lapidazione di Santo Stefano
dipinto
Santo Stefano è inginocchiato al centro della scena: ha le mani giunte e il capo volto verso l'alto. In cielo, tra le nubi, compare Dio Padre benedicente e un angelo in volo che reca la palma del martirio. Dei personaggi che assistono alla scena alcuni guardano allo spettatore. Dei tre carnefici quello di destra volge le spalle allo spettatore, quello di sinistra, in veduta frontale, torce il busto verso il santo
- OGGETTO dipinto
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MATERIA E TECNICA
legno/ intaglio/ doratura
tela/ pittura a olio
- AMBITO CULTURALE Ambito Piemontese
- LOCALIZZAZIONE Biella (BI)
- NOTIZIE STORICO CRITICHE Il dipinto, accostato dal Roccavilla a quello luinesco della chiesa del Monastero Maggiore a Milano, fu donata nel 1750 alla vecchia chiesa di Santo Stefano dal canonico Giuseppe T. Martinelli e collocata al centro del coro. Trasferita nella chiesa di Santa Maria in Piano circa il 1770, fu restaurata dal pittore Giovanni Battista Lace di Andorno e posta, anche qui, al centro del coro dove rimase sino all'esecuzione dell'affresco di Cogrosso. Tali dati, con relativi riferimenti alle ordinanze capitolari, sono riportati dal Trompetto e, più brevemente, dal Lebole. Il dipinto appare improntato a canoni di gusto manieristico interpretati in termini riconducibili al composito ambiente piemontese seicentesco, con particolare riferimento alla lezione dei Sacri Monti
- TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
- CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0100017563
- ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Biella, Novara, Verbano-Cusio-Ossola e Vercelli
- LICENZA METADATI CC-BY 4.0