#Pastorale# a Santa Elisabetta: #Nardu# per le vie del paese

XX

Lungo il corso del paese si muove un corteo composto da diversi personaggi vestiti da pastori, accompagnati dalla banda e circondati da numerose persone. Tra i personaggi della rappresentazione spicca la figura di #Nardu#, un uomo vestito con maglia bianca e pantalone marrone chiaro, cintura di fibre vegetali intrecciate e berretto ricavato da una calza terminante con un peso. #Nardu# ha il volto imbiancato, porta una finta gobba e cammina tenendo le braccia aperte e appoggiando i polsi a un bastone posto sulle spalle. Cammina girando su se stesso, piegandosi a destra e a sinistra; a volte si sposta velocemente da un lato e l'altro della strada seguendo i richiami degli altri personaggi e avvicinandosi ai gruppi di persone che partecipano o assistono al corteo. Gli altri personaggi sono intorno a #Nardu# e ne accompagnano le azioni: uno di essi cavalca un asino e chiama #Nardu#; altri, i #cardunara#, portano un bastone terminante con un fascio di cardi selvatici; altri ancora sono vestiti da pastori e danno da mangiare a #Nardu#, imboccandolo con le mani. #Nardu# accoglie il cibo, mastica con ostentazione e sputa sulla folla posta ai lati della strada. Altre persone assistono al corteo dai balconi delle case, alcuni chiamano #Nardu#, altri ridono. Arrivano due uomini a cavallo; uno di loro si avvicina a #Nardu# e gli parla gesticolando. #Nardu# poi si avvicina a due uomini e sputa a uno dei due. L'uomo a cavallo fa bere #Nardu# da una brocca; un altro vestito da pastore lo imbocca. Riprende il suono della banda cui si sovrappone il rumore di uno sparo a salve

  • OGGETTO #pastorale# a santa elisabetta: #nardu# per le vie del paese
  • CLASSIFICAZIONE rappresentazione-spettacolo, comunicazione non verbale, festa-cerimonia
  • LOCALIZZAZIONE (AG)
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE La rappresentazione della #Pastorale# di Santa Elisabetta è una performance itinerante che si realizza il giorno dell'Epifania, il 6 gennaio, incentrata sulla rappresentazione del lavoro e della vita pastorale. Si presenta, infatti, come un'ideale transumanza da un luogo ad un altro del paese, con relativo spostamento della masseria e delle greggi. La rappresentazione prende il via al mattino, nella parte più alta del paese, vicino la chiesa madre, e si conclude nel pomeriggio in piazza San Carlo, nella parte più bassa di esso. Protagonista della performance è #Nardu#, che rappresenta il buffone, il servo pigro o lo #sfacinnatu#, caratterizzato da un codice gestuale improntato al disordine e alla trasgressione. La maschera del #Nardu# è inoltre portatrice di rovesciamento della norma e spreco, elementi che fanno di #Nardu# una figura ctonia, la cui funzione simbolica è quella di instaurare il caos per rinnovare la fertilità naturale e umana. #Nardu# si muove in silenzio, comunicando solo con gesti irriverenti e aggressivi. Le diverse azioni che compongono la rappresentazione seguono un canovaccio composto da diversi episodi. La rappresentazione inizia con l'azione di tre uomini a cavallo, i #suprastanti#, che vanno in avanscoperta per individuare la zona dove sistemare le greggi e la masseria. In tarda mattinata, poi, alla chiesa madre arriva #Nardu#, accompagnato da una serie di personaggi che rappresentano diversi mestieri e ruoli del lavoro pastorale. Da qui il corteo e le greggi si spostano lungo il corso del paese. Nella piazza di San Carlo, poi, si rappresentano alcuni momenti della vita di una masseria, con ostentazione dell'abbondanza alimentare e degli strumenti del lavoro pastorale: la preparazione della ricotta e della pasta con la ricotta, consumata collettivamente nella madia, la raccolta dell'erba e della legna, il trasporto dell'acqua, la caccia al coniglio, la cattura del ladro di arance, l'uccisione del lupo che minaccia l'agnello. La rappresentazione termina con l'annunciazione della nascita di Gesù e con l'inserimento, nella rappresentazione, di un rito prettamente religioso connesso alla festività dell'Epifania. Una processione composta dai Magi a cavallo e dalla Sacra Famiglia si sposta dalla piazza alla chiesa. Al corteo partecipa anche #Nardu#, che in alcune varianti è il primo a scoprire Gesù e mostra grande stupore per la nascita. La #Pastorale# di Santa Elisabetta può essere collegata ad altre rappresentazioni drammatiche connesse al Natale e caratterizzate dalla presenza della figura del pastore. In alcuni casi, queste maschere rimandano al tema dell'Adorazione dei pastori nei drammi sacri della Natività (gli officium pastorum diffusi in ambiente ecclesiastico), in altri possono essere messe in connessione con rituali più arcaici, legati alle celebrazioni del solstizio d'inverno. In Sicilia, si ricordano per esempio #i Pasturali# di Licata (AG), performance su committenza, effettuata nel periodo tra il 26 dicembre al 6 gennaio, con la presenza di diversi personaggi: pastori che rappresentano i Re Magi, un #curatulu# (soprintendente di masseria) e suonatori. La natura selvatica e diabolica della maschera di #Nardu# si ritrova in diverse maschere di pastori (o in maschere non di pastori ma caratterizzate da elementi propri dell'universo pastorale) diffuse in Sicilia, e in generale in ambito europeo e mediterraneo, in relazione al periodo invernale-primaverile. In Sicilia questo genere di maschera è diffuso con diverse varianti, alcune ancora attive, come la maschera dell'Orso nel carnevale di Saponara (ME), le maschere pasquali dei #Giudei# di San Fratello (ME) o dei #Diavuli# di Prizzi (PA)
  • TIPOLOGIA SCHEDA Modulo informativo
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 19-ICCD_MODI_9888446983541
  • ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione
  • ENTE SCHEDATORE Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione
  • LICENZA METADATI CC-BY 4.0

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