame. Lo stato di conservazione del cuscino, fa ipotizzare ad una datazione abbastanza bassa del manufatto. In assenza di specifici elementi documentari, si data il manufatto alla fine del XVII secolo e lo si attribuisce ad ambito piemontese
- TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
- CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0100087814
- NUMERO D'INVENTARIO 2104
- ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Musei Reali - Palazzo Reale
- ENTE SCHEDATORE Soprintendenza per i Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici del Piemonte
- DATA DI COMPILAZIONE 1993
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DATA DI AGGIORNAMENTO
2005
2016
- ISCRIZIONI sull'autentica/ su etichetta adesiva rettangolare - 2104 - numerici - a impressione -
- LICENZA METADATI CC-BY 4.0