vaso d'altare, serie - bottega piemontese (prima metà sec. XIX)

vaso d'altare POST 1800 - ANTE 1849

Base circolare, segnata da due bordi a gradino, a spigolo arrotondato; impugnatura montante e rastremata, che si svasa in alto a contenere la coppa a grandi petali rilevati sul corpo massiccio del vaso. Collo montante, segnato da una doppia corolla sporgente di foglie rovesciate, intorno all'anello finale. Foro rinforzato di metallo sul piatto superiore e in quello inferiore. Internamente dorato

  • OGGETTO vaso d'altare
  • MATERIA E TECNICA legno/ intaglio/ verniciatura/ scultura/ doratura
  • AMBITO CULTURALE Bottega Piemontese
  • LOCALIZZAZIONE Torino (TO)
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE Due di questi vasi sono depositati nel matroneo della Cappella dell'Addolorata e altri due stanno in uno scomparto degli armadi della Sacrestia; questi ultimi portano infilato nel foro superiore un ramo di fiori di metallo giallo, diritto e rigido, di fattura industriale e recente e di qualità molto modesta. Di legno pesante e di fattura elegante, ma massiccia, i quattro vasi sono adatti a sostenere rami fioriti o "piumazzi" anche molto alti e il doppio foro li rende utilizzabili sia per l'ornato d'altare sia su macchine o tronetti processionali. La decorazione a petali stilizzati sulla coppa e a foglie rovesciate intorno alla bocca, così come la semplice linea e l'andamento circolare della base, la netta distinzione delle sezioni, riconducono ad una cultura classicheggiante, quale si legge negli arredi di legno, d'argento, di ceramica, negli anni '20-'30 del XIX secolo. Fra gli arredi dell'Annunziata un disegno simile di alcuni particolari (i petali della coppa, il collo del piede), in un analogo impianto monumentale e classico vi sono i quattro candelieri con zampe leonine descritti nella scheda cartacea n. 18, collocati negli anni '20-'30 dell'Ottocento. Difficile individuare fra i numerosi vasi di legno citati nelle spese della parrocchia i quattro in esame; tuttavia, si può citare una lista conservata nell'Archivio Parrocchiale e indirizzata al curato L. Fantini dall'indoratore Gioanni Bonifetti, che segna nel febbraio del 1836 una spesa di L. 9 più L. 7 "per avere fatto fare n. 4 vasi di legno tondi forti con rosoni" e "argentato con vernice in oro li n. 4 sudetti vasi". La sommaria descrizione può corrispondere ai vasi qui esaminati e la data confermerebbe l'ipotesi, permettendo, sia pure con qualche cautela, l'identificazione
  • TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
  • CONDIZIONE GIURIDICA proprietà Ente religioso cattolico
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0100033708
  • ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la citta' metropolitana di Torino
  • ENTE SCHEDATORE Regione Piemonte
  • LICENZA METADATI CC-BY 4.0

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