decorazione plastica, insieme - bottega piemontese (sec. XVI)
decorazione plastica
1500 - 1599
La decorazione plastica si compone dei capitelli posti sulle colonne della navata centrale, dei semicapitelli posti sulle lesene dei pilastri delle navate laterali, e di un fregio in terracotta che corre al di sopra di questi. Il capitello è di stile dorico composito, con collarino a foglia d'acanto e volute, e si inserisce tra il fusto liscio della colonna poggiante su piedistallo e uno pseudo-pulvino in terracotta, decorato come il fregio in sienite a sfingi bianche affrontate, su fondo rosso, che corre lungo tutta la trabeazione della chiesa. Nella fotografia allegata è visibile il capitello composito del secondo pilastro della navata laterale destra con il sovrastante fregio in terracotta
- OGGETTO decorazione plastica
-
MATERIA E TECNICA
granito rosso Sienite/ scultura
terracotta; rilievo
- AMBITO CULTURALE Bottega Piemontese
- LOCALIZZAZIONE Biella (BI)
- NOTIZIE STORICO CRITICHE I sei capitelli compositi della navata centrale e i sedici semi-capitelli dei pilastri delle navate laterali differiscono tutti tra di loro, anche se per varianti minime, nella decorazione a palmette e a foglie di acanto, come è possibile verificare nei disegni riprodotti in P. Torrione (P. Torrione, "La basilica di S. Sebastiano in Biella", Biella 1949). I capitelli di S. Sebastiano trovano i precedenti più illustri nella produzione milanese di Bramante (ad esempio nella canonica di S. Ambrogio) mentre in ambito locale possono essere confrontati con quelli del Duomo di Biella, già nelle cappelle di S. Eligio e di S. Silvestro del secolo XV (D. Lebole, "Storia della chiesa biellese. La pieve di Biella", Biella 1984). Il fregio in terracotta a sfingi affrontate nella fotografia riprodotta in A. Roccavilla, "L'arte nel biellese", Biella 1905, risulta in parte intonacato in calce, come era prima degli ultimi restauri, nel corso dei quali sono state anche aggiunte diverse piastrelle (le forme utilizzate sarebbero state conservate). I Roccavilla suggerisce dei confronti con il fregio del cortiletto di Casa Temengo e con quello esterno del convento di S. Caterina, antrambi al Piazzo. La cultura nella quale si può inserire il fregio di S. Sebastiano è quella bramantesca e un confronto può essere effettuato ad esempio con il fregio in cotto a sfingi affrontate che sorreggono clipei, intervallate da girali di acanto del Museo di Cremona (forse proveniente da Casa Pizzamiglio), da porre in relazione all'attività di Agostino da Fonduli in ambito cremonese, territorio visto come uno degli "epicentri della diaspora del bramantismo in Lombardia" (M.L. Ferrari, "Il raggio di Bramante nel territorio cremonese: contributi ad Agostino de Fonduli", in "Studi di Storia dell'Arte", Firenze 1979; P. Torrione, "La basilica di S. Sebastiano in Biella", Biella 1949; D. Ferrero De Bernardi, "L'architettura piemontese all'inizio del Cinquecento: l'Assunta di S. Giorgio Canavese e il S. Sebastiano di Biella", in "Arte in Europa. Scritti di storia dell'arte in onore di Edoardo Arslan", Milano 1966, vol. I)
- TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
-
CONDIZIONE GIURIDICA
proprietà Ente religioso cattolico
- CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0100034094
- ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Biella, Novara, Verbano-Cusio-Ossola e Vercelli
- ENTE SCHEDATORE Soprintendenza per i Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici del Piemonte
- DATA DI COMPILAZIONE 1984
-
DATA DI AGGIORNAMENTO
2006
- LICENZA METADATI CC-BY 4.0