cocchio di città, cocchio di gala (cocchio, bene semplice)
Cocchio composto da una struttura portante (carro) in legno sormontata da una teca ottagonale in legno e vetro. Il carro, completamente dipinto di colore rosso, è costituito da due assali, anteriore e posteriore, uniti da due frecce curvilinee parallele rinforzate in ferro; l’assale posteriore e le frecce presentano motivi decorativi e fitomorfi scolpiti a rilievo e dorati. Entrambe le frecce, nella parte anteriore e posteriore, hanno estremità ricurve cui sono fissate le cinghie di sospensione in cuoio, assicurate a loro volta ai lati delle vetrate maggiori, anteriore e posteriore, della teca. Ulteriori cinghie di oscillazione in cuoio di colore rosso sono presenti su entrambe le frecce in corrispondenza della teca e fissate al fondo della stessa. Nella parte posteriore del carro all’assale decorato è fissata una sottostante cassetta rettangolare; entrambe le estremità ricurve delle frecce sono decorate con la metà superiore del corpo di un angioletto scolpito e dipinto, con dettagli dorati. Sia le ruote anteriori, di minore diametro, che quelle posteriori sono dotate di cerchiatura metallica. Nella parte anteriore il carro è provvisto di un timone, la cui parte lignea è contraddistinta da motivi decorativi e fitomorfi scolpiti a rilievo e dorati, ed è sormontato da un angioletto scolpito e dipinto, con dettagli dorati, il cui corpo intero emerge da uno strato di nubi di colore azzurro. Nella parte anteriore è inoltre presente il sistema di attacco, caratterizzato anch’esso dalla medesima decorazione, a rilievo e dorata, del timone. La teca ottagonale è formata da una struttura in legno, dipinto di colore bianco con motivi fitomorfi scolpiti a rilievo e dorati, che incornicia quattro vetrate opposte maggiori e quattro vetrate opposte minori; le due vetrate maggiori laterali sono apribili dall’esterno. All’interno della teca sono presenti un grande piedistallo ligneo di forma ottagonale, dipinto di bianco e oro, dotato di foro quadrangolare per l’alloggiamento del simulacro seicentesco di Sant’Efisio, un piccolo piedistallo coperto da un tessuto di colore rosso e oro provvisto di cilindro metallico per l’alloggiamento del reliquiario del Santo, quattro candelabri di metallo dorato, fissati a mezz’altezza ai quattro lati della struttura lignea, dotati ciascuno di tre candele ad alimentazione elettrica. La base della teca è decorata lungo l’intero perimetro da nubi lignee scolpite e dipinte di colore azzurro, in corrispondenza delle due porte laterali presenta inoltre due volti di cherubini dipinti, con dettagli dorati. La parte superiore delle otto vetrate è decorata da elementi lignei scolpiti e dorati a motivo fitomorfo (ghirlanda); alla stessa altezza, sulla struttura lignea, sono presenti otto volti di cherubini scolpiti e dorati. La parte superiore della teca termina a forma di cupola troncoconica; alla sua base, in corrispondenza degli angoli dell’ottagono, sono presenti otto elementi lignei scolpiti a forma di piccolo vaso, dipinti di colore bianco e oro, per l’inserimento di bandierine; la parte sommitale è caratterizzata da una ghirlanda lignea di fiori dorati e da una croce di legno, anch’essa dorata. All’esterno della teca, in corrispondenza degli angoli delle quattro vetrate maggiori, sono presenti quattro lunghi tubi metallici portabandiera
- OGGETTO cocchio
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MATERIA E TECNICA
CUOIO
LEGNO
metallo/ ferro
VETRO
DORATURA
INTAGLIO
tecniche varie
verniciatura
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MISURE
Misura del bene culturale 2000071458: 325x445x148 cm
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CLASSIFICAZIONE
RITUALITÀ/ MACCHINA PROCESSIONALE
- AMBITO CULTURALE Ambito Sardo Ambito Toscano
- LOCALIZZAZIONE Cagliari (CA)
- NOTIZIE STORICO CRITICHE Il “cocchio di città” è una delle due macchine processionali che, trainate da una coppia di buoi, trasportano il simulacro seicentesco del Santo in occasione della Festa di Sant’Efisio che si celebra dal 1° al 4 di maggio, istituita dalla Municipalità di Cagliari nel 1656 per invocare la cessazione della terribile epidemia di peste che aveva colpito la Sardegna fin dal 1652. Il corteo processionale parte ogni anno dalla chiesa di Sant’Efisio, situata nello storico quartiere di Stampace, ed effettuando diverse tappe giunge fino a Nora, luogo del martirio del Santo, per poi tornare nuovamente a Cagliari, nella chiesa a lui dedicata. Il “cocchio di città”, conservato durante l’anno nel locale adiacente alla sacrestia della chiesa di Stampace, viene impiegato esclusivamente nel percorso urbano della Festa, sia nel tragitto di andata sia in quello di ritorno, del corteo processionale. Il 1° maggio, infatti, giunge fino al rione marittimo di Giorgino, che costituisce la prima tappa del lungo pellegrinaggio in onore di Sant’Efisio; qui il simulacro viene spogliato delle sue vesti cittadine, dei suoi gioielli più preziosi e trova posto su un altro cocchio, meno elaborato e più resistente, il cosiddetto “cocchio di campagna”. E' solo nella tarda sera del 4 maggio che il simulacro del Santo, di ritorno a Giorgino, viene rivestito con i suoi attributi urbani e sale nuovamente sul “cocchio di città” per far ritorno alla “sua” chiesa. Secondo lo storico Mario Corda, che ha effettuato un minuzioso lavoro di studio degli archivi cagliaritani e delle fonti dell’epoca, il “cocchio di città” risalirebbe alla seconda metà del XVIII secolo e sarebbe stato realizzato da abili artigiani toscani
- TIPOLOGIA SCHEDA Beni demoetnoantropologici materiali
- FUNZIONE E MODALITÀ D'USO trasportare il simulacro di Sant'Efisio in processione
- LUOGO DI RILEVAMENTO Cagliari (CA) - Sardegna , ITALIA
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AUTORE DELLA FOTOGRAFIA
de Laurentiis, Michele
de Laurentiis, MIchele
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CONDIZIONE GIURIDICA
proprietà Ente religioso cattolico
- CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 2000071458
- ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Cagliari e le province di Oristano e Sud Sardegna
- ENTE SCHEDATORE Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Cagliari e le province di Oristano e Sud Sardegna
- DATA DI COMPILAZIONE 1996
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DATA DI AGGIORNAMENTO
2006
2006
2024
- LICENZA METADATI CC-BY 4.0