Memorie sul cibo. Alfonso Mattozzi: la svolta epocale della “colazione alla forchetta”

XXI

Il momento per me epocale, di passaggio dalla vecchia concezione del cibo, avviene verso la fine dell'800, inizio '900, quando si passa dall'educazione stradale del cibo - poiché il cibo si mangiava con le mani, per strada – per intercessione di alcuni commercianti dell'epoca, alla "colazione alla forchetta". È un pensiero filosofico. Il socialismo avanza, innanzitutto nelle famiglie dei pizzaioli, di quei commercianti dell'epoca che aprono alle nuove classi: si passa dal popolo della strada a quello che si siede a tavola; non sono ancora borghesi, ma non sono nemmeno i reietti che mangiavano obbligatoriamente per strada. Da considerare è anche il fenomeno degli emigranti: noi abbiamo avuto per 20/30 anni un transito a Napoli di milioni di persone che andavano in Sud America, Nord America. Quale piatto migliore per rifocillare una famiglia che, se partiva per un nuovo mondo, certamente non aveva i soldi per mangiare un pranzo al ristorante? Quindi la famosa pizza - che prima veniva divisa a modo di focaccia, con lo strutto, con i formaggi - diventa una pizza condita con il pomodoro e si può anche mangiare a tavola. Questo è il vero socialismo della pizza: essere a portata di mano e passare dalle mani alla forchetta. Da pizzaioli si diventa ristoratori al termine della seconda guerra mondiale, quando si ha voglia di ricostruire

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