console, opera isolata - bottega piemontese (secondo quarto sec. XVIII)

console post 1725 - ante 1749

Piedini rotondi, gambe a voluta, più grosse verso l'alto, ornate di motivi a fogliame, rocailles e con cascatelle di fiori sul dorso in alto. Traverse sagomate a onda, con bordo profilato di volute lisce, si raccordano al centro in un motivo di rocaille a forma di conchiglia, entro cui è un mazzolino di fiori. Il corpo del tavolo ha sopra le gambe motivi rocailles racchiudenti un ovulo liscio e sulla fronte, fiancheggiata da grandi rocailles, una mostra con volute lisce crestate ai lati, al cui centro pende una cascatella di fiori. La mensa, dal contorno sagomato, è ricoperta di marmo verde con venature bianche. Le parti in legno sono dipinte nei colori avorio e ocra

  • OGGETTO console
  • MATERIA E TECNICA legno/ intaglio/ scultura/ verniciatura
    marmo/ scultura/ levigatura/ lucidatura
  • AMBITO CULTURALE Bottega Piemontese
  • LOCALIZZAZIONE Torino (TO)
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE Il tavolo in esame è quasi certamente uno dei "Due tavolini con pietra che servono di credenza nell'Alt. Maggiore regalati dal Sig. Isella Marmorino" nel 1839, come annota il curato Fantini nell'inventario delle spese parrocchiali dal 1835 al 1891, mentre l'altro è da riconoscersi in quello descritto alla scheda 0100034519. L'Isella, sindaco della Confraternita dell'Annunziata, è il medesimo che nel 1859 sostituì l'Annunciazione del Mari nel coro con quella del Rapous, proveniente, come l'altare in marmo da lui fornito per la cappella di S. Gioachino nel 1862, dalla soppressa Cappella delle Monache del Sacro Cuore di via dell'Ospedale (cfr. scheda cartacea n. 77 e Inventario, cit., anno 1862, Altare in marmo nella Cappella di S. Gioachino e Ancona del Coro 1859, numerazione aggiunta pp. 90, 91, 92). Vista la destinazione dei tavoli a servire di credenza per l'Altare Maggiore, l'Isella e il Fantini dovevano ritenerli opere di pregio. I tavoli, non si sa donde pervenuti all'Isella, e appaiati nella destinazione, non formano però una coppia sia per le diverse dimensioni, sia perché di disegno e intaglio diversi, per quano riferibili allo stesso periodo, cioè alla prima metà del secolo XVIII e, più precisamente, agli anni 30-40. Sono entrambi di buona qualità e ciò induce a ritenere che siano pervenuti all'Isella da un ambiente, ecclesiastico o laico, di alto livello. Il tavolo in oggetto ha infatti un disegno equilibrato di grande eleganza; le forme sono slanciate, il repertorio decorativo è vario, raffinato, ma non sovraccarico. Tutto ciò fa pensare che il suo disegno sia stato fornito da un'artista di buona levatura. La qualità dell'intaglio è altrettanto notevole che il disegno ed ha un vigore asciutto che, come lo schema costruttivo, rimanda alle opere analoghe della prima metà del'700, in particolare agli anni'30-'40. Utili confronti si possono fare, a questo proposito, con tavoli a muro di questo periodo del Palazzo Reale di Torino, per i quali si veda V. Viale, Mobili e intagli, in V. Viale (a cura di), Mostra del Barocco Piemontese, catalogo della mostra, Torino, 1963, vol. III, tavv. 54-67
  • TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
  • CONDIZIONE GIURIDICA proprietà Ente religioso cattolico
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0100034520
  • ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la citta' metropolitana di Torino
  • ENTE SCHEDATORE Regione Piemonte
  • LICENZA METADATI CC-BY 4.0

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