Cartello (Cartello palermitano, RAPPRESENTAZIONI/ PROFANE)

XX secolo seconda metà

Cartello palrermitano

  • OGGETTO cartello palermitano
  • MATERIA E TECNICA Tela
    Pittura
  • MISURE Misura del bene culturale 1900389508: 198 x 176 cm
  • CLASSIFICAZIONE RAPPRESENTAZIONI/ PROFANE
  • ATTRIBUZIONI Canino, Gaspare (attribuito)
  • ALTRE ATTRIBUZIONI Canino, Gaspare (attribuito)
  • LUOGO DI CONSERVAZIONE Collezione Museo internazionale delle marionette A. Pasqualino
  • LOCALIZZAZIONE Museo internazionale delle marionette Antonio Pasqualino
  • INDIRIZZO Piazzetta Antonio Pasqualino, 5, Palermo (PA)
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE a) Rinaldo, senza il beneplacito di Carlo Magno, ha costruito il castello di Montalbano con l'aiuto del cugino, il mago Malagigi. Per istigazione di Gano, Carlo manda Orlando a punire Rinaldo. Il riquadro rappresenta il duello tra Orlando e Rinaldo. Lo scontro si svolge su un prato davanti a un imponente castello con torri e guglie; a sinistra in alto, un gruppo di alberi. In primo piano verso sinistra, si vede Orlando (croce su corazza e scudo) montato su Brigliadoro (bianco, con gualdrappa rossa). Lo contrasta Rinaldo (veste rossa e l'insegna della sua stirpe: il leone sbarrato su scudo e corazza). In realtà, non si vede il leone, ma solo la barra trasversale e una macchiolina marrone. Rinaldo monta su Baiardo, con gualdrappa grigia (Lodico, G., 1902, vol. I, cap. L). b) Nel frattempo, Dama Rovenza assedia Parigi. Rinaldo e Malagigi assaltano a Marsiglia il re Caradoro, che custodisce il tesoro di guerra di Rovenza. Rinaldo uccide Caradoro, mentre Malagigi ordina ai suoi diavoli di portare via il tesoro, Si vede in primo piano il re (corona su elmo e manto rosso) che viene trafitto da Rinaldo (leone sull'elmo; sbarra su corazza e scudo). Alla loro destra, Malagigi (cappello in testa, veste nera bordata di rosso e stivaletti rossi) dirige tutto con la sua bacchetta magica. Sullo sfondo, in alto a sinistra, si intravede la tenda di Caradoro fra palmizi. Due soldati spaventati scappano, mentre nel cielo sopra un bosco tre diavoli portano via in volo il tesoro (Lodico, G., 1902, vol. I, cap. LI). c) Malagigi e Atibano Tuttofuoco, potente negromante del campo di Rovenza, si sfidano in un duello infernale. Si tratta di una delle serate più interessanti e impegnative del teatro dei pupi dal punto di vista della messa in scena: i due maghi si trasformano continuamente in animali diversi che si combattono. Vince Tutto-fuoco e vuole impiccare Malagigi, che chiede tempo per pregare il suo Dio. La preghiera viene esaudita e Dio manda un angelo che fulmina Tuttofuoco e libera Malagigi. Il riquadro rappresenta questo finale. In un bosco, l'angelo, biancovestito, scende dall'angolo a sinistra e fulmina Atibano. Due diavoli dietro di lui si danno alla fuga. Accanto, Malagigi incatenato che si inginocchia (Lodico, G., 1902, vol. I, cap. LII). d) Dama Rovenza del Martello era così forte che tutti, perfino Orlando e Rinaldo, erano stati abbattuti da lei. A questo punto Malagigi si rivolge a un suo diavolo per sapere perché era così invincibile. La risposta era che la donna, di per sé fortissima, aveva anche un'armatura pregiata, un martello incantato e il dono dell'invulnerabilità, eccetto un punto vulnerabile dietro le ginocchia. Rinaldo si finge morto sul campo di battaglia: quando Rovenza passa in rassegna i morti, lui a tradimento la colpisce dal basso uccidendola. Questo è il momento qui rappresentato: sopra un mucchio di morti, Rinaldo trafigge a morte Rovenza (riconoscibile dal martello, con gonna rossa su pantaloni bianchi). Sullo sfondo a sinistra, le mura della città; a destra, le tende dei saraceni (Lodico, G., 1902, vol. I, cap. LIl). e) Finiti i festeggiamenti per la morte di Rovenza, quando ognuno sta per tornare ai propri castelli, Gano nasconde un esercito nel Bosco della Foglia, che Rinaldo deve percorrere per arrivare a Montalbano. Gano intende rubare a Rinaldo le venti somme d'oro che Carlo gli ha dato in premio per l'uccisione di Rovenza. Rinaldo si difende, recupera il tesoro e mette in fuga Gano e i Magonzesi. Gano, come al solito, racconta bugie a Carlo, dicendo che è stato Rinaldo ad aggredirlo. La scena mostra il combattimento di Rinaldo con i Magonzesi (M sullo scudo): sono tanti ed escono a tradimento dal bosco. A sinistra in alto, in secondo piano, altri combattimenti e Don Trico che guida due asini o cavalli che portano il tesoro. A destra in alto, i grandi alberi del Bosco della Foglia (Lodico, G., 1902, vol. I, cap. LII). f) Al solito, Carlo manda Orlando per punire Rinaldo. Dopo due giorni di duello, i due cugini fanno pace, quando arriva i settimo fratello di Mambrino, Gattamogliere, chiamato da Carlo su istigazione di Gano. Rinaldo indica a Orlando il gruppo in secondo piano a destra: il gigante Gattamogliere, con Gano e Carlo. Dietro di loro, un accampamento (Lodico, G., 1902, vol. 1, cap. LIlI). g) Gattamogliere e Rinaldo combattono per tre giorni. Gattamogliere è molto forte, ma Malagigi cura ogni sera Rinaldo, che torna in salute per combattere l'indomani. La scena è la stessa della precedente. Si vede Rinaldo disfatto, sostenuto da Don Trico, con lo scudo a terra. A destra, Gattamogliere, in posizione fiera, da vincitore (Lodico, G., 1902, vol. 1, cap. LIV). h) Nel frattempo, Malagigi scopre che Gattamogliere può essere sconfitto soltanto dalla spada Durlindana di Orlando. Rinaldo chiede in prestito la spada e il quarto giorno uccide Gattamogliere. In primo piano a destra, Malagigi che osserva la battaglia. Al centro, Rinaldo che ferisce a morte Gattamogliere. A sinistra, Carlo e Gano che fuggono (Lodico, G., 1902, vol. I, cap. LIV)
  • TIPOLOGIA SCHEDA Beni demoetnoantropologici materiali
  • FUNZIONE E MODALITÀ D'USO Il cartelllo serviva ad annunciare, attraverso scene significative, lo spettacolo che sarebbe andato in scena la sera
    I cartelli dell'opera dei pupi erano cartelloni pubblicitari che informavano il pubblico del contenuto della serata. I cartelli palermitani venivano dipinti dai pupari stessi o da artigiani specializzati che lavoravano per i pupari, sono dipinti a tempera su tela, e sono inchiodati su due bastoni ai quali si arrotolano per conservarli. Ogni cartello aveva un numero variabile di riquadri, ma più comunemente erano otto. Un cartellino con scritto "oggi" veniva spostato di giorno in giorno da un riquadro all'altro e un riassunto della serata, veniva applicato con spilli sulla parte del cartello le cui scene non riguardavano lo spettacolo della serata. Generalmente ogni scacco indicava il punto culminante della storia di una singola serata, pertanto ogni cartello si riferisce a una parte molto lunga dell'intera storia
  • CONDIZIONE GIURIDICA proprietà privata
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 1900389508
  • ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Centro Regionale per l'Inventario e la Catalogazione
  • ENTE SCHEDATORE Associazione per la conservazione delle tradizioni popolari
  • DATA DI COMPILAZIONE 2026
  • LICENZA METADATI CC-BY 4.0

ALTRE OPERE DELLO STESSO AUTORE - Canino, Gaspare (attribuito)

ALTRE OPERE DELLA STESSA CITTA'