Concerto di campane #a tastiera# Genova San Biagio 2006 (bene semplice)
Angelo Ferrari, campanaro esperto e attivo nel Levante ligure, esegue il concerto di campane della chiesa di San Biagio, nella località omonima di Genova, in occasione della festa patronale. Il concerto è composto da dieci campane, di cui quattro maggiori a #battaglio cadente# e sei minori #fisse#, intonate nella scala di Mi maggiore. Le campane sono rispettivamente intonate in: “mi3”, “fa#3”, “sol#3”, “la3”, “si3”, “do#4”, “re4”, “re#4”, “mi4”, “fa#4”. Ferrari utilizza la tecnica #a tastiera# con i #pestelli# ed esegue tredici brani. Il concerto inizia mettendo in movimento la campana più grande (00:03:28). Dopo alcuni rintocchi, il campanaro esegue ritmi sulle campane ferme, creando un'apertura per i brani successivi. Il primo brano (00:05:17) è introdotto da una breve sequenza melodica: si tratta della "Tarantella n. 2", composta dallo stesso Ferrari, che segue la struttura A - B - A - B - coda. Il secondo brano (00:07:28) è una riduzione per campane dell’"Ave Maria" (titolo originale "Ellens Gesang III", D. 839, Op. 52, n. 6) di Franz Schubert. Dopo una breve introduzione, Ferrari esegue la melodia, composta da due frasi melodiche, ripetendola due volte. Tuttavia, l’esecuzione presenta alcune imprecisioni ritmiche, rendendo il brano difficilmente riconoscibile. Segue il "Valzer n. 6", composto da Ferrari (00:10:22), di carattere vivace, con la struttura A x2 - B x2 - C x2 - A. Il quarto brano (00:12:51) è una riduzione per campane dell’aria "Questa o quella per me pari sono" dal "Rigoletto" di Giuseppe Verdi, con ripetizione della melodia due volte e una variazione finale. Il quinto brano (00:14:24) è la "Polka n. 3", composta da Ferrari, con la struttura A x2 - B - A - B x2. A seguire, il "Valzer n. 3" (00:16:35), organizzato in A x2 - B x2 - ponte - A - coda, e la "Mazurka n. 1" con struttura A x2 - B x4 - A - coda. Successivamente, Ferrari esegue la "Marcia n. 3" con struttura A x2 - B - A, seguita da altri tre brani. Al minuto 00:22:44, esegue l'inno cattolico "Laudes Regiae" ("Christus vincit! Christus regnat! Christus imperat!"), ripetendo due volte la melodia gregoriana e concludendo con un'improvvisazione. Il penultimo brano (00:24:59), senza titolo, è in tempo ternario e segue la struttura A - B x2 - A - variazione su B - B. L'ultimo brano è una tarantella che Mauro Balma identifica come la "Tarantella da fainâ" (00:26:50), con struttura intro - A x2 - B - C - A - variazioni su B x2. Il concerto si conclude come era iniziato: Ferrari mette in movimento la campana più grande (00:29:40), esegue alcuni ritmi sulle campane ferme e decreta la fine del concerto. La registrazione del concerto è stata realizzata da Mauro Balma il 3 febbraio 2006 e testimonia l’arte campanaria di Angelo Ferrari, uno dei campanari più esperti del Levante ligure
- OGGETTO Concerto di campane #a tastiera# Genova San Biagio 2006
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CLASSIFICAZIONE
MUSICA STRUMENTALE
- NOTIZIE STORICO CRITICHE Tra i sistemi di suono delle campane in Italia si trova il #sistema ligure#. Fino alla fine del XVIII sec. i complessi campanari liguri erano costituiti da 3 campane ma nelle città, nelle chiese più grandi e nelle Cattedrali si potevano contare fino a 5-7 campane. La tendenza generalizzata nel tempo è stata quella di aumentare il numero di campane, non solo nelle Cattedrali ma anche nelle Chiese di più piccole dimensioni. La tradizione campanaria ligure privilegia l’esecuzione di melodie a campane ferme, o #a carillon# (termine quest’ultimo utilizzato però impropriamente poiché in genere indica le batterie di decine di campane semitonate diffuse principalmente in Paesi Bassi, Stati Uniti, Belgio, Francia e Germania). Altro spazio importante è riservato alle cosiddette #tecniche miste#, ossia quelle che prevedono l’uso di una o due campane in movimento contemporaneamente al suono delle altre ferme. L’uso delle sole campane a distesa o a bicchiere senza accompagnamento musicale delle altre suonate da ferme è da associarsi, prevalentemente, per richiami e funzioni funebri, pur con alcune eccezioni. Ancora fino agli anni ’50 del Novecento si suonava principalmente con il metodo # a corde altrimenti detto #a cordette# (in uso ancora oggi), dato che il numero dei bronzi si fermava in media a 5. L’aumento del numero delle campane portò all’introduzione anche della tastiera e poi, a partire dagli anni ’70, dell’elettrificazione. In generale le campane ferme vengono azionate principalmente in tre modi: #a cordette#, #a tastiera# (con i pestelli) o agendo manualmente sui battagli. I Concerti a 5 campane rappresentavano buona parte dei concerti liguri fino agli anni ’50-’60, soprattutto nei piccoli paesi. Sono tutt'oggi molto diffusi e si suonano ancora #a cordette# concerti fino a 6 campane. La maggior parte è intonata in scala maggiore, alcuni in scala minore. Il repertorio campanario ligure è costituito principalmente da: segnali, suonate #alla romana#, #baudette# e simili, suonate antiche, suonate recenti, lodi religiose e simili, canzoni e canti profani, brani patriottici, ballabili, brani tratti dal repertorio colto
- TIPOLOGIA SCHEDA Beni demoetnoantropologici immateriali
- LUOGO DI RILEVAMENTO Genova (GE) - Liguria , ITALIA
- ALTRA OCCASIONE si
- CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0700377909
- ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la città metropolitana di Genova e la provincia di La Spezia
- ENTE SCHEDATORE Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione
- DATA DI COMPILAZIONE 2022
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DOCUMENTAZIONE SONORA
file digitale (1)
- LICENZA METADATI CC-BY 4.0