Concerto di campane #a tastiera# Mainetto 1995 (bene semplice)

Domenico Poiré e Giorgio Campi suonano il concerto di campane della chiesa di Nostra Signora della Mercede, nella frazione di Mainetto, nel comune di Serra Riccò, in provincia di Genova. Il concerto è composto da sei campane, intonate rispettivamente in "mib", "fa", "sol", "lab", "sib" e "do". I campanari utilizzano la tecnica #a tastiera# con i #pestelli# ed eseguono otto brani. Poiré apre il concerto con una marcetta dal ritmo moderato: dopo una breve introduzione, ripete la melodia principale per quattro volte e conclude con una coda finale. Successivamente esegue il canto "Noi vogliam Dio" (00:01:54), un inno cattolico di tradizione popolare, composto dal parroco François-Xavier Moreau nel 1882 durante un pellegrinaggio da Turenna a Lourdes. Il campanaro ripete la melodia principale due volte, concludendo con una coda. Il secondo brano, senza titolo (00:03:18), è in tempo binario e dal carattere moderato. Dopo una breve introduzione, la melodia principale viene ripetuta tre volte, con una coda finale. Segue "Vola colomba" (00:05:05), brano vincitore del Festival di Sanremo 1952, composto da Bixio Cherubini e Carlo Concina e interpretato da Nilla Pizzi. Poiré esegue prima il tema del ritornello, seguito dalle strofe, ripetendo il ritornello e chiudendo con una coda finale. Successivamente esegue "La leggenda del Piave" (00:06:56), una delle canzoni patriottiche italiane più celebri, composta nel 1918 da Ermete Giovanni Gaeta. Il brano narra della battaglia del solstizio del giugno 1918 e, dopo l'8 settembre 1943, fu provvisoriamente adottato come inno nazionale. Poiré esegue una versione ridotta per campane, ripetendo l'intera melodia per tre volte. Giorgio Campi interviene con una suonata di #campana a concerto# (00:09:18). In questo tipo di suonata, la campana grossa viene messa in movimento mentre le altre restano ferme. Le suonate con #campana a concerto#, note in dialetto come #a dúggiu# o #a bicchiere# (indicando il movimento di una campana, non necessariamente la più grande), sono eseguite in occasioni solenni e rappresentano un esempio di tecnica esecutiva mista (BIBR: BRIGNOLE & MARINELLI, n.d.). Campi esegue poi altre due suonate senza titolo. La prima (00:12:18) è in tempo binario e vivace, con la struttura: A x2 - B - A - coda. L'ultima suonata (00:14:07), sempre in tempo binario e di carattere allegro, presenta la seguente struttura: intro - A - B x2 - A - B x2 - coda. La registrazione del concerto è stata realizzata da Mauro Balma il 18 marzo 1995

  • OGGETTO Concerto di campane #a tastiera# Mainetto 1995
  • CLASSIFICAZIONE MUSICA STRUMENTALE
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE Tra i sistemi di suono delle campane in Italia si trova il #sistema ligure#. Fino alla fine del XVIII sec. i complessi campanari liguri erano costituiti da 3 campane ma nelle città, nelle chiese più grandi e nelle Cattedrali si potevano contare fino a 5-7 campane. La tendenza generalizzata nel tempo è stata quella di aumentare il numero di campane, non solo nelle Cattedrali ma anche nelle Chiese di più piccole dimensioni. La tradizione campanaria ligure privilegia l’esecuzione di melodie a campane ferme, o #a carillon# (termine quest’ultimo utilizzato però impropriamente poiché in genere indica le batterie di decine di campane semitonate diffuse principalmente in Paesi Bassi, Stati Uniti, Belgio, Francia e Germania). Altro spazio importante è riservato alle cosiddette #tecniche miste#, ossia quelle che prevedono l’uso di una o due campane in movimento contemporaneamente al suono delle altre ferme. L’uso delle sole campane a distesa o a bicchiere senza accompagnamento musicale delle altre suonate da ferme è da associarsi, prevalentemente, per richiami e funzioni funebri, pur con alcune eccezioni. Ancora fino agli anni ’50 del Novecento si suonava principalmente con il metodo # a corde altrimenti detto #a cordette# (in uso ancora oggi), dato che il numero dei bronzi si fermava in media a 5. L’aumento del numero delle campane portò all’introduzione anche della tastiera e poi, a partire dagli anni ’70, dell’elettrificazione. In generale le campane ferme vengono azionate principalmente in tre modi: #a cordette#, #a tastiera# (con i pestelli) o agendo manualmente sui battagli. I Concerti a 5 campane rappresentavano buona parte dei concerti liguri fino agli anni ’50-’60, soprattutto nei piccoli paesi. Sono tutt'oggi molto diffusi e si suonano ancora #a cordette# concerti fino a 6 campane. La maggior parte è intonata in scala maggiore, alcuni in scala minore. Il repertorio campanario ligure è costituito principalmente da: segnali, suonate #alla romana#, #baudette# e simili, suonate antiche, suonate recenti, lodi religiose e simili, canzoni e canti profani, brani patriottici, ballabili, brani tratti dal repertorio colto
  • TIPOLOGIA SCHEDA Beni demoetnoantropologici immateriali
  • LUOGO DI RILEVAMENTO Serra Riccò (GE) - Liguria , ITALIA
  • ALTRA OCCASIONE si
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0700377921
  • ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la città metropolitana di Genova e la provincia di La Spezia
  • ENTE SCHEDATORE Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione
  • DATA DI COMPILAZIONE 2022
  • DOCUMENTAZIONE SONORA file digitale (1)


  • LICENZA METADATI CC-BY 4.0

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