cocchio di campagna (cocchio, bene semplice)

XVIII seconda metà

Cocchio composto da una struttura portante (carro) in ferro e legno sormontata da una teca ottagonale in legno e vetro. Il carro è costituito da due assali lignei, anteriore e posteriore, uniti da due frecce curvilinee parallele in ferro battuto; è inoltre dotato di tre traverse lignee, due anteriori e una posteriore, più esterne rispetto agli assali, a cui sono fissate due molle ricurve metalliche. Nella parte posteriore del carro le molle sono provviste di quattro cinghie di sospensione in cuoio, avvolte da tessuto floreale policromo su sfondo di colore bianco, di cui due sono assicurate in posizione laterale al fondo della teca e due sono agganciate a un tondino che unisce le due molle e fissate ai lati delle vetrate maggiori della teca. La traversa lignea posteriore è decorata da due incisioni laterali rappresentanti teste umane munite di copricapo inscritte in un cerchio e da una centrale a forma di stella ad otto punte inscritta in un cerchio; su questa e sull’assale posteriore è fissata una grande cassa rettangolare, a sua volta decorata con grandi simboli dell’Arciconfraternita del Gonfalone di Sant’Efisio (disco ligneo dipinto di colore blu su cui è applicata una croce lignea dipinta con due bracci in colore rosso e due in colore bianco con cerchio centrale di colore giallo). Due cinghie di oscillazione in cuoio, coperte da velluto di colore rosso, sono presenti su entrambe le frecce in corrispondenza della teca e fissate al fondo della stessa. Sia le ruote anteriori, di minore diametro, che quelle posteriori sono dotate di cerchiatura metallica. Nella parte anteriore il carro è provvisto di un sistema di attacco, di un grande timone sormontato da un sedile a struttura metallica con seduta a due posti rivestita di pelle, munito di pedana, fissato alla doppia traversa lignea anteriore. Alla traversa più esterna sono inoltre fissate le molle, provviste di quattro cinghie di sospensione in cuoio, avvolte da tessuto floreale policromo su sfondo di colore bianco, di cui due sono assicurate in posizione laterale al fondo della teca e due sono agganciate allo schienale metallico del sedile e fissate ai lati delle vetrate maggiori della teca. La teca ottagonale è formata da una struttura in legno, dipinto di colore bianco con profili dorati che incornicia quattro vetrate opposte maggiori e quattro vetrate opposte minori; le due vetrate maggiori laterali sono apribili dall’esterno. All’interno della teca sono presenti un piedistallo cubico per l’alloggiamento del simulacro di Sant’Efisio e un piccolo piedistallo cubico provvisto di cilindro metallico per l’alloggiamento del reliquiario del Santo; gli elementi lignei della struttura sono foderati con velluto di colore rosso e presentano ciascuno dieci lampadine a led di forma circolare. La parte superiore delle quattro vetrate opposte minori delle otto vetrate è decorata da elementi lignei scolpiti e dorati a motivo fitomorfo; alla stessa altezza, sulla struttura lignea, sono presenti otto elementi fitomorfi scolpiti e dorati. La parte superiore della teca termina a forma di cupola troncoconica; alla sua base, in corrispondenza degli angoli dell’ottagono, sono presenti otto elementi lignei scolpiti a forma di piccolo vaso, dorati, per l’inserimento di bandierine; la parte sommitale è caratterizzata da quattro elementi fitomorfi dorati e da una croce di legno, anch’essa dorata. All’esterno della teca, in corrispondenza degli angoli delle quattro vetrate maggiori, sono presenti quattro tubi metallici portabandiera

  • OGGETTO cocchio
  • MATERIA E TECNICA CUOIO
    LEGNO
    metallo/ ferro
    VETRO
    DORATURA
    INTAGLIO
    tecniche varie
    verniciatura
  • MISURE Misura del bene culturale 2000250883: 278x320x119 cm
  • CLASSIFICAZIONE RITUALITÀ/ MACCHINA PROCESSIONALE
  • LOCALIZZAZIONE Cagliari (CA)
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE Il “cocchio di campagna” è una delle due macchine processionali che, trainate da una coppia di buoi, trasportano il simulacro seicentesco del Santo in occasione della Festa di Sant’Efisio che si celebra dal 1° al 4 di maggio, istituita dalla Municipalità di Cagliari nel 1656 per invocare la cessazione della terribile epidemia di peste che aveva colpito la Sardegna fin dal 1652. Il corteo processionale parte ogni anno dalla chiesa di Sant’Efisio, situata nello storico quartiere di Stampace, ed effettuando diverse tappe giunge fino a Nora, luogo del martirio del Santo, per poi tornare nuovamente a Cagliari, nella chiesa a lui dedicata. Il “cocchio di campagna”, conservato durante l’anno nel rione marittimo di Giorgino presso Villa Ballero, residenza dell’omonima famiglia discendente dei conti Ciarella, viene impiegato esclusivamente nel percorso extraurbano della Festa, sia nel tragitto di andata che di ritorno del corteo processionale. Dal pomeriggio del 1° maggio il cocchio con il simulacro di Sant’Efisio, passando per Sa Maddalena, Su Loi, Sarroch, Villa San Pietro e Pula giunge a Nora; poi, effettuando il tragitto inverso, ritorna a Giorgino la sera del 4 maggio per essere sostituito dal “cocchio di città”, che effettua l’ultimo tratto, quello urbano, di ritorno alla chiesa di Stampace. Secondo lo storico Mario Corda, che ha effettuato un minuzioso lavoro di studio degli archivi cagliaritani e delle fonti dell’epoca, il “cocchio di campagna” risalirebbe alla seconda metà del XVIII secolo e potrebbe forse trattarsi della carrozza donata dalla contessa di Villamar su richiesta del confratello Antonio Serra, poi trasformata in cocchio per trasportare il simulacro del Santo. Risulta tuttavia evidente, in base a un’analisi dei materiali e delle tecniche costruttive, che il cocchio, nel corso della sua storia, sia stato oggetto in più momenti di rifacimenti e sostituzioni di parti strutturali e ornamentali
  • TIPOLOGIA SCHEDA Beni demoetnoantropologici materiali
  • FUNZIONE E MODALITÀ D'USO trasportare il simulacro di Sant'Efisio in processione
  • LUOGO DI RILEVAMENTO Cagliari (CA) - Sardegna , ITALIA
  • AUTORE DELLA FOTOGRAFIA Vietri, LUisa
    Vietri, Luisa
    de Laurentiis, Michele
    de Laurentiis, MIchele
  • CONDIZIONE GIURIDICA proprietà Ente religioso cattolico
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 2000250883
  • ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Cagliari e le province di Oristano e Sud Sardegna
  • ENTE SCHEDATORE Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Cagliari e le province di Oristano e Sud Sardegna
  • DATA DI COMPILAZIONE 2024
  • LICENZA METADATI CC-BY 4.0

ALTRE OPERE DELLA STESSA CITTA'