Festa di Sant’Efisio: processione dalla Scafa a Giorgino

XXI

Quando il #cocchio di gala# esce dalle vie della città e percorre viale La Plaia, la folla al seguito della Processione si assottiglia sempre più. All’imboccatura dell’attuale viadotto, in prossimità dell’ex Ponte della Scafa, si effettuano i saluti al sacro corteo che proseguirà il pellegrinaggio fino a Giorgino. Il #Terzo Guardiano# porge gli auguri di buon viaggio e con il resto della #Guardiania#, il Decano del Capitolo Metropolitano si dirige verso il centro città. Il #cocchio di gala# prosegue in direzione Villaggio dei Pescatori - Giorgino, dove nella tenuta della famiglia Ballero si effettua la prima importante sosta. I Ballero sono una famiglia cagliaritana discendente dall'antica casata dei Conti Ciarella, i quali per sciogliere un voto diedero ospitalità ai pellegrini, tradizione che gli attuali eredi continuano a mantenere fino ai giorni nostri. Nella cappella padronale, intitolata a Sant’Efisio, vengono rimossi dal simulacro gli ori votivi e alcuni confratelli provvedono ad effettuare un celere addobbo del simulacro con vesti e decori meno preziosi: la spada, l’aureola e il ramo di palma vengono sostituite con copie degli stessi oggetti, ma confezionati con metalli meno preziosi, così come il mantello e la fascia. Una volta ultimata la vestizione e la giustapposizione del simulacro del Santo sul #cocchio di campagna#, è ormai da diversi anni che si suole caricare la macchina processionale su un mezzo militare per raggiungere più celermente, percorrendo la Strada Statale n° 195, la località di #Sa Maddalena Spiaggia# dove avrà luogo una sosta presso il tenimento della famiglia Aramu

  • OGGETTO festa di sant’efisio: processione dalla scafa a giorgino
  • CLASSIFICAZIONE FESTA-CERIMONIA
  • LOCALIZZAZIONE Cagliari (CA)
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE La leggendaria Passio di epoca medievale narra che Efisio, giovane comandante dell’esercito imperiale inviato in Sardegna da Diocleziano per combattere e sottomettere i Barbaricini, si convertì al cristianesimo quando era di stanza a Nora e, dopo essere stato giudicato colpevole dal tribunale del governatore a Carales (Cagliari), fu condannato a morte tramite decapitazione eseguita a Nora, dove fu sepolto. Durante le fasi del processo Efisio fu rinchiuso e torturato in una segreta sotterranea scavata nella roccia calcarea sulla quale sorge il quartiere di Stampace; in epoca medievale il carcere divenne un luogo di culto dedicato al martire, sul quale successivamente sorse la chiesa di Sant’Efisio. Sempre secondo la Passio, negli ultimi giorni di vita Efisio avrebbe pregato Gesù affinché il popolo di Carales, qualora minacciato da malattie, nemici o carestie, potesse essere guarito, salvato e liberato se si fosse recato nel luogo della sua sepoltura e lo avesse invocato. Per tale ragione a Nora il corpo del Santo fu deposto a oriente, rivolto verso la città; sul luogo di sepoltura di Efisio sorse un santuario paleocristiano, sul quale venne poi costruita l’attuale chiesa di Sant’Efisio [BIBR: DADEA-LASTRETTI 2010, 11-17]. La più antica testimonianza documentale relativa al culto di Sant’Efisio risale al 1548 quando la Municipalità di Cagliari deliberò di farsi carico dei festeggiamenti con una messa cantata nella chiesa di Stampace nel giorno del suo martirio, il 15 di gennaio. Nel 1652 una terribile epidemia di peste si diffuse in Sardegna; nello stesso anno la Municipalità di Cagliari si riunì per richiedere l’intercessione dei Santi Efisio, Rocco e Sebastiano al fine di guarire gli ammalati e di proteggere la città dall’epidemia. A tale scopo il simulacro di Sant’Efisio fu trasportato dalla chiesa di Stampace ed esposto sull’altare maggiore della cattedrale. Nel 1654 papa Innocenzo X concesse l’indulgenza plenaria ai fedeli cagliaritani che si fossero recati in pellegrinaggio il 3 di maggio, giorno della Santa Croce, presso la chiesa di Sant’Efisio a Nora. Secondo quanto attestato da un atto notarile del 1657, nel 1655 il simulacro di Sant’Efisio fu trasportato per la prima volta in processione fino alla chiesa di Nora. Nel 1656 la città di Cagliari fu devastata dall’epidemia e, nel mese di marzo, la Municipalità di Cagliari espresse un solenne voto a Sant’Efisio, impegnandosi a consegnare cento scudi provenienti delle casse cittadine e destinati a quanto fosse necessario per la chiesa di Sant’Efisio. Nel mese di ottobre l’epidemia fu dichiarata ufficialmente terminata e il simulacro del Santo fu riportato in processione nella chiesa di Stampace; il denaro offerto fu impiegato nel maggio dell’anno seguente per effettuare una solenne e devota processione da Cagliari fino a Nora [BIBR: DADEA-LASTRETTI 2010, 53-57]. A partire da questa data la Festa di Sant’Efisio, che termina con la cerimonia dello scioglimento del voto nella chiesa di Sant’Efisio di Cagliari, è stata celebrata con ricorrenza annuale e nel corso dei secoli ha subito poche modifiche, relative all’ordine della processione e al suo itinerario, che ha previsto l’introduzione di alcune soste intermedie tra Cagliari e Nora. Responsabile della complessa organizzazione rituale della Festa è l’Arciconfraternita del Gonfalone sotto l’invocazione di Sant’Efisio martire che ha come compito primario la conservazione e la propagazione del culto del Santo, la cui erezione canonica risale al 1538 o 1539, intitolata Arciconfraternita a partire dal 1796 poiché in precedenza aggregata all’Arciconfraternita del Gonfalone di Roma [BIBR: CORDA 2005, 151-155]
  • TIPOLOGIA SCHEDA Modulo informativo
  • AUTORE DELLA FOTOGRAFIA Luiu, Antonio
    Luiu Antonio
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 20-ICCD_MODI_9815190956571
  • ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Cagliari e le province di Oristano e Sud Sardegna
  • ENTE SCHEDATORE Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Cagliari e le province di Oristano e Sud Sardegna
  • LICENZA METADATI CC-BY 4.0

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