Bbamminieddu (simulacro, bene semplice)
ante 1901 - ca 1910
Statuina di Gesù Bambino stante in cartapesta, con la mano destra alzata nell'atto di benedire. Veste una tunica di colore rosso molto sbiadito e una sopraveste ricamata con pizzi. Sulla pianta del piede sinistro è un foro che serviva per il perno che lo fissava alla base; sulla testa un altro piccolo foro per il fissaggio dell'aureola
- OGGETTO simulacro
-
CLASSIFICAZIONE
RITUALITÀ/ OGGETTI DEVOZIONALI
- AMBITO CULTURALE Produzione Artigianale
- LUOGO DI CONSERVAZIONE Casa-Museo Antonino Uccello
- LOCALIZZAZIONE Palazzo Bonelli Ferla
- INDIRIZZO Via Machiavelli, 19, Palazzolo Acreide (SR)
- NOTIZIE STORICO CRITICHE La tecnica e l'uso di vestire le statue è antico, come riferisce Marcovecchio, in: Il culto delle statue vestite a Roma in età pontificia, in "la ricerca folklorica, n° 24, Nov. 1991, p. 63. "[...con l'avvento dell'età moderna, si assiste ad una rivalutazione dell'immagine scolpita e della possibilità che essa offriva di veicolare determinati contenuti e messaggi grazie al suo potere di suggestione. Utilizzate a fini di spettacolo, le statue si inseriscono tra gli elementi portanti degli apparati festivi allestiti per le cerimonie religiose" Le statue vestite erano oggetto di particolari cure ad opera di suore e monache: [...queste cure prodigate all'immagine, che rimandano a quel particolare culto per Gesù Bambino proprio nei conventi femminili, hanno un'origine antica ...] [...nel 700 le novizie del convento usavano confezionare non solo biancheria ed arredi liturgici, ma anche immagini ispirate alle statuette venerate presso il loro istituto...] p. 64. A partire dal XVI XVII secolo, quando si diffuse il culto e la devozione del Gesù Bambino in forma autonoma , cominciò a diffondersi una iconografia molto poliedrica. La raffigurazione del Bambino variava da dormiente dentro teche in legno, sotto campane di vetro, dentro culle a forma di frutto, a seduto su balze rocciose, con un’iconografia che variava dal bambino pastore al bambino pescatore. La scenografia era quasi sempre ricca di fiori in carta, stoffa, cera. L’immagine di Gesù Bambino, declinata con differenti posture, scenografie con diversi attributi iconografici, diviene il soggetto prediletto per ammirare soluzioni compositive che documentano l’attenzione e la creatività delle maestranze locali, esperte nel creare accostamenti polimaterici tutelati da campane vitree, da teche in legno necessarie a custodire i fragili manufatti proteggendoli, innanzitutto, da dannosi sbalzi climatici. I Bambinelli nelle scarabattole o nelle campane di vetro venivano considerati numi tutelari della famiglia, proteggevano la maternità e propiziavano il parto: spesso venivano regalati dai parenti alla puerpera, in segno benaugurale, quando nasceva un neonato. In alcuni centri della Sicilia persistono ancora oggi molte forme di devozione popolare legate al culto dell’immagine del Divin Bambino, spesso ritenuta taumaturgica, dispensatrice di grazie e guarigioni; sulla tematica non esistono ancora studi antropologici approfonditi
- TIPOLOGIA SCHEDA Beni demoetnoantropologici materiali
- FUNZIONE E MODALITÀ D'USO devozionaleNel periodo delle festività natalizie, l'oggetto veniva posto sul comò o sul tavolo a scopo devozionale
- CRONOLOGIA D'USO XIX - XX/ metà
- LUOGO DI RILEVAMENTO (CT) - Sicilia , ITALIA
- DATA DI RILEVAMENTO 1960-1970
-
AUTORE DELLA FOTOGRAFIA
CARRACCHIA LAURA
carracchia laura
Carracchia, Laura
Carracchia, laura
Laura Carracchia
-
CONDIZIONE GIURIDICA
proprietà Stato
- CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 1900386910
- ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Centro Regionale per l'Inventario e la Catalogazione
- ENTE SCHEDATORE Galleria regionale di Palazzo Bellomo
- DATA DI COMPILAZIONE 2025
- LICENZA METADATI CC-BY 4.0