ritratto di Giovanni Stefano e di Bonifacio Ferrero

dipinto

La decorazione pittorica simula una finta lapide dipinta, celebrativa di Giovanni Stefano e di Bonifacio Ferrero, dipinta su fondo grigio imitante la pietra. Sulla finta architrave con girali, poggia un cherubino che sostiene un tondo con il ritratto a mezzo busto dei due cardinali: Giovanni Stefano mostrato di profilo, mentre Bonifacio è volto di tre quarti verso destra. Sulla sinistra del tondo sono rappresentate le insegne cardinalizie: cappello, pastorale, croce, turibolo, libri, stola, ostensorio

  • OGGETTO dipinto
  • MATERIA E TECNICA intonaco/ pittura a fresco
  • AMBITO CULTURALE Ambito Piemontese
  • LOCALIZZAZIONE Biella (BI)
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE L'iscrizione venne dettata, alla pari del panegirico di Sebastiano Ferrero, da Tommaso Vallari (Chiusa Pesio 1805-1897), filologo classico, professore di eloquenza Italiana e Latina all'Università di Torino. Deputato al Parlamento nel 1857 e senatore del Regno dal 1882, lasciò varie pubblicazioni, molte delle quali dedicate alla monarchia sabauda. Nell'epigrafe vengono celebrati, ricordando i principali avvenimenti della loro vita, i due cardinali figli del fondatore della chiesa, Sebastiano Ferrero e cioè Giovanni Stefano e Bonifacio. Giovanni Stefano (Biella 1474-1510 Roma), abate di S. Stefano a Vercelli, poi di S. Stefano ad Ivrea, fu chiamato come professore di teologia all'Università di Parigi nel 1496. Nominato vescovo di Vercelli nel 1499 e di Bologna nel 1502, venne quindi eletto nello stesso anno cardinale di Bologna. Ricevuta nel 1503 l'abbazia di S. Maria di Staffarda, nel 1509 cedette la chiesa di Vercelli in cambio di quella di Ivrea al fratello Bonifacio (Biella 1476-1543 Roma), vescovo d'Ivrea dal 1505. Nel 1517 Bonifacio venne eletto cardinale d'Ivrea e quindi nel 1533 vescovo di Albano, nel 1534 vescovo di Palestrina e nel 1535 vescovo di Sabina. Nel 1540 fu nominato legato pontificio in Bologna, dove fondò un collegio. Bonifacio fu il principale benefattore della chiesa di S. Sebastiano dopo il padre Sebastiano, e insieme ai fratelli Giovanni Stefano e Agostino (1483-1536), vescovo di Vercelli, e al nipote Filiberto (1500-1549), vescovo di Ivrea e poi cardinale. (cfr. P. Litta, "Famoglie celebri italiane", Milano 1840, v.VI). Quanto i canonici di S. Sebastiano fossero devoti ai loro benefattori è testimoniato dal fatto che nel 1551 il preposto Agostino Ventura portò da Roma le salme dei tre cardinali, affinchè fossero sepolti accanto ad Agostino nella chiesa del loro casato (P. Torrione, "La basilica di S. Sebastiano in Biella", Biella 1949; A. Roccavilla, "L'arte nel biellese", Biella 1905)
  • TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0100034092
  • ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Biella, Novara, Verbano-Cusio-Ossola e Vercelli
  • ISCRIZIONI epigrafe dipinta - IOANNES STEPHANUS SEBASTIANI FERRERIUS/ NATUS BUGELI (+C.50)/ BONIFACIUS SEBASTIANI F. FERRERIUS/ ORTUM (+C.50)/POSTRID CAL NOVEMBRES AN. MDXXXXIII EIUS/ CINERIS IN HOC [---] - lettere capitali - a pennello - latino
  • LICENZA METADATI CC-BY 4.0

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