Festa di Sant’Efisio: insediamento e Messa dell’#Alter nos#
A Palazzo comunale il Sindaco in carica celebra la cerimonia per l’insediamento dell’#Alter nos#. In presenza del candidato prescelto, dei #Mazzieri# e della #Guardiania# pronuncia un breve discorso. Dopo aver pronunciato la stringata formula d'investitura, il Sindaco porge all'interessato la fascia tricolore da Primo cittadino. Quindi estrae da un astuccio la preziosissima “Toson d‘oro”, un medaglione bifacciale in oro massiccio con cui il re di Spagna insignì la città di Cagliari nel 1679. Un forte scroscio di applausi sottolinea la conclusione del tradizionale protocollo. Una volta usciti dalla sala, il Sindaco accompagna il gruppo in fondo alla scalinata del Palazzo comunale per un ultimo cordiale saluto. Dopo le foto di gruppo sulle scale del Palazzo comunale il Sindaco prende commiato e rientra nel proprio ufficio, mentre l’#Alter nos#, i #Mazzieri# e la #Guardiania# montano a cavallo per raggiungere la vicina chiesa di Sant’Efisio, dove finalmente prende avvio la solenne Messa del 1° Maggio detta anche #Messa dell’Alter nos#, che viene celebrata dal Parroco di Sant’Anna, alla presenza del Decano del Capitolo Metropolitano. All’#Alter nos# è riservato l’onore di stare sull’altare fra i due #Mazzieri# sul lato sinistro. La #Guardiania# siede in basso nelle prime file, sempre sulla sinistra, poi i Confratelli e le Consorelle in abiti penitenziali si accalcano insieme agli altri fedeli e alle autorità civili e militari. Il #cocchio di gala#, è posizionato al centro della navata, pronto per la Processione di Sant'Efiso
- OGGETTO festa di sant’efisio: insediamento e messa dell’#alter nos#
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CLASSIFICAZIONE
FESTA-CERIMONIA
- LOCALIZZAZIONE Cagliari (CA)
- NOTIZIE STORICO CRITICHE La leggendaria Passio di epoca medievale narra che Efisio, giovane comandante dell’esercito imperiale inviato in Sardegna da Diocleziano per combattere e sottomettere i Barbaricini, si convertì al cristianesimo quando era di stanza a Nora e, dopo essere stato giudicato colpevole dal tribunale del governatore a Carales (Cagliari), fu condannato a morte tramite decapitazione eseguita a Nora, dove fu sepolto. Durante le fasi del processo Efisio fu rinchiuso e torturato in una segreta sotterranea scavata nella roccia calcarea sulla quale sorge il quartiere di Stampace; in epoca medievale il carcere divenne un luogo di culto dedicato al martire, sul quale successivamente sorse la chiesa di Sant’Efisio. Sempre secondo la Passio, negli ultimi giorni di vita Efisio avrebbe pregato Gesù affinché il popolo di Carales, qualora minacciato da malattie, nemici o carestie, potesse essere guarito, salvato e liberato se si fosse recato nel luogo della sua sepoltura e lo avesse invocato. Per tale ragione a Nora il corpo del Santo fu deposto a oriente, rivolto verso la città; sul luogo di sepoltura di Efisio sorse un santuario paleocristiano, sul quale venne poi costruita l’attuale chiesa di Sant’Efisio [BIBR: DADEA-LASTRETTI 2010, 11-17]. La più antica testimonianza documentale relativa al culto di Sant’Efisio risale al 1548 quando la Municipalità di Cagliari deliberò di farsi carico dei festeggiamenti con una messa cantata nella chiesa di Stampace nel giorno del suo martirio, il 15 di gennaio. Nel 1652 una terribile epidemia di peste si diffuse in Sardegna; nello stesso anno la Municipalità di Cagliari si riunì per richiedere l’intercessione dei Santi Efisio, Rocco e Sebastiano al fine di guarire gli ammalati e di proteggere la città dall’epidemia. A tale scopo il simulacro di Sant’Efisio fu trasportato dalla chiesa di Stampace ed esposto sull’altare maggiore della cattedrale. Nel 1654 papa Innocenzo X concesse l’indulgenza plenaria ai fedeli cagliaritani che si fossero recati in pellegrinaggio il 3 di maggio, giorno della Santa Croce, presso la chiesa di Sant’Efisio a Nora. Secondo quanto attestato da un atto notarile del 1657, nel 1655 il simulacro di Sant’Efisio fu trasportato per la prima volta in processione fino alla chiesa di Nora. Nel 1656 la città di Cagliari fu devastata dall’epidemia e, nel mese di marzo, la Municipalità di Cagliari espresse un solenne voto a Sant’Efisio, impegnandosi a consegnare cento scudi provenienti delle casse cittadine e destinati a quanto fosse necessario per la chiesa di Sant’Efisio. Nel mese di ottobre l’epidemia fu dichiarata ufficialmente terminata e il simulacro del Santo fu riportato in processione nella chiesa di Stampace; il denaro offerto fu impiegato nel maggio dell’anno seguente per effettuare una solenne e devota processione da Cagliari fino a Nora [BIBR: DADEA-LASTRETTI 2010, 53-57]. A partire da questa data la Festa di Sant’Efisio, che termina con la cerimonia dello scioglimento del voto nella chiesa di Sant’Efisio di Cagliari, è stata celebrata con ricorrenza annuale e nel corso dei secoli ha subito poche modifiche, relative all’ordine della processione e al suo itinerario, che ha previsto l’introduzione di alcune soste intermedie tra Cagliari e Nora. Responsabile della complessa organizzazione rituale della Festa è l’Arciconfraternita del Gonfalone sotto l’invocazione di Sant’Efisio martire che ha come compito primario la conservazione e la propagazione del culto del Santo, la cui erezione canonica risale al 1538 o 1539, intitolata Arciconfraternita a partire dal 1796 poiché in precedenza aggregata all’Arciconfraternita del Gonfalone di Roma [BIBR: CORDA 2005, 151-155]
- TIPOLOGIA SCHEDA Modulo informativo
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AUTORE DELLA FOTOGRAFIA
Luiu, Antonio
Luiu Antonio
- CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 20-ICCD_MODI_0964580465571
- ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Cagliari e le province di Oristano e Sud Sardegna
- ENTE SCHEDATORE Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Cagliari e le province di Oristano e Sud Sardegna
- LICENZA METADATI CC-BY 4.0