cassetta, opera isolata - bottega piemontese (seconda metà sec. XVIII)
cassetta
post 1750 - ante 1799
Ha una base rettangolare, con coperchio lievemente sporgente, incernierato su un lato lungo; la chiudono due serrature disposte non sulla stessa linea e manici di ottone sui lati. All'interno, il vano è diviso in due parti, circa fino alla metà dell'altezza, da una parete di legno, a cui sono incernierati due sportelli, che si possono sollevare con un manico di corda e sono chiusi da un gancetto metallico. Su di essi è incollato un cartellino, a sinistra con la scritta Unite, a destra a Fiori. All'interno del coperchio è fissato uno scomparto poco profondo, con un coperchio che si chiude a chiave. Negli scomparti interni ci sono 41 piccole uova di bosso, avvitate, nella cui cavità è scritto un numero, diverso per ognuna
- OGGETTO cassetta
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MATERIA E TECNICA
ottone/ fusione in forma/ brunitura
ferro/ forgiatura
legno di noce/ intaglio/ verniciatura
- AMBITO CULTURALE Bottega Piemontese
- LOCALIZZAZIONE Torino (TO)
- NOTIZIE STORICO CRITICHE Elencata al n. 67 del Inventario dei mobili ed arredi di esclusiva proprietà della Confraternita della SS. Annunziata di Torino, 1902, come "Cassetta ferrata con chiavi - 2 scompartimenti e palle in bosso per estrazione delle doti"; è invece riconducibile senza equivoci come la cassetta che serviva per gli esami di ammissione a maestro fabbricatore di stoffe d'oro, d'argento e di seta nella omonima Università torinese - detta anche Università dei Vellutai - che aveva sede nei locali della Confraternita sopra e accanto alla vecchia chiesa dell'Annunziata. È infatti citata e descritta nei documenti dell'archivio della suddetta Università conservati nelle carte parrocchiali. Fra le pagine del Libro degli Ordinati 1748-1844 si trova l'inventario di quanto era contenuto nell'Archivio "armadio dei Vellutai il 20 settembre 1835", che comprende "la cassetta con 85 ballette per le mostre". Essa corrisponde alla descrizione del suo uso che viene data nell'Ordinato del 26 maggio 1771 riguardante aggiunte e variazioni da apportarsi al meccanismo dell'esame. I due scomparti interni dovevano contenere 40 "ballette" ciascuno, con numeri corrispondenti rispettivamente ai campioni di stoffe unite e di stoffe a fiori. I campioni con le spiegazioni si conservano in un quaderno che veniva tenuto nello scomparto interno al coperchio. Quest'ultimo era chiuso con una chiave e altre due chiudevano la cassetta, che veniva aperta solo per gli esami e alla presenza di tre sindaci dell'Università, ciascuno dei quali possedeva una chiave. L'oggetto era considerato molto importante e quasi custode delle garanzie che l'esame da mastro tessitore fosse serio e attendibile. Veniva conservato nella guardaroba-archivio dell'Università, nella stanza delle riunioni, detta stanza dei Vellutai. Un'altra cassettina, non più ritrovata, serviva per i campioni e le "ballette" dei velluti, 8 lisci e 8 a fiori, il che spiega il numero di 85 citato nell'Inventario del 1835. Ora rimangono 17 ballette nelle scomparto con la scritta "unite" e 24 in quello con la scritta "a fiori". Sciolte le corporazioni di mestiere e quindi anche l'Università dei Mastri fabbricatori e mercanti di stoffe d'oro, d'argento e di seta nel 1835, e caduta di fatto la Pia Congregazione omonima che essi tentarono di costituire, dal 1844 quello che resta dell'Università passò o alla Parrocchia o alla Confraternita e, nel caso specifico, si perdette memoria dell'originaria funzione della cassetta, attribuendogliene un'altra molto simile. Bibliografia di riferimento: G. Boschini, A. Quazza, M. Rapetti, L'Università dei Mastri fabbricatori di stoffe d'oro, d'argento e di seta in Torino nel secolo XVIII. Testimonianze e ipotesi sull'organizzazione interna e sulla prassi dell'esame per il conseguimento del titolo di "mastro tessitore", in I tessili antichi e il loro uso: testimonianze sui centri di produzione in Italia, lessici, ricerca documentaria e metodologica, atti del III convegno C.I.S.S.T. (Torino 24-26 ottobre 1984), Torino, 1984, pp. 143-151; N. Gulmini, E. Manfredi, A. Quazza, Tempi e modi di un ritrovamento, in op. cit, pp. 151-154
- TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
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CONDIZIONE GIURIDICA
proprietà Ente religioso cattolico
- CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0100034495
- ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la citta' metropolitana di Torino
- ENTE SCHEDATORE Regione Piemonte
- ISCRIZIONI interno/ a sinistra/ su cartellino - Unite - corsivo -
- LICENZA METADATI CC-BY 4.0