Pupu (pupo Catanese, RAPPRESENTAZIONI/ PROFANE)

XX secolo prima metà

Marionetta dell'opera dei pupi: figura femminile armata

  • OGGETTO pupo catanese
  • MISURE Altezza: 98 cm
    : 128 cm
    : 178 cm
  • CLASSIFICAZIONE RAPPRESENTAZIONI/ PROFANE
  • LUOGO DI CONSERVAZIONE Collezione Museo internazionale delle marionette A. Pasqualino
  • LOCALIZZAZIONE Museo internazionale delle marionette Antonio Pasqualino
  • INDIRIZZO Piazzetta Antonio Pasqualino, 5, Palermo (PA)
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE L'identificazione proposta da Natale Meli è pertinente: infatti, secondo il codice figurativo individuale catanese, Carinda era un'eroina che indossava una bella armatura di "primu filu" e vesti di colore bianco. Più spesso, l'armatura veniva anche filettata di bianco, cioè listata di pennellate di colore che la connotassero come "armatura bianca". Carinda nasce dagli amori giovanili di Rinaldo con Floriana di Media ed ha un fratello gemello di nome Guidone Selvaggio, che invece indossa un'armatura nera. Nel corso delle loro avventure, i due fratelli gemelli incrociano le loro strade con quella di Cladinoro. Questi, superato l'incanto dei Tre Ponti, vince in duello Guidone Selvaggio e poi si innamora perdutamente di Carinda. Ella ricambia, ma inizia una girandola di avventure nel corso delle quali i due si rincorrono, si perdono e si ritrovano continuamente, fino a ricongiungersi definitivamente sotto Parigi assediata da Agramante. Qui, Carinda e Guidone Selvaggio conosceranno il loro padre. Finita la guerra, nello stesso giorno in cui viene celebrato il matrimonio di Ruggiero e Bradamante, il vescovo Turpino unisce in matrimonio anche Cladinoro e Carinda e Guidone Selvaggio e Marfisa
  • TIPOLOGIA SCHEDA Beni demoetnoantropologici materiali
  • FUNZIONE E MODALITÀ D'USO Attore nella rappresentazione teatrale dell'opera dei pupi
    I pupi catanesi sono manovrati dall’alto di un ponte che si trova dietro la scena di fondo, il che permette loro di muoversi in un solo piano e di scostarsi soltanto poco dallo scenario. Per questo motivo, il teatro catanese è poco profondo e guadagna invece in larghezza e visibilità. I pupi catanesi scaricano il loro peso direttamente sul palcoscenico e vengono sollevati soltanto pochi attimi per camminare. Le loro ginocchia sono rigide. A causa del peso e della difficile manovrabilità dei pupi, il teatro catanese ha bisogno di un personale molto più numeroso di quello palermitano. I parlatori non muovono i pupi ma stanno seduti al lato sinistro (di chi guarda), in una posizione che gli permetta di vedere il palcoscenico
  • CONDIZIONE GIURIDICA proprietà privata
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 1900389515
  • ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Centro Regionale per l'Inventario e la Catalogazione
  • ENTE SCHEDATORE Associazione per la conservazione delle tradizioni popolari
  • DATA DI COMPILAZIONE 2026
  • LICENZA METADATI CC-BY 4.0

ALTRE OPERE DELLA STESSA CITTA'